Francia, cyberattacco colpisce i frigoriferi del sangue donato

Cyberattacco in Francia manda in tilt le celle frigo del sangue: temperatura da -30 a 110°C, ma nessun rischio per i pazienti.

Un’offensiva digitale di notevole gravità si è abbattuta sul sistema sanitario francese. Un gruppo di cybercriminali ha condotto un attacco ibrido contro i sistemi informatici di un fornitore collegato all’Istituto francese del sangue, riuscendo a violare le piattaforme digitali di gestione. I malintenzionati hanno così alterato i valori termici di tre celle frigorifere destinate alla conservazione di emoderivati fondamentali. I dispositivi, normalmente regolati su una temperatura di -30 gradi, hanno visto un’impennata improvvisa fino a toccare i 110 gradi. Pur trattandosi di un’intrusione potenzialmente molto seria, il gabinetto della ministra della Salute Stephanie Rist e i responsabili dell’istituto trasfusionale hanno dichiarato che la situazione è rientrata senza alcuna conseguenza per la salute dei pazienti.

La rivendicazione dei collettivi filorussi e il pericolo per le infrastrutture europee

L’attacco alle riserve di sangue si colloca all’interno di un’operazione ben più estesa contro la catena del freddo nel settore della distribuzione europea. L’11 e il 12 ottobre, infatti, circa 700 punti vendita in territorio francese erano stati colpiti da un’intrusione informatica ai propri sistemi di refrigerazione, mentre l’istituto bancario Crédit Mutuel ha riconosciuto una violazione dei propri server. Solo due giorni prima, un ulteriore assalto aveva paralizzato i supermercati di Svezia, Belgio, Lussemburgo, Estonia e Irlanda, obbligando numerosi esercizi commerciali alla chiusura provvisoria e provocando lo spreco di centinaia di tonnellate di prodotti alimentari.

Le operazioni sono state apertamente rivendicate tramite un video pubblicato sui social network da due collettivi hacker filorussi, Noname057(16) e Z-Pentest, che hanno lanciato severi moniti alla comunità internazionale, sostenendo di essere in grado di attaccare reti idriche, stabilimenti industriali, impianti elettrici e depositi alimentari in tutto il continente europeo.

Le conseguenze sul territorio italiano e l’allerta degli istituti zooprofilattici

I disagi provocati dagli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione della grande distribuzione hanno riguardato da vicino anche l’Italia, con anomalie segnalate in Sicilia, Toscana e Emilia-Romagna. Dopo un incontro urgente con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e i vertici dei servizi segreti, Federconsumatori ha raccomandato agli operatori della filiera logistica di dotarsi di sensori termici indipendenti dalla rete internet e di strumenti di misurazione fisici della temperatura.

Sul caso è intervenuta anche la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani, tramite il direttore generale dell’ente lombardo-emiliano Giorgio Varisco, che ha sottolineato come queste intrusioni digitali costituiscano un pericolo nascosto in grado di mettere a repentaglio i sistemi aziendali di autocontrollo Haccp e la sicurezza alimentare a livello globale.

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