Competizione Borgo dei Borghi: i venti finalisti per regione, procedura di voto quotidiano fino al 22 marzo e data della proclamazione su Rai 3.
Annualmente la terza rete nazionale seleziona venti piccoli centri del nostro paese, rappresentando ciascuna regione, mettendoli a confronto davanti a un vasto pubblico televisivo. Si tratta di una delle rare occasioni in cui la televisione di Stato realizza un progetto davvero significativo, poiché le località premiate — insieme a quelle che si piazzano nelle prime posizioni — registrano una trasformazione notevole dei flussi turistici in tempi brevi. La competizione del 2026 rappresenta la tredicesima edizione, presentando una selezione variegata che abbraccia ogni tipo di territorio e narrazione storica: località marittime, centri montani, paesi dell’interno ancora poco noti e alcuni che meriterebbero riconoscimento da tempo.
La fase di votazione è iniziata il primo marzo e terminerà il 22 marzo alle ore 24. Il paese trionfatore verrà proclamato durante una trasmissione speciale in prima serata sulla terza rete il 5 aprile, giorno di Pasqua, con la conduzione di Camila Raznovich. L’esito finale non dipende esclusivamente dal pubblico: le preferenze online vengono combinate con la valutazione di una commissione di specialisti, che analizza i centri considerando bellezza architettonica, stato di conservazione e qualità dell’abitare. Tuttavia il televoto ha un peso determinante.
Procedura di voto in pochi passaggi
Per esprimere la propria preferenza occorre collegarsi al portale rai.it/borgodeiborghi ed effettuare l’accesso tramite un profilo RaiPlay — chi non ne possiede uno può crearlo rapidamente, il servizio è gratuito e consente anche la registrazione attraverso account social. Una volta completato l’accesso, si visualizza l’elenco completo dei venti contendenti, si seleziona il centro preferito e si conferma la scelta. Il sistema invia una comunicazione di avvenuta registrazione del voto.
L’aspetto fondamentale da considerare è la possibilità di votare una volta ogni ventiquattro ore utilizzando lo stesso profilo. Non si tratta quindi di un’unica preferenza, ma di un appuntamento giornaliero che si rinnova fino al 22 marzo: chi è realmente interessato ritorna quotidianamente, e nel lungo periodo questo impegno influisce significativamente sulla graduatoria.
L’elenco completo dei contendenti regionali

Zungoli
Villalago (Abruzzo) Collocato tra le spettacolari Gole del Sagittario, rappresenta quella tipologia di località dove può capitare di avvistare un cervo durante una passeggiata lungo lo specchio d’acqua color smeraldo, considerando che la presenza faunistica selvatica — compreso l’orso marsicano — convive naturalmente con la popolazione locale senza destare particolare sorpresa.
San Fele (Basilicata) L’elemento distintivo di San Fele non è rappresentato dal nucleo storico, pur perfettamente preservato, bensì dalla dimensione sonora: le cascate generate dal torrente Bradano creano un’atmosfera acustica che caratterizza ogni angolo del paese in maniera peculiare, tra antichi mulini che testimoniano ancora le modalità di vita del passato.
San Nicola Arcella (Calabria) Lungo la Riviera dei Cedri si trova una formazione rocciosa naturale ad arco, l’Arcomagno, che incornicia il mare come se qualcuno avesse deliberatamente costruito una veduta sul Tirreno. È il genere di immagine che appare sui social network senza necessità di ritocchi, perché la bellezza naturale non richiede interventi.
Zungoli (Campania) Centro in pietra nell’entroterra irpino, dove nelle cavità bizantine scavate nella roccia matura ancora il caciocavallo tradizionale. Un nucleo storico così integro che sembra di trovarsi in una scenografia cinematografica, se non fosse che le abitazioni sono effettivamente abitate.
Canossa (Emilia-Romagna) Chi ha familiarità con la storia medievale comprende immediatamente l’importanza di Canossa: è in questo luogo che nel 1077 un imperatore si presentò scalzo nella neve per implorare il perdono papale. I resti del castello che fu testimone di quell’evento storico sono ancora visibili sulle alture matildiche.

Spilimbergo (Friuli-Venezia Giulia) Viene definita la città del mosaico, e non si tratta di semplice promozione turistica: qui ha sede un istituto che forma maestri artigiani provenienti da ogni parte del mondo nella tecnica musiva, mentre il duomo gotico nel cuore del centro è uno di quei luoghi che si scoprono quasi casualmente e restano impressi nella memoria.
Nemi (Lazio) Sui Colli Albani, affacciato su uno specchio d’acqua vulcanico che riflette tutto il verde circostante, Nemi è rinomato per le fragole — commercializzate praticamente ovunque da maggio — e per le imbarcazioni di Caligola che l’imperatore fece realizzare sul lago e che furono recuperate duemila anni dopo.
Arenzano (Liguria) Non è soltanto località balneare, benché il mare rappresenti già un’ottima ragione per visitarla. Arenzano custodisce ville storiche con giardini che appaiono inaspettati e segna l’accesso al Parco del Beigua, dove il paesaggio muta drasticamente salendo verso le aree boschive.

