Grecia: oltre 250 spiagge libere da ombrelloni e lettini commerciali

Il governo greco estende a 251 le coste protette vietando stabilimenti balneari per salvaguardare ecosistemi, paesaggi e siti Natura 2000.

Il governo greco rafforza la protezione delle sue coste e porta a 251 il totale delle “spiagge intoccate”: tratti di litorale dove non potranno essere rilasciate autorizzazioni per stabilimenti balneari, sdraio, parasole o installazioni provvisorie. L’obiettivo è salvaguardare habitat delicati, panorami incontaminati e zone di rilevante interesse ambientale, molte delle quali fanno parte del network europeo Natura 2000.

La notizia proviene dal dicastero dell’Ambiente e dell’Energia ellenico, che ha rivisto la lista delle cosiddette Apatites Paralies, ovvero “coste inviolabili” o “litorali incontaminati”: arenili sottoposti a vincoli più stringenti per contenere gli effetti del turismo di massa e tutelare gli ecosistemi locali.

Quali sono le nuove regole per i litorali tutelati

Sulle 251 coste incluse nell’aggiornamento non sarà consentito posizionare sdraio e ombrelloni a pagamento, costruire pedane, bar temporanei o altre installazioni legate all’attività commerciale balneare. Sono inoltre proibiti lavori che potrebbero alterare la conformazione originaria del territorio o danneggiare gli equilibri ecologici degli ambienti presenti.

Nella sostanza, queste spiagge rimarranno fruibili e accessibili al pubblico, ma senza le trasformazioni tipiche delle destinazioni balneari sottoposte a forte pressione turistica.

Una strategia contro il sovraffollamento turistico

Il provvedimento fa parte di un piano complessivo con cui il governo di Atene cerca di fronteggiare le conseguenze del boom di visitatori che da tempo caratterizza le isole e i litorali ellenici. Negli ultimi anni la crescita esponenziale di turisti, alloggi e concessioni balneari ha scatenato malcontento tra i residenti e alimentato il confronto sul tema dell’accesso pubblico al mare.

Nel 2023 il movimento civico delle “towel protests” – diffusosi soprattutto nelle Cicladi – aveva contestato l’eccessiva privatizzazione delle spiagge da parte di operatori commerciali, invocando più vigilanza e maggiori spazi fruibili liberamente. L’ampliamento delle coste tutelate rappresenta anche una risposta concreta a queste istanze popolari.

Quali destinazioni rientrano nelle nuove tutele

Tra le località aggiunte o sottoposte a protezione rafforzata ci sono zone di straordinario valore paesaggistico e ambientale come:

  • Piccole Cicladi (Iraklia, Schinoussa, Koufonisia, Keros)
  • Creta occidentale (Gramvousa, Falasarna, Elafonissi, Kissamos)
  • Lefkada
  • Limnos
  • Laguna di Messolonghi
  • Delta dell’Acheloos
  • Folegandros e isole limitrofe

Numerose di queste destinazioni accolgono sistemi dunali, praterie sottomarine, aree umide, luoghi di riproduzione e habitat di organismi rari.

Qui è disponibile la lista completa delle spiagge tutelate.

Il ruolo di Natura 2000 e l’emergenza climatica

La scelta assume particolare rilevanza anche nel contesto della crisi climatica. Il deterioramento delle coste, l’aumento del livello marino, gli incendi e l’espansione edilizia stanno mettendo sempre più a rischio gli ecosistemi del Mediterraneo.

Salvaguardare porzioni di costa ancora intatte significa preservare difese naturali contro tempeste e inondazioni, garantire continuità ecologica e proteggere specie vulnerabili come le tartarughe marine, gli uccelli migratori e la vegetazione delle dune.

Un esempio per tutto il Mediterraneo?

L’iniziativa greca potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche per altre nazioni mediterranee, compresa l’Italia, dove il dibattito tra concessioni balneari, libero accesso alle coste e salvaguardia ambientale rimane molto acceso.

Il principio di base è chiaro: non tutte le coste devono trasformarsi in merce turistica. Alcune, per il loro valore ecologico e paesaggistico, possono rimanere semplicemente quello che sono: natura incontaminata.

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