Le 3 C del pediatra per una calza della Befana ideale

Un pediatra rivela le tre regole fondamentali per preparare la calza perfetta: niente compiti, niente carbone e cioccolato di qualità.

Si avvicina l’Epifania, l’ultima festività delle vacanze natalizie, quando i più piccoli trovano al risveglio un regalo dolcissimo: la tradizionale calza! Caramelle e leccornie, possibilmente realizzate artigianalmente, faranno la felicità dei bambini, ma qual è il segreto per riempirla nel modo giusto?

Se a scuola hanno ricevuto dei compiti per le vacanze, evitiamo almeno che li svolgano nell’ultimo giorno di riposo. Inoltre, abbandoniamo la tradizione del carbone e optiamo invece per del cioccolato di qualità, preferibilmente proveniente da filiere etiche e sostenibili.

In sintesi, niente compiti, niente carbone e tanto cioccolato: queste sono le tre C consigliate dal dottor Italo Farnetani, docente ordinario presso la Libera Università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, da sempre contrario ai compiti durante le pause scolastiche.

“L’Epifania – dichiara Farnetani – rappresenta l’ultima ricorrenza di questo ciclo festivo, momenti fondamentali per riscoprire le proprie origini, mantenere vive le usanze di famiglia e vivere l’incanto delle dolci sorprese. Gli esercizi sono stati assegnati, talvolta in quantità considerevole, ma il rientro a scuola è ormai vicino, quindi per chi non ha completato il lavoro consiglio una bella giustificazione da inserire nella calza. Gli studenti potranno recuperare tranquillamente in classe, senza particolari difficoltà. Non ha senso rovinare l’ultimo giorno di festa tra libri e quaderni”.

Semaforo verde invece per la calza e riguardo alle altre C, “il cioccolato è perfetto per riempirla, contiene grassi benefici, ha un certo apporto calorico ma i bambini non ne consumeranno quantità eccessive. Il carbone invece è un’aggiunta superflua, che lascia un sapore sgradevole al bambino, anche nella sua versione zuccherina”.

E le calze sono riservate solo a chi crede nella Befana? Assolutamente no! Generalmente fino agli otto anni circa i piccoli credono nell’esistenza della vecchina, successivamente scoprono che dietro ci sono genitori e nonni, ma ricevere la calza rimane sempre un piacere, anche per noi grandi, quando ci rendiamo conto che qualcuno ha pensato a noi preparandoci una dolce attenzione.

In conclusione, la calza dell’Epifania rappresenta molto più di un semplice sacchetto pieno di dolci: è un’opportunità per celebrare la magia dell’infanzia, preservare le tradizioni familiari e creare momenti di felicità condivisa. Che si tratti di caramelle artigianali, cioccolato pregiato o piccole delizie golose, ciò che conta davvero è trasmettere ai nostri figli il significato della festa e del suo incanto, ricordando che questi ultimi giorni di vacanza vanno goduti con tranquillità, dedicandosi al relax e alla compagnia reciproca.

Permettiamo quindi che la Befana concluda le festività nel modo più gioioso possibile, preparando grandi e piccini a riprendere con entusiasmo e serenità la vita di tutti i giorni.

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