Esploriamo Corinaldo, gioiello marchigiano con mura medievali, la celebre scalinata Piaggia e tradizioni che uniscono storia e fantasia popolare.
Durante la nostra visita a Corinaldo, nella provincia anconetana, abbiamo scoperto un luogo che conquista per autenticità. Le fortificazioni del XV secolo rappresentano il cuore pulsante di questo centro, con una cinta muraria quasi ininterrotta che si estende per circa mille metri. Baluardi, torri difensive, accessi fortificati e il caratteristico torrione merlato progettato da Francesco di Giorgio Martini testimoniano un passato militare perfettamente conservato, senza artifici turistici. Il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e l’inclusione nei Borghi più belli d’Italia confermano il valore di questo gioiello marchigiano.

@Rebecca Manzi/GreenMe
Indice
La scalinata della Piaggia
Accedendo dal versante ovest, il percorso ci ha condotti attraverso vicoli che progressivamente si ampliano, fino all’incontro con la Piaggia, emblematica gradinata del paese. Una sequenza di gradini apparentemente interminabile divide verticalmente l’abitato, conferendogli un’identità inconfondibile. Tale peculiarità ha valso a Corinaldo l’appellativo di borgo dalle cento scale.

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Il leggendario pozzo della polenta
Questi gradini non costituiscono un semplice passaggio tra livelli diversi dell’abitato, ma rappresentano un autentico elemento architettonico verticale che conduce alla vetta della collina. A metà strada emerge il Pozzo della Polenta, protagonista di una narrazione popolare che è diventata elemento distintivo della comunità. Proprio questa leggenda alimenta la Contesa del Pozzo della Polenta, spettacolo storico che ogni estate vede la partecipazione di oltre trecento comparse in costume, trasformando le strade in palcoscenico naturale.

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Quando arrivano le streghe
Corinaldo però non si limita alle antiche fortificazioni e all’atmosfera medievale. Accanto alla rievocazione storica estiva, esiste un altro appuntamento che caratterizza profondamente questo luogo, noto anche come il borgo dei matti e delle streghe, nomignolo derivante dall’anima più fantasiosa e ludica della comunità. Dal 1998 si svolge qui la Notte delle Streghe, manifestazione che ha contribuito a farne una delle mete italiane più riconosciute per Halloween.
Durante questi giorni speciali, il centro storico si trasforma completamente: appaiono scenografie spettacolari, creature fantastiche, performance ambulanti e attività per ogni fascia d’età. Musica dal vivo, bancarelle tematiche, osterie medievali e workshop creativi si affiancano a installazioni suggestive, tra cui il famoso Tunnel della Paura, diventato simbolo della festa. L’accesso all’evento è completamente gratuito.

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Il teatro dedicato a Goldoni
Nel nucleo antico del paese abbiamo visitato il Teatro Carlo Goldoni, struttura che stupisce per il suo valore storico e la sua versatilità. Originariamente disponeva di un meccanismo innovativo che consentiva di modificare l’altezza della platea secondo le necessità. Dopo i lavori di recupero conclusi nel 2005, la sala è tornata a rappresentare un polo culturale importante per il territorio, proponendo una stagione variegata che include rappresentazioni teatrali, concerti, balletti e spettacoli dedicati ai più giovani. Una dimostrazione tangibile di come anche una piccola realtà possa preservare un’offerta culturale vivace.
Il santuario dedicato a Maria Goretti
Questo borgo è inoltre il luogo di nascita di Santa Maria Goretti. Imperdibile quindi la visita all’abitazione natale e al Santuario diocesano costruito in suo onore, destinazione di continui pellegrinaggi. L’edificio religioso si integra discretamente nel contesto urbano e preserva una memoria particolarmente viva. La presenza di questo luogo sacro conferisce al paese una dimensione devozionale che dialoga armoniosamente con quella storica e civica, senza sovrapposizioni.

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Fortificazioni e panorami agricoli
Percorrendo il perimetro delle mura, emerge la solidità delle fortificazioni trecentesche e quattrocentesche, tra le più integre della regione marchigiana. Gli accessi storici – Santa Maria del Mercato, San Giovanni e Porta Nova – marcano gli ingressi al centro, mentre torri e passaggi sopraelevati narrano l’organizzazione difensiva dell’antico insediamento. Dall’alto, la vista abbraccia le distese agricole coltivate a viti e ulivi, da cui derivano eccellenze territoriali quali il Verdicchio dei Castelli di Jesi e l’olio extravergine di oliva del territorio.

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Congedandosi da Corinaldo, rimane l’impressione di aver visitato un luogo dove il passato resta tangibile. Fortificazioni, gradinate, racconti popolari e spazi dedicati alla cultura coesistono armoniosamente, preservando un raro equilibrio tra conservazione e quotidianità. Si tratta di un borgo da esplorare senza fretta, senza percorsi prestabiliti, capace di regalare emozioni autentiche e di rappresentare pienamente l’essenza e le meraviglie del paesaggio marchigiano.