Analisi globale rivela metropoli più e meno igieniche: Cracovia eccelle, Budapest delude. Roma e Firenze tra le peggiori d'Europa secondo i viaggiatori.
Quando si pianifica un viaggio, l’igiene urbana rappresenta un elemento cruciale che influenza direttamente l’esperienza complessiva. Strade invase da rifiuti, monumenti trascurati e servizi igienici inadeguati possono compromettere persino le destinazioni più affascinanti. Un recente studio internazionale ha esaminato questo aspetto, identificando le metropoli che brillano per ordine e quelle che invece deludono le aspettative dei visitatori.
Indice
Metodologia dell’indagine
L’analisi è stata condotta da Radical Storage, società specializzata nel deposito bagagli a livello globale, che ha esaminato attentamente le opinioni dei viaggiatori attraverso una valutazione sistematica dei commenti pubblicati in rete.
Il team di ricerca ha analizzato le 100 destinazioni presenti nel Top 100 City Destinations Index di Euromonitor, concentrandosi sulle dieci attrazioni principali di ogni località. Il database comprende oltre 70.000 recensioni in inglese caricate su Google nell’ultimo anno. I commenti che menzionavano termini relativi all’igiene sono stati categorizzati in base al giudizio espresso. Sono state scartate le destinazioni con meno di cento valutazioni pertinenti, garantendo così un quadro basato esclusivamente su testimonianze autentiche.
Il primato negativo: Budapest guida la graduatoria
La capitale ungherese si aggiudica il poco invidiabile primato, con il 37,9% delle valutazioni che esprimono insoddisfazione riguardo all’igiene urbana. I visitatori lamentano frequentemente sistemi di raccolta inadeguati e scarsa attenzione alla manutenzione degli spazi comuni. L’incremento esponenziale di arrivi turistici aggrava la situazione: a settembre 2025, il comparto turistico ungherese ha registrato un aumento dell’8,3%, mentre Budapest ha visto crescere i flussi del 12% rispetto all’anno precedente, sovraccaricando i servizi di manutenzione.
Le altre metropoli criticate
Roma occupa la seconda posizione con il 35,7% di commenti sfavorevoli. Il malcontento dei turisti riflette quello degli abitanti: nel 2023 la capitale italiana si è classificata solo settima per soddisfazione dei residenti, con il 71% che ha manifestato disappunto. Ancora più allarmante, la qualità della vita risulta in declino rispetto al quinquennio precedente, con appena il 3% degli intervistati che percepisce miglioramenti.
Al terzo posto troviamo Las Vegas (31,6%), risultato prevedibile considerando l’afflusso ininterrotto di visitatori e l’attività urbana continua. Tuttavia, le istituzioni locali hanno avviato programmi come “Pick It Up Las Vegas”, finalizzati alla bonifica di condutture, sottopassaggi, arterie stradali e aree verdi, testimoniando un impegno concreto nel migliorare il decoro urbano.
Firenze si colloca al quarto posto con il 29,6% di valutazioni negative. Le anguste vie medievali e l’intenso passaggio pedonale complicano notevolmente le operazioni di pulizia. La città sta però investendo nell’innovazione: sono stati installati contenitori intelligenti equipaggiati con intelligenza artificiale, progettati per facilitare e rendere più efficace la gestione dei rifiuti da parte di residenti e turisti.
Nonostante il prestigio internazionale, Parigi registra il 28,2% di recensioni che evidenziano problemi di igiene o manutenzione carente. La capitale francese ha comunque avviato significativi interventi di riqualificazione in preparazione alle Olimpiadi del 2024, destinando risorse considerevoli al miglioramento del decoro urbano.
La graduatoria delle prime dieci metropoli meno igieniche include inoltre: Milano (6°), Verona (7°), Francoforte (8°), Bruxelles (9°) e Il Cairo (10°).
Gli esempi virtuosi
All’opposto dello spettro, alcune destinazioni rappresentano modelli di eccellenza, dimostrando come investimenti mirati in servizi, infrastrutture e educazione civica generino benefici concreti e misurabili.
Cracovia: l’eccellenza mondiale
La città polacca conquista il primato assoluto con il 98,5% di valutazioni favorevoli. Il successo deriva da una gestione ottimale dei rifiuti, spazi pubblici impeccabili e un elevato senso civico della popolazione.
Il risultato di Cracovia non è casuale: nell’ultimo decennio la Polonia ha destinato investimenti massicci alla gestione dei rifiuti e alla cura del patrimonio pubblico, sviluppando sistemi di riciclaggio innovativi e garantendo una manutenzione costante di piazze, mercati e zone pedonali. Secondo il documento 2023 della Commissione europea sulla “Qualità della vita nelle città europee”, oltre l’80% dei cittadini di Cracovia esprime piena soddisfazione per gli spazi comuni.
Questo orgoglio collettivo si traduce direttamente nell’esperienza turistica, con visitatori che percepiscono la destinazione come ordinata, accogliente e curata nei minimi dettagli. La struttura urbana compatta e facilmente esplorabile contribuisce ulteriormente a questa percezione positiva. Attraversare i vicoli lastricati o costeggiare il fiume consente ai turisti di apprezzare da vicino l’ordine e la cura, un’esperienza impossibile da cogliere transitando rapidamente in automobile.
Altri modelli di eccellenza
La seconda posizione spetta a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti (98%), dove normative rigorose e investimenti strategici mantengono standard elevati. Negli ultimi tre anni la città ha allocato oltre 75 milioni di dirham (circa 15,5 milioni di euro) per l’acquisizione di nuove attrezzature per la pulizia stradale e la raccolta rifiuti, confermando l’impegno costante verso l’eccellenza urbana.
Singapore mantiene la sua reputazione di metropoli immacolata, con il 97,9% di giudizi positivi. Il segreto risiede nella combinazione di regolamentazione severa e cultura civica radicata: normative stringenti proibiscono l’abbandono di rifiuti, lo sputo e persino masticare gomme, mentre un sistema efficiente di gestione dei rifiuti si integra con architettura sostenibile e campagne educative che coinvolgono scuole, ambienti lavorativi e comunità, permeando profondamente la quotidianità dei cittadini.
Al quarto posto troviamo un’altra destinazione polacca: Varsavia (97,8%). La capitale combina infrastrutture contemporanee e ampie aree verdi, garantendo un ambiente ordinato per visitatori e residenti. Le istituzioni promuovono regolarmente iniziative di pulizia collettiva, come il programma “Czysta Warszawa”, che negli ultimi anni ha registrato un incremento del 30% nella partecipazione.
Doha si posiziona quinta (97,4%): nella capitale qatariota, programmi come “Qatar Clean”, realizzato attraverso la collaborazione tra Qatar Tourism e il Ministero della Salute Pubblica, stanno producendo risultati tangibili.
La graduatoria delle prime dieci metropoli più igieniche comprende anche: Riyadh (6°), Praga (7°), Mascate (8°), Dubai (9°) e Fukuoka (10°).
L’indagine evidenzia come l’igiene urbana costituisca un elemento fondamentale nell’esperienza turistica. Mentre alcune destinazioni ottengono risultati eccellenti investendo in infrastrutture, tecnologia e educazione civica, altre faticano a gestire l’incremento dei flussi turistici. La sfida per le amministrazioni è evidente: conciliare l’accoglienza turistica con la manutenzione degli spazi pubblici, garantendo che ogni visitatore possa apprezzare pienamente le bellezze cittadine senza che il degrado comprometta l’esperienza di viaggio.