Assurdo ma reale: ai Giochi Olimpici 2026 la combinata nordica resta una disciplina esclusivamente maschile, nonostante esistano competizioni femminili.
Sembra incredibile nel 2026, eppure è realtà: una disciplina olimpica presente sin dalla prima edizione a Chamonix nel 1924 rimane esclusivamente riservata agli uomini. Si tratta della combinata nordica, quella particolare fusione tra sci di fondo e salto con gli sci che alle donne resta preclusa a livello olimpico. Nonostante le numerose rimostranze, anche a Milano-Cortina il divieto persiste e le gare restano appannaggio esclusivo del genere maschile.
Nel dettaglio, il programma prevede tre prove: inseguimento individuale dal trampolino piccolo con 10 km di fondo, inseguimento individuale dal trampolino lungo con 10 km di fondo e la staffetta sprint. Tutte le competizioni sono categoricamente riservate agli atleti maschi.
Va sottolineato però che esistono circuiti internazionali femminili di eccellente qualità. Proprio da questi ambienti si sono levate le voci di protesta, ma ancora una volta il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha mantenuto la sua posizione.
Annika Malacinski, atleta americana specializzata in questa disciplina, durante l’ultima tappa della Coppa del Mondo femminile ha promosso una manifestazione di dissenso divenuta virale sui social: “No eXception” (“Nessuna esclusione”), con le atlete che hanno incrociato i bastoncini formando una X.
Alle atlete della Combinata Nordica viene impedito di realizzare l’aspirazione olimpica – scrive l’atleta sul suo profilo Instagram – È una questione di parità, di inclusione e del destino della nostra disciplina. Dobbiamo pretendere che il Comitato Olimpico Internazionale rispetti questi principi
In verità questa paradossale situazione potrebbe nascondere un’altra criticità: la disciplina sembra attraversare un declino di popolarità anche tra gli uomini, considerando che a Pechino 2020 gareggiarono 55 atleti, mentre a Milano-Cortina solo 36.
L’apertura alle donne potrebbe quindi rappresentare una vera opportunità di rilancio per questo sport, stimolando gli investimenti delle federazioni a livello mondiale. Tuttavia permangono atteggiamenti conservatori che risultano francamente anacronistici e del tutto ingiustificabili.