Castellaro Lagusello (Lombardia) È uno di quei centri che si apprezzano maggiormente da una prospettiva elevata: le fortificazioni medievali che circondano uno specchio d’acqua dalla forma di cuore, con le alture moreniche del Garda come sfondo. Considerata la posizione, sorprende che non goda di maggiore notorietà.
Cingoli (Marche) Viene chiamato il Balcone delle Marche poiché dal centro storico, nelle giornate di buona visibilità, lo sguardo spazia completamente: gli Appennini da una parte, l’Adriatico dall’altra. All’interno delle chiese si conservano opere di Lorenzo Lotto che in un contesto urbano sarebbero esposte in musei con lunghe attese.
Guardialfiera (Molise) Sovrasta il lago omonimo con quell’atmosfera isolata tipica di certi borghi molisani, regione che sembra collocarsi al di fuori dei circuiti turistici di massa. La cattedrale medievale rappresenta uno dei monumenti più rilevanti della zona, e lo scrittore Francesco Jovine ne ha fatto materia letteraria.
Villar San Costanzo (Piemonte) Ai piedi delle Alpi Cozie, nel territorio cuneese, si trovano i Ciciu del Villar: formazioni geologiche a forma di fungo che raggiungono i due metri di altezza, distribuite nel bosco come se fossero state posizionate intenzionalmente. Una camminata tra queste rocce è sufficiente per comprendere la presenza del borgo tra i finalisti.
Margherita di Savoia (Puglia) Le saline più estese d’Europa, i fenicotteri rosa che vi risiedono stabilmente, le terme con acque salate tra le più concentrate d’Italia. Margherita di Savoia è una di quelle destinazioni che esprimono il meglio nelle stagioni intermedie, quando le tonalità dell’acqua e del sale creano scenari difficilmente descrivibili.
Sadali (Sardegna) Nel cuore della Barbagia, Sadali è l’unico centro sardo dove una cascata scorre nel pieno del tessuto urbano. Non è una fontana decorativa, è una cascata autentica, che attraversa il paese durante tutto l’anno come se fosse un elemento ordinario.
Realmonte (Sicilia) La Scala dei Turchi è la scogliera di marna bianca che tutti hanno visto almeno in immagine, anche chi non ha mai visitato la Sicilia. Realmonte la preserva insieme a un entroterra che porta ancora le tracce di decenni di attività mineraria, una storia meno scenografica ma altrettanto autentica.

Lucignano (Toscana) La configurazione del borgo è ellittica, e chi la osserva dall’alto comprende immediatamente che non è frutto del caso: l’urbanistica medievale di Lucignano viene studiata nelle facoltà di architettura. All’interno si conserva anche l’Albero d’Oro, un reliquiario gotico trecentesco che giustifica da solo la visita.
Baselga di Pinè (Trentino-Alto Adige) Sull’Altopiano di Pinè, a breve distanza da Trento, si trovano laghi alpini, boschi e un silenzio che nelle stagioni intermedie diventa quasi tangibile. È il genere di destinazione che i trentini conoscono perfettamente e che il resto del paese tende a scoprire solo occasionalmente.

Passignano sul Trasimeno (Umbria) Il borgo dei pescatori sul Trasimeno mantiene ancora quell’atmosfera lacustre che in alcune aree italiane è andata perduta. La Rocca medievale domina il panorama, il lago è sufficientemente esteso da ricordare un mare, e l’Umbria qui mostra un carattere più acquatico di quanto ci si aspetti.
Châtillon (Valle d’Aosta) All’ingresso della Valtournenche, con il Cervino che si percepisce risalendo la valle, Châtillon è storicamente un punto di transito che nel tempo è diventato una destinazione dove vale la pena sostare. I castelli medievali circostanti, il miele locale e il mercato settimanale lo rendono più vissuto rispetto a molti centri alpini.
Battaglia Terme (Veneto) Alle porte dei Colli Euganei, è un borgo costruito sull’elemento acquatico — canali, chiuse, navigazione fluviale — con una tradizione termale che risale all’Ottocento. È il tipo di località che si raggiunge agevolmente da Padova o Venezia e che ogni volta appare più distante da entrambe di quanto non sia realmente.