La sciatrice azzurra vince l'oro olimpico nel SuperG a Milano-Cortina dopo un recupero straordinario da un grave infortunio. Italia protagonista.
Federica Brignone ha scritto una pagina indimenticabile dello sport italiano. Dopo soli dieci mesi da un infortunio devastante in Val di Fassa, l’atleta azzurra si è laureata campionessa olimpica nel SuperG a Milano-Cortina, fermando il cronometro su 1:23.41. Una performance memorabile che la consacra tra le più grandi sciatrici della storia. La sua gara è stata un crescendo di emozioni, specialmente nel settore tecnico più impegnativo del tracciato. Mentre le rivali procedevano con cautela, Brignone ha scelto l’attacco, scivolando con determinazione e tecnica sopraffina. Ogni curva affrontata con audacia, ogni porta superata con maestria assoluta.
Italia protagonista con tre atlete in top seven
Sul secondo gradino del podio si è piazzata Romane Miradoli con un distacco di +0.41, mentre Cornelia Hütter ha conquistato il bronzo a +0.52. La pista si è rivelata insidiosa per molte concorrenti, compresa Sofia Goggia, altra stella azzurra che purtroppo è uscita nel terzo settore dopo aver dominato il secondo intermedio con oltre mezzo secondo di margine sulla Brignone. Un epilogo amaro per la bergamasca che stava spingendo al limite. Tuttavia, l’Italia può celebrare un risultato complessivo straordinario con tre rappresentanti tra le prime sette: Laura Pirovano ha chiuso quinta e Elena Curtoni settima, confermando la profondità e la qualità della squadra femminile azzurra.
Dal dramma fisico alla gloria olimpica
Il successo di Federica Brignone assume un valore ancora più straordinario se contestualizzato nel suo recente passato. Il 3 aprile scorso, la sciatrice valdostana aveva riportato un grave trauma in Val di Fassa. Il referto medico era stato impietoso: piatto tibiale fratturato, legamento crociato lesionato e ulteriori compromissioni legamentose. Con le Olimpiadi a soli 10 mesi di distanza, il sogno a cinque cerchi sembrava ormai sfumato. Per Federica, la preoccupazione più grande non riguardava solo la carriera agonistica, ma la possibilità stessa di riprendere una quotidianità normale. Eppure la campionessa non ha mai perso la speranza, affrontando un recupero fulmineo fatto di operazioni complesse, sedute infinite di fisioterapia e preparazione atletica estenuante.
Dopo 292 giorni lontana dalle competizioni, Brignone è tornata in azione affrontando il gigante di Plan de Corones, dove ha ottenuto un incoraggiante sesto posto che ha dimostrato come la forma fisica e mentale fossero tornate ai massimi livelli. Appena quattro gare di preparazione prima dell’appuntamento olimpico, dove ha avuto l’onore di sfilare come portabandiera nella cerimonia di apertura. Ottimi segnali erano arrivati dalla top-10 nella discesa libera inaugurale, ma le vere aspettative erano concentrate sul SuperG odierno. E la valdostana ha risposto presente, diventando a 35 anni e 7 mesi la più anziana vincitrice di un oro olimpico nella storia dello sci alpino femminile, davanti allo sguardo commosso del Presidente Sergio Mattarella.