New York impone ai parrucchieri di formarsi su tutti i tipi di capelli, inclusi ricci e afro, per combattere ogni discriminazione nei saloni.
Varcare la soglia di un salone di bellezza e vedersi negare un trattamento a causa della texture naturale della propria chioma è ormai un ricordo del passato nello Stato di New York. A partire dal 1° settembre 2026 è diventata operativa una legge che impone alle scuole di cosmetologia di includere nei propri corsi la formazione specifica su tecniche di taglio e styling per ogni tipologia di capello con texture particolare, compresi i ricci, i crespi e quelli di tipo afro.
Questa norma costituisce un traguardo fondamentale nella lotta contro le discriminazioni su base razziale, rendendo i saloni di bellezza luoghi dove tutti possono accedere agli stessi servizi con pari dignità. L’intento è cancellare quelle forme sottili di esclusione che per anni hanno fatto sentire intere comunità inadeguate o discriminate anche durante una banale visita dal parrucchiere.
Chi ha promosso la legge e come cambieranno le scuole
A proporre questa iniziativa legislativa sono stati la deputata Michaelle C. Solages insieme al senatore Jamaal Bailey, con l’approvazione finale arrivata dalla governatrice Kathy Hochul. La legge ha previsto per gli istituti di estetica e cosmetologia quasi tre anni di tempo per rivedere completamente i propri programmi formativi.
Le modifiche non si limitano ai manuali didattici, ma toccano anche gli strumenti usati durante le esercitazioni: i tradizionali manichini per la pratica, un tempo prodotti quasi esclusivamente con capelli lisci, sono stati rimpiazzati da versioni con texture riccia e afro. Le autorità puntano a fare in modo che nessun cittadino debba più lasciare un negozio con capelli danneggiati o ricevere un rifiuto per l’incompetenza tecnica del personale.
L’esempio del New Jersey e la nuova tendenza
La spinta verso l’inclusività nel mondo della bellezza sta pian piano coinvolgendo anche altre zone degli Stati Uniti. La strada tracciata da Kathy Hochul ricalca infatti quanto già fatto dal New Jersey, che lo scorso gennaio ha varato una misura molto simile per ampliare la formazione dei futuri professionisti del settore. Questo rinnovamento dei percorsi di studio nasce dalla esigenza di superare pregiudizi culturali ormai radicati da tempo, garantendo finalmente rispetto e tutela concreta alla varietà dei capelli. Si tratta di un traguardo che rappresenta una vittoria sociale di grande rilevanza per le comunità minoritarie, a testimonianza di come la battaglia per i diritti civili e contro il razzismo istituzionale si combatta anche nei piccoli gesti quotidiani, come il diritto universale di prendersi cura del proprio aspetto.