Affitti brevi, Firenze estende il divieto a nove nuovi quartieri

Stop alle locazioni turistiche brevi in nove quartieri fiorentini: la giunta Funaro amplia le restrizioni oltre il centro storico.

La lotta contro la proliferazione delle locazioni turistiche a Firenze non si limita più al solo centro storico. L’amministrazione comunale, con la sindaca Sara Funaro al timone, ha dato il via libera a una delibera che blocca l’apertura di nuove strutture ricettive brevi in nove zone residenziali dove il fenomeno sta modificando profondamente il tessuto abitativo.

I territori ora sottoposti a restrizioni comprendono Campo di Marte, Gavinana, San Jacopino, Statuto, Rifredi, Libertà, Savonarola, Bronzino e San Frediano-Pignoncino, aree che negli ultimi anni hanno visto moltiplicarsi gli alloggi dedicati ai visitatori a scapito dei residenti stabili.

I numeri che spiegano l’espansione del fenomeno turistico

La scelta dell’amministrazione si basa su un’indagine condotta dal dipartimento MEMOTEF dell’Università La Sapienza in collaborazione con l’ufficio statistico del Comune. I numeri evidenziano una mutazione significativa del territorio: le zone appena inserite nel provvedimento contano più di 67mila abitazioni, mentre il nucleo storico già regolamentato ne ospita circa 35mila.

Lo studio mette in luce un fenomeno specifico: il cosiddetto effetto spillover, cioè il trasferimento delle attività ricettive brevi dal cuore della città verso le aree periferiche. Quartieri come Pignoncino e San Frediano hanno visto un’impennata superiore al 90% nel numero di immobili convertiti in case vacanza.

Intanto i flussi turistici continuano a crescere. Nel 2025 la città ha registrato oltre 4,7 milioni di arrivi e 11,5 milioni di pernottamenti, segnando un aumento di più del 10% rispetto all’anno precedente. Le locazioni brevi costituiscono ormai oltre la metà della capacità ricettiva complessiva.

Nuove norme: permessi, dimensioni minime e multe salate

Il regolamento municipale, operativo dal maggio 2025, stabilisce vincoli molto stringenti. Per avviare un’attività di locazione turistica è necessaria un’autorizzazione della durata di cinque anni, collegata sia all’intestatario sia all’unità immobiliare. In caso di cambio di proprietà, il titolo autorizzativo perde validità.

Sono stati introdotti anche requisiti dimensionali precisi: gli alloggi devono misurare almeno 28 metri quadrati, le camere singole non meno di 9 metri quadrati e quelle doppie almeno 14. Obbligatorio inoltre iscriversi all’apposito registro comunale. Le penalità previste sono severe: da 1.000 a 10.000 euro, con possibilità di revoca dell’autorizzazione per infrazioni reiterate o mancato versamento dell’imposta di soggiorno.

Tensioni e dibattito: la città si divide sul futuro del turismo

Il provvedimento ha scatenato subito polemiche. I gestori di appartamenti turistici denunciano un colpo duro a un comparto che dà lavoro a numerose figure professionali, dalle imprese di manutenzione al personale addetto alle pulizie e all’accoglienza. Secondo questa categoria, i primi divieti non hanno favorito il ritorno dei residenti né calmierato i canoni di locazione ordinari.

Dall’altra parte, organizzazioni sindacali e associazioni per il diritto all’abitare appoggiano invece la necessità di arginare una metamorfosi urbana che minaccia di svuotare i quartieri dai loro abitanti storici. Il capoluogo toscano si propone così come il primo grande esperimento italiano di controllo del fenomeno delle case vacanza, in attesa di una normativa nazionale organica.

Fonte: Città di Firenze

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