Abbazia di Novacella: la cantina quasi millenaria dell’Alto Adige

Visita l'Abbazia di Novacella in Alto Adige: cantina attiva dal 1142, biblioteca rococò, giardini storici, con orari, biglietti e consigli utili per la gita.

A pochi chilometri da Bressanone, tra i vigneti e le montagne della Valle Isarco, sorge uno dei complessi monastici più suggestivi dell’Alto Adige. Si tratta dell’Abbazia di Novacella, nata nel 1142 e tuttora abitata dai Canonici Regolari di Sant’Agostino.

In questo luogo convivono quasi nove secoli di storia: una basilica ricca di decorazioni, un chiostro medievale, una biblioteca rococò con 65.000 volumi e antichi giardini. C’è però un tratto che rende Novacella ancora più speciale: ospita una delle cantine più antiche del mondo ancora operative, che produce vino fin dalla fondazione del monastero.

La storia dell’abbazia

Il monastero fu fondato nel 1142 da Artmanno, vescovo di Bressanone. L’anno seguente papa Innocenzo II riconobbe ufficialmente il convento e le sue proprietà.

All’epoca la Valle Isarco era una delle principali direttrici percorse da mercanti e pellegrini del Nord Europa, in cammino verso Roma o la Terrasanta. Dopo aver superato le Alpi, questi viaggiatori trovavano nell’abbazia un luogo dove riposare e ricevere aiuto.

Accanto al monastero sorse infatti un ospizio per viandanti, malati e persone prive di mezzi, rimasto attivo per vari secoli, fino al XV o XVI secolo. Nel 1807, in epoca napoleonica, il governo bavarese decretò la soppressione del monastero: i religiosi dovettero lasciarlo e una parte del patrimonio di libri e opere d’arte fu confiscata o spostata.

I canonici poterono rientrare nel 1816, quando l’imperatore Francesco I d’Austria restituì l’abbazia e i suoi diritti. Nella Seconda guerra mondiale il complesso servì da deposito di rifornimenti e riportò danni gravi, poi sanati con lavori di restauro. Nel 1956 papa Pio XII elevò la chiesa abbaziale a basilica minore.

Cosa vedere a Novacella

Visitare l’abbazia significa attraversare i secoli: dal campanile romanico alle arcate gotiche del chiostro, fino alla magnificenza barocca della Basilica di Santa Maria Assunta, con affreschi, stucchi e altari riccamente ornati.

Merita una sosta Castel S’Angelo, cappella circolare ispirata al Santo Sepolcro di Gerusalemme (attualmente in fase di ristrutturazione). Curioso anche il Pozzo delle Meraviglie: sulle sue otto facce sono raffigurate le sette meraviglie del mondo antico, mentre l’ottava è dedicata all’abbazia stessa, segno dell’orgoglio per la bellezza del luogo.

La biblioteca settecentesca con 65.000 volumi

Realizzata nel 1773, la biblioteca rococò custodisce circa 65.000 volumi tra libri antichi, manoscritti e codici miniati. Scaffalature maestose, volte decorate e un’atmosfera d’altri tempi raccontano secoli di sapere, dalla filosofia alle scienze. Una curiosità: parte dei testi fu portata in Baviera nel 1807 e solo alcuni rientrarono dopo la Prima guerra mondiale. Oggi la sala è visitabile lungo il percorso museale.

La cantina del 1142

Non è comune entrare in una cantina che produce vino da quasi nove secoli. La storia di quella di Novacella comincia nel 1142, quando il monastero ricevette i primi vigneti. Da allora la viticoltura è parte integrante della vita dell’abbazia, che oggi è tra le cantine attive più antiche al mondo.

Ogni anno si producono circa 850.000 bottiglie, per l’80% di vini bianchi. Merito anche della posizione dei vigneti, tra i 600 e i 900 metri di quota nel cuore della Valle Isarco, dove le forti escursioni termiche danno uve molto aromatiche. Tra le varietà più rappresentative figurano Sylvaner, Kerner, Riesling, Müller Thurgau, Grüner Veltliner e Gewürztraminer.

La tenuta non si limita ai bianchi: più a sud, tra Bolzano e Cornaiano, coltiva anche uve rosse come Lagrein, Pinot Nero e Schiava.

Per chi visita l’abbazia, l’esperienza più interessante è prenotare una visita in cantina, passeggiare tra i filari e partecipare a una degustazione, scoprendo come una tradizione medievale sia arrivata fino a oggi.

Il giardino storico

Il giardino è stato riaperto al pubblico nel 2004, dopo tre anni di restauro. Segue il modello dei giardini barocchi, con aiuole geometriche separate da vialetti, una peschiera e una voliera. Una sezione ospita circa 75 varietà di erbe aromatiche, locali ed esotiche. Si visita da maggio a ottobre ed è chiuso in inverno, mentre il museo e gli altri spazi accessibili restano aperti tutto l’anno.

Una vita monastica che dura da quasi 900 anni

L’abbazia è un monastero vivo: tra queste mura i Canonici Regolari di Sant’Agostino portano avanti una tradizione quasi nove volte secolare, interrotta solo nel periodo napoleonico.

Oggi il complesso è anche un centro culturale ed educativo, con un convitto, attività formative e spazi per incontri e convegni. Dal 1988 ospita inoltre un centro ecologico dedicato ai temi ambientali, a dimostrazione di come un luogo antico sappia confrontarsi con le sfide attuali.

Tra gli ambienti recuperati con i restauri più recenti spicca il Gabinetto Cinese, una stanza settecentesca decorata con scene di vita quotidiana cinese e uccelli esotici, restaurata fra il 2020 e il 2021.

Come visitare l’abbazia: orari, prezzi e consigli

L’Abbazia di Novacella si trova a Varna, circa 3 chilometri da Bressanone, ed è una tappa ideale per chi esplora la Valle Isarco e ama arte, storia ed enogastronomia.

Il museo è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16:15), mentre è chiuso la domenica e nelle principali festività religiose.

Il biglietto costa €13 per gli adulti, €11 per gli over 65 e €7 per gli studenti fino a 26 anni e per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Fino a 14 anni l’ingresso è gratuito. Da maggio a ottobre, quando è aperto anche il giardino, esiste un biglietto combinato a €16.

Per cogliere davvero i tesori del luogo conviene partecipare a una visita guidata, di norma alle 11 e alle 14:30, su prenotazione. Prevedete almeno due ore per basilica, chiostro, biblioteca e museo; se volete aggiungere passeggiata tra i vigneti e degustazione, riservate mezza giornata.

È disponibile un parcheggio gratuito, ma l’abbazia si raggiunge anche con i mezzi pubblici da Bressanone o in bicicletta lungo le piste della Valle Isarco.

Prima di partire, soprattutto se volete degustare o vedere i giardini, controllate sul sito ufficiale dell’Abbazia di Novacella orari, tariffe e disponibilità aggiornati.

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