Passaporto scarabocchiato dal figlio: storia vera o bufala virale?

Un bambino disegna sul passaporto del padre bloccandolo in aeroporto: scopriamo se la foto virale su Weibo è reale o un falso.

Correva il maggio del 2014 quando una vicenda dai contorni quasi incredibili conquistò l’attenzione globale, partendo dal popolare social cinese Weibo. Un cittadino identificato semplicemente come Chen si sarebbe ritrovato inaspettatamente impossibilitato a lasciare la Corea del Sud per colpa della fantasia debordante del figlio, un bimbo di appena quattro anni. Il piccolo avrebbe infatti scambiato la pagina anagrafica del passaporto paterno per un foglio da colorare, disegnando con una penna scura una folta barba, occhi enormi, animaletti e altri ghirigori proprio sopra il volto ritratto nella foto. Gli addetti ai controlli dell’aeroporto di Seoul, non essendo in grado di confermare l’identità riportata sul documento, avrebbero quindi impedito all’uomo di salire a bordo, costringendolo a rimanere bloccato con il bambino e mutando così una gita familiare in un vero e proprio incubo burocratico.

Tra sospetti di manipolazione digitale e possibile messaggio istituzionale

Nel momento in cui il racconto si diffondeva a macchia d’olio rimbalzando su numerose testate internazionali, diversi organi di informazione hanno però espresso forti perplessità circa l’autenticità dell’immagine. Molti utenti del web ed esperti di analisi digitale hanno individuato incongruenze evidenti nella fotografia: i segni neri presentano uno spessore incredibilmente costante, privo di quelle naturali imperfezioni che l’inchiostro lascerebbe sulla superficie patinata di un documento ufficiale.

A ciò si aggiunge il fatto che i tratti disegnati non rispettano le pieghe fisiche della pagina, e in un angolo si nota addirittura un segno che fuoriesce dai bordi del passaporto per proseguire sullo sfondo bianco circostante. Da qui l’ipotesi che si trattasse di un fotomontaggio creato con Photoshop o software simili come MS Paint, rafforzata dal sospetto che l’immagine potesse in realtà essere un messaggio di sensibilizzazione promosso dalle istituzioni cinesi, pensato per spingere i cittadini a proteggere con maggiore attenzione i propri documenti.

Una lezione che resta impressa nella memoria di ogni viaggiatore

Indipendentemente dal fatto che si sia trattato di una montatura digitale costruita ad arte oppure di un autentico episodio casalingo diventato virale, la vicenda di Chen ha comunque saputo imprimersi nella mente collettiva di chi viaggia. L’immagine del documento reso praticamente illeggibile dall’opera creativa di un bambino ha fatto riflettere migliaia di genitori su quanto basti un attimo di disattenzione per trasformarsi in un problema organizzativo serio. Un avvertimento utile che ci invita a tenere penne, pennarelli e piccoli artisti in erba lontani dai documenti necessari per i nostri spostamenti.

@Weibo

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