Procreazione assistita per tutte: al via la petizione per modificare la normativa

Campagna per estendere la Pma a donne single e coppie omosessuali: 50mila firme per modificare l'articolo 5 della legge 40 sulla procreazione assistita.

Traguardo ambizioso: raccogliere 50mila adesioni nell’arco di sei mesi. Prende avvio oggi, su iniziativa dell’Associazione Coscioni insieme a numerose altre realtà associative, la campagna di sottoscrizioni volta a rimuovere una delle ultime restrizioni della normativa del 2004 sulla procreazione assistita, che penalizza le donne non in coppia e le unioni tra persone dello stesso sesso.

Attualmente nel nostro Paese, sebbene la fecondazione con donazione di gameti sia stata legalizzata anche per le coppie non sposate un tempo escluse, rimane interdetto alle donne senza partner l’utilizzo delle banche dei gameti maschili per realizzare il proprio progetto di maternità. Una limitazione che obbliga ogni anno centinaia di donne sole a recarsi all’estero per sottoporsi alla Pma, principalmente in Spagna.

La battaglia in corso riguarda l’articolo 5 della normativa vigente, che limita l’accesso alle tecniche riproduttive esclusivamente alle coppie eterosessuali maggiorenni, unite in matrimonio o conviventi, escludendo di fatto le donne sole e le coppie formate da due donne. Si tratta di una discriminazione basata sullo stato civile che genera anche disuguaglianze economiche: chi dispone di risorse economiche sufficienti può ricorrere a trattamenti oltre confine, mentre chi non può permetterselo resta escluso.

La richiesta avanzata riguarda quindi una revisione dell’articolo 5 e l’apertura della Pma a tutte le donne, eliminando ogni forma di discriminazione.

Per tentare di modificare questa situazione, l’Associazione Luca Coscioni ha dato vita alla campagna “PMA per tutte”, supportata da una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a eliminare uno degli ultimi divieti ancora presenti nella legge 40. L’obiettivo è ottenere almeno 50mila sottoscrizioni entro sei mesi per presentare il testo al Parlamento.

I contenuti della proposta legislativa

L’iniziativa legislativa si concentra sull’articolo 5 della legge 40, che attualmente permette l’utilizzo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita esclusivamente alle coppie eterosessuali maggiorenni, sposate o conviventi. La modifica proposta intende allargare questo diritto anche alle donne single e alle coppie omosessuali femminili, cancellando una discriminazione che, secondo i sostenitori dell’iniziativa, non trova più fondamento né dal punto di vista scientifico né da quello giuridico.

Nel corso degli ultimi vent’anni, numerose limitazioni originariamente introdotte dalla legge 40 sono state progressivamente rimosse dalla Corte costituzionale: dal divieto di ricorrere alla donazione di gameti a quello riguardante la diagnosi genetica preimpianto per determinate categorie di coppie.

Secondo l’Associazione Luca Coscioni, spetta ora al Parlamento intervenire anche sull’accesso alla Pma per coloro che oggi continuano a esserne esclusi.

Tra i volti che sostengono la campagna figura anche l’ex calciatrice della Nazionale italiana Alia Guagni, scelta come ambasciatrice dell’iniziativa. Diventata madre attraverso un percorso di procreazione assistita effettuato in Spagna, la sua esperienza rispecchia quella di numerose donne che, pur avendo il desiderio e le condizioni per diventare madri, sono costrette ad affrontare costi economici, organizzativi ed emotivi per accedere a un diritto riconosciuto nella maggior parte dell’Europa.

Il percorso giuridico fino ad oggi

  • Nel 2009 la sentenza n. 151 ha rimosso l’obbligo di produrre al massimo tre embrioni e di trasferirli tutti contemporaneamente, affidando al medico la valutazione individuale e consentendo la crioconservazione
  • Nel 2014 la sentenza n. 162 ha abolito il divieto assoluto di fecondazione eterologa
  • Nel 2015 la sentenza n. 96 ha esteso l’accesso alla Pma e alla diagnosi preimpianto alle coppie fertili portatrici di gravi patologie genetiche
  • Nel 2025 la sentenza n. 68 ha riconosciuto ai figli nati da Pma in un progetto condiviso tra due donne il diritto a essere riconosciuti dalla nascita da entrambe le madri
  • Nel 2025, la sentenza n. 69 ha chiarito che non esistono impedimenti costituzionali all’estensione dell’accesso a donne single e coppie di donne, e che la decisione compete al Parlamento

Secondo i dati resi noti dall’Associazione Luca Coscioni, sono 32 i Paesi europei che permettono l’accesso alla procreazione medicalmente assistita anche alle donne non in coppia. Tra questi figurano: Francia, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi. L’Italia rimane invece tra i 13 Paesi europei che continuano a limitare l’accesso alle sole coppie eterosessuali.

Per i promotori della campagna, la raccolta firme rappresenta un ulteriore passo verso una normativa più inclusiva, in grado di riconoscere uguali diritti e libertà di scelta a tutte le persone che desiderano costruire una famiglia, a prescindere dal loro stato civile o orientamento affettivo.

Puoi firmare QUI.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin