Professionisti sanitari italiani avviano iniziativa per sensibilizzare popolazione su pericoli plastica, microplastiche e sostanze chimiche per salute.
Presente in ogni aspetto della nostra quotidianità, la plastica rappresenta ormai una minaccia invisibile per il benessere dell’uomo. Dalle patologie cardiovascolari ai disturbi della fertilità, fino alle neoplasie, i pericoli legati a questo materiale stanno diventando sempre più evidenti.
Per affrontare questa emergenza sanitaria, la comunità medica italiana ha lanciato la “Campagna Nazionale per la Prevenzione dei Danni da Plastica per la Salute“, un progetto coordinato dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE) insieme alla Rete Italiana Medici Sentinella (RIMSA), con l’adesione di oltre quaranta specialità mediche e molteplici società scientifiche.
Questo sforzo congiunto mira a informare i cittadini riguardo alle conseguenze nocive derivanti dall’esposizione alla plastica e ai suoi derivati, ponendo particolare attenzione agli effetti dannosi delle microplastiche e degli additivi chimici presenti in questi materiali.
Conseguenze sanitarie dell’esposizione alla plastica
I dati scientifici disponibili destano seria preoccupazione e ne discutiamo ormai quotidianamente. Diverse ricerche, incluse quelle pubblicate sulla prestigiosa rivista The Lancet, dimostrano come il contatto con materiali plastici sia correlato a numerose patologie gravi. Gli additivi chimici presenti nelle microplastiche possono danneggiare il sistema ormonale, provocando problemi riproduttivi in entrambi i sessi, interferire con lo sviluppo neurologico e incrementare la probabilità di sviluppare neoplasie.

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Oltre a ciò, l’esposizione alla plastica favorisce condizioni come sovrappeso, diabete mellito di tipo 2, pressione arteriosa elevata e squilibri della flora batterica intestinale. Le microplastiche entrano nell’organismo attraverso alimenti, bevande, aria respirata, ma anche mediante il contatto diretto con prodotti plastici quali indumenti sintetici, prodotti per la cura personale e articoli per l’infanzia.
I pericoli risultano amplificati per i più piccoli e per le gestanti, dato che l’esposizione durante le fasi critiche dello sviluppo può avere ripercussioni drammatiche sulla crescita. Le ricerche indicano che il contatto con materiali plastici nei primi mille giorni dall’inizio della gravidanza fino ai due anni di vita può danneggiare gravemente la salute futura di questi soggetti.
Spesa sballata
Tra le azioni principali della campagna figura il progetto “Spesa Sballata® – Dimensione Italia“, che incentiva l’adozione di recipienti riutilizzabili al posto di quelli usa e getta, secondo quanto stabilito dalle direttive comunitarie e dal Decreto Clima. L’obiettivo è diminuire l’impiego di plastica nella grande distribuzione e stimolare comportamenti d’acquisto più responsabili. Il progetto si basa su protocolli igienico-sanitari per l’utilizzo di contenitori riutilizzabili, conformi al nuovo Regolamento UE 2024/1234, che dal 2027 imporrà ai punti vendita di accettare contenitori forniti dalla clientela.
Contemporaneamente, la campagna ha avviato altre azioni che coinvolgono istituti scolastici e ambito sportivo, educando i ragazzi sui rischi legati alle bottiglie monouso e agli alimenti ultra-processati disponibili nei distributori automatici. Si sta inoltre lavorando per aumentare la consapevolezza sull’utilizzo della plastica nel settore sanitario, specialmente nelle strutture ospedaliere e negli ambulatori medici, dove l’impiego di materiali plastici monouso rimane molto diffuso.
Un elemento importante della campagna riguarda la sicurezza delle plastiche riciclate e biodegradabili. Nonostante sembrino più rispettose dell’ambiente, molte plastiche riciclate possono rilasciare composti chimici nocivi, mentre alcune plastiche biodegradabili, come quelle compostabili, potrebbero non decomporsi velocemente e trasformarsi in microplastiche. La campagna sollecita una valutazione critica di questi materiali, proponendo l’adozione di alternative realmente sicure e sostenibili.
La plastica non rappresenta solamente un problema ecologico, ma costituisce una vera minaccia per la salute pubblica, affermano i professionisti sanitari.
Per questo motivo risulta indispensabile modificare le nostre abitudini, compiendo scelte che possano proteggere il nostro benessere e quello dei nostri figli.