Primi prodotti gluten free consegnati a Gaza: 1300 celiaci ricevono aiuti salvavita. Priorità ai bambini in condizioni critiche.
Dopo lunghi mesi di ostacoli burocratici, ritardi logistici e complesse trattative umanitarie, il primo carico di prodotti privi di glutine per chi soffre di celiachia nella Striscia di Gaza ha finalmente varcato i confini. L’operazione, coordinata dall’Associazione Celiachia della Giordania con il supporto di AIC e della rete europea AOECS, ha dato il via alla distribuzione tra i malati registrati.
Le prime forniture hanno raggiunto le persone più fragili, in particolare minori con diagnosi di celiachia, che da tempo non hanno accesso a un’alimentazione sicura. In una zona segnata dalla guerra e dalla carenza di risorse primarie, ricevere pasta, farina e altri prodotti privi di glutine non rappresenta solo sostegno nutrizionale: è una vera opportunità di salvezza.
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L’emergenza silenziosa dei malati celiaci
Il progetto nasce da una condizione sanitaria allarmante che raramente trova spazio nei resoconti delle crisi globali. Secondo le informazioni raccolte da Ard El-Insan, ente palestinese attivo nell’ambito della nutrizione pediatrica, nella Striscia risiedono approssimativamente 1300 individui affetti da celiachia, di cui oltre 500 in età pediatrica. Per chi convive con questa patologia, il glutine non è solo un ingrediente da limitare, ma una minaccia seria. Senza un regime alimentare completamente privo di questa proteina, l’organismo subisce lesioni all’intestino, deficit nutrizionali, fragilità ossea e conseguenze talvolta permanenti.
Le storie raccolte nei mesi precedenti da AIC dipingono una realtà drammatica. Mahmoud, ragazzo proveniente da Rafah, aveva raccontato che sua madre Fathiya, 61 anni, convive con una severa forma di fragilità ossea peggiorata dall’impossibilità di mantenere un’alimentazione appropriata. Per lunghi periodi, numerosi celiaci palestinesi hanno dovuto nutrirsi quasi solo di tuberi e legumi secchi, mentre ortaggi e frutta fresca sono diventati beni fuori portata.
Forniture bloccate e corridoi umanitari instabili
Il primo invio segna un traguardo significativo, ma la condizione generale rimane molto precaria. Un precedente carico sperimentale di alimenti gluten free era rimasto fermo per diverse settimane ad Al Zarqa, in territorio giordano, in attesa dei permessi indispensabili per attraversare il confine. AOECS e AIC sottolineano che la continuazione delle ostilità rende tuttora impossibile garantire canali umanitari affidabili e protetti. Per tale ragione, al momento non è possibile pianificare ulteriori invii nell’immediato futuro.
L’invito alle autorità nazionali
Nel frattempo, le organizzazioni stanno collaborando con enti internazionali quali il Gaza Nutrition Cluster, il Food Security Cluster dell’ONU e la Croce Rossa Internazionale per ottenere il riconoscimento della celiachia come urgenza nutrizionale distinta. In Italia continua anche il confronto con le autorità per valutare eventuali opzioni di trasferimento sanitario per i casi più critici. Lo scopo è impedire che una patologia normalmente controllabile diventi, all’interno di Gaza, una sentenza silenziosa.