Cori sessisti contro l’arbitra Ferrieri Caputi: indagine Figc

Insulti sessisti all'arbitra Ferrieri Caputi in Como-Venezia: la Figc apre un'inchiesta. Aia e club condannano duramente l'episodio.

Quanto accaduto allo stadio Sinigaglia nel corso della partita tra Como e Venezia riporta alla luce, con tutta la sua pesantezza, un meccanismo culturale arretrato che il mondo del pallone italiano fatica ancora a superare. L’arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi, professionista di caratura internazionale, è stata presa di mira con cori e insulti a sfondo sessista provenienti dagli spalti.

Nonostante gli osservatori federali presenti a bordo campo non abbiano colto direttamente gli oltraggi, i microfoni di campo di Dazn hanno catturato nitidamente frasi inqualificabili come “Vai a fare la pasta al sugo“, “Vai a passare l’aspirapolvere” e “Arbitrare