Scopri il tracciato ciclabile Druogno–Re in Val Vigezzo: 12 km tra natura, cascate, borghi e santuari al confine con la Svizzera
La Valle Vigezzo rappresenta per me un rifugio dell’anima, un luogo dove ritorno con piacere per ritrovare energia e immergermi nella quiete montana. Questo altopiano si trova a circa 800 metri di altitudine, sospeso tra territorio italiano e svizzero, dove lo scorrere delle ore si fa più lento tra foreste, abitati curati e il silenzio tipico delle montagne. Per gli appassionati di due ruote come me, il tracciato ciclabile Druogno–Re denominato “Pineta” costituisce una delle esperienze più affascinanti dell’area: un percorso di circa 12,7 km prevalentemente in piano, ideale per un’uscita tranquilla.

@RebeccaManzi/GreenMe
Il percorso ha inizio a Druogno e si sviluppa attraverso corsie riservate, sezioni sterrate e piccoli nuclei abitati. In questo contesto, la bicicletta diventa lo strumento perfetto per interpretare il paesaggio: non semplice attività fisica, ma autentica esplorazione lenta di una valle che fonde elementi naturali e culturali.

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Indice
Santa Maria Maggiore: polo culturale della zona
La prima sosta significativa lungo il tragitto è Santa Maria Maggiore, considerato il nucleo più emblematico della valle. Questo borgo si distingue per la sua raffinata architettura alpina e per il riconoscimento di Bandiera Arancione conferito dal Touring Club Italiano. Qui si percepisce la memoria degli spazzacamini vigezzini, celebrati a settembre e documentati nell’importante Museo dello Spazzacamino, che conserva strumenti, racconti e percorsi multimediali dedicati a un’attività che simboleggia migrazione e sacrificio.

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Tuttavia il paese vanta anche un patrimonio artistico notevole: la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini ha reso famosa la zona come “Valle dei Pittori”. Tra viuzze e laboratori artigianali si svolgono manifestazioni caratteristiche come i Mercatini di Natale, la celebrazione della zucca e l’incontro internazionale degli spazzacamini, appuntamento annuale che attrae partecipanti da tutto il continente.

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Boschi, attività sportive e ambiente naturale
Superato il centro abitato, la ciclabile raggiunge la sua sezione più coinvolgente: la pineta di Santa Maria Maggiore. In questo tratto il panorama si caratterizza per boschi densi di alberi sempreverdi, clima fresco anche nei mesi estivi e zone perfettamente adatte alle famiglie. Il tracciato mantiene un andamento pressoché rettilineo, con variazioni altimetriche minime, e attraversa zone dedicate allo sport e alla natura: dal centro per lo sci di fondo al campo sportivo della Praudina. Si tratta di una sezione ottimale per chi desidera godere dell’ambiente montano senza sforzi eccessivi, tra quiete e scenari verdeggianti.

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Cascate dei Camini: meraviglia nascosta nelle rocce di Malesco
Tra i luoghi più sorprendenti del percorso figura l’attraversamento del torrente Loana, dove si ammira la spettacolare Cascata dei Camini, denominata anche Cascate di Malesco. In questo punto il corso d’acqua Loana effettua tre salti successivi tra le formazioni rocciose, generando un movimento acquatico costante che conferisce al paesaggio un carattere quasi scenografico. Durante la stagione estiva quest’area diventa particolarmente frequentata, grazie anche a una piscina naturale ideale per bagni rinfrescanti.

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La cascata si può osservare da due angolazioni differenti. Dalla base si apprezza pienamente l’energia dell’acqua che precipita tra i gradoni rocciosi, mentre salendo lungo il sentiero si accede al versante superiore: oltrepassando un breve passaggio lungo il corso d’acqua e seguendo le indicazioni verso la pista ciclabile, si giunge a una passerella panoramica posizionata sopra il salto principale. Da questa posizione la visuale è totale e consente di comprendere l’intera conformazione naturale della cascata.
La zona costituisce inoltre il punto di avvio per numerose escursioni: oltre il ponte e i pannelli informativi si diramano vari sentieri che collegano foreste, frazioni e altri itinerari. Poco oltre si arriva a Malesco, centro ricco di memorie e consuetudini dove si percorrono stradine interne e si scopre una comunità legata alla lavorazione della pietra, ai mestieri antichi e all’ecomuseo che narra l’identità valliva.

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Verso Re e il suo complesso religioso
La sezione finale del tracciato costeggia il fiume Melezzo Orientale, conducendo al borgo di Re, celebre per l’imponente Santuario della Madonna del Sangue. La costruzione domina la vallata con la sua mole e costituisce uno dei centri di pellegrinaggio più rilevanti del Piemonte. La sua origine risale a un episodio ritenuto prodigioso verificatosi nel 1494, quando un dipinto murale raffigurante la Vergine avrebbe iniziato a emettere sangue dopo un atto sacrilego.
La cupola ornamentale, i confessionali scolpiti e la cantoria in legno attestano la stratificazione artistica che ha trasformato il sito in un prezioso esempio di arte barocca alpina. Verso la fine dell’Ottocento maturò il progetto di un santuario più ampio. L’iniziativa portò alla costruzione dell’attuale Basilica monumentale del XX secolo, che si affianca alla struttura seicentesca formando un complesso architettonico unitario.

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Un tracciato accessibile tra paesaggio e patrimonio artistico
Qui termina la nostra escursione su due ruote tra ponti in pietra e vedute montane, dopo aver attraversato una valle che alterna elementi naturalistici, spirituali e culturali in breve distanza. Il percorso Druogno–Re risulta perfetto per nuclei familiari, cicloturisti e appassionati di escursioni leggere. Non richiede preparazione atletica particolare (ma occorre considerare che non si tratta di un circuito ad anello, quindi la distanza raddoppia per il ritorno al punto di partenza) e offre un’esperienza completa: foreste fresche, centri storici, patrimonio artistico, tradizioni locali e panorami alpini.