Scopri il nuovo tracciato della Via di Francesco inaugurato ad aprile 2026: un percorso impegnativo di 35 km che ripercorre gli ultimi passi del Santo.
Trentacinque chilometri di cammino, quasi duemila metri di ascesa e approssimativamente dodici ore di marcia. Non si tratta certamente di un tracciato adatto a chiunque, ma chi decide di percorrerlo si troverà a seguire le tracce di Francesco durante i suoi ultimi giorni terreni. Il 26 aprile 2026 ha visto l’apertura ufficiale del segmento inedito della Via di Francesco che unisce Assisi a Bagnara di Nocera Umbra e prosegue fino alla Grotta dell’Angelo, ora parte integrante dell’itinerario come quindicesima frazione. La denominazione scelta riflette perfettamente il suo significato: L’Ultimo Cammino di Francesco.
Indice
Un tracciato che riporta alla memoria eventi storici
Le testimonianze francescane raccontano che, quando le autorità civili e religiose di Assisi furono informate dell’imminente dipartita del Santo, organizzarono una delegazione di cavalieri per recarsi a Bagnara, dove Francesco si trovava in quel momento, e accompagnarlo nella città natale, evitando che spirasse altrove. Questa nuova sezione ripercorre quel tragitto in senso inverso: inizia da Assisi e si dirige verso Nocera Umbra, attraversando le foreste del Parco del Monte Subasio, toccando l’eremo della Romita, Bagnara e concludendosi alla Grotta dell’Angelo, denominata anche Grotta di Sant’Angelo.
L’itinerario attraversa alcune delle zone più affascinanti del comprensorio tra Assisi e Nocera Umbra, connesse alle ultime giornate terrene del Santo, con sentieri avvolti da scenari naturali che favoriscono la contemplazione, l’introspezione e il raccoglimento. Si tratta di località preservate, distanti dai flussi turistici convenzionali.
Lo svolgimento della cerimonia inaugurale
La giornata di apertura si è articolata con una duplice partenza: il primo contingente è partito alle 8 dall’Hospitale Laudato Si di Assisi, mentre il secondo ha iniziato il cammino alle 9:30 da Villa Postignano, nel comune di Nocera Umbra. I partecipanti si sono riuniti presso la chiesetta di Satriano, fulcro simbolico dell’evento, per la celebrazione eucaristica di mezzogiorno, arricchita dalla lettura di estratti delle Fonti Francescane. Successivamente, i camminatori hanno condiviso un momento conviviale presso San Leonardo.
Non una mera escursione celebrativa, dunque, ma un’occasione pensata per conferire al tracciato sin dal principio la sua dimensione più genuina: meditazione, quiete, dimensione spirituale e fraternità.
Caratteristiche tecniche della frazione
Dal punto di vista delle difficoltà, questa frazione è catalogata come particolarmente esigente. I numeri ufficiali sono eloquenti: 35,27 km di lunghezza, un dislivello in salita di 1.862 metri contro 1.153 metri in discesa, con una durata prevista di circa 12 ore. Il terreno varia tra asfalto, strade bianche e passaggi naturali. La segnaletica segue gli standard della Via di Francesco (marcature CAI bianco-rosso e indicatori giallo/blu) con aree di riposo e punti di approvvigionamento idrico distribuiti lungo il percorso.
Chi intraprende l’intero segmento deve possedere un’adeguata preparazione atletica, sebbene sia possibile suddividere il tracciato in porzioni più gestibili, rendendolo accessibile anche a escursionisti con esperienza limitata, grazie alla disponibilità del file GPX scaricabile dal portale ufficiale.
La Via di Francesco: una rete di percorsi interconnessi
Questo segmento inedito si integra nella più estesa Via di Francesco, l’itinerario francescano principale dell’Umbria che può essere intrapreso seguendo due direttrici fondamentali: dal settentrione, muovendo da Firenze o Rimini con sosta alla Verna e conclusione ad Assisi; oppure dal meridione, con inizio a Roma. In entrambe le configurazioni il fulcro rimane Assisi, da cui si diramano le alternative verso i siti più significativi della biografia del Santo.
La frazione 15a integra e potenzia la direttrice Roma–Assisi, introducendo un tratto che finora risultava assente nella cartografia ufficiale e che conduce il pellegrino oltre la basilica, addentrandosi nei boschi appenninici fino ai confini geografici e spirituali dell’ultimo pellegrinaggio di Francesco.
Viaggio lento, valorizzazione territoriale
L’apertura di questo tracciato si colloca in una fase in cui i cammini italiani stanno registrando un’attenzione sempre maggiore, anche da parte di chi non ha motivazioni religiose, poiché ormai il pellegrinaggio rappresenta una modalità di viaggio alternativo, contrapposta al turismo massificato. Per aree come quella compresa tra Assisi e Nocera Umbra, ancora incontaminate, poco battute, ricche di santuari e centri storici minori, questi itinerari costituiscono una preziosa opportunità economica, in quanto promuovono le realtà ricettive locali e possono creare un movimento economico svincolato dalle concentrazioni stagionali tipiche.