Struttura per l'infanzia sequestrata a Verona: cinque educatrici interdette per presunti abusi su bambini da 9 mesi a 3 anni.
Piccoli trascinati sul pavimento, costretti a rimanere immobilizzati sulle sedie, intimidazioni e grida. Questi gli episodi che si verificavano all’interno di una struttura privata per l’infanzia nel cuore di Verona, oggi posta sotto vincolo giudiziario.
Emerge in queste ore una realtà agghiacciante, quella di abusi perpetrati su minori di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni, che ha portato alla sospensione di 5 educatrici dall’attività professionale.
La decisione del magistrato inquirente giunge dopo un’indagine iniziata a dicembre scorso dalle forze dell’ordine, coadiuvate dal Nucleo Antisofisticazioni di Padova, a seguito di segnalazioni riguardanti presunti abusi ai danni dei bambini frequentanti quella struttura. Il blocco dell’attività è stato ordinato per impedire il protrarsi di eventuali comportamenti lesivi e permettere verifiche approfondite.
Dalle risultanze investigative – supportate dall’esame di molteplici filmati – i piccoli ospiti sarebbero stati talvolta maneggiati brutalmente, tirati per le braccia, messi in castigo o bloccati sulle sedute. In altre circostanze sarebbero stati documentati toni aggressivi, atteggiamenti intimidatori e condotte considerate incompatibili con il ruolo educativo, unitamente a potenziali inosservanze delle regole sanitarie. Tra gli eventi più inquietanti oggetto di verifica, quello di una bimba costretta a riposare in un ripostiglio privo di illuminazione.
Si configurano ipotesi di reato serie, che necessiteranno di completo approfondimento durante l’iter processuale, garantendo i diritti di tutte le parti interessate. Intanto, l’ufficio del pubblico ministero veronese ha manifestato piena apertura all’ascolto delle famiglie e alla raccolta di ogni contributo utile all’accertamento dei fatti, in un clima comprensibilmente segnato dall’angoscia dei genitori.
Episodi di questa natura sottolineano quanto sia cruciale assicurare contesti educativi protetti, etici e in grado di salvaguardare la vulnerabilità dei più piccoli, potenziando preparazione professionale e sensibilità verso la cura. Perché l’affidamento che le madri e i padri ripongono in chi accudisce i loro bambini rappresenta un valore inestimabile, da tutelare con il massimo rigore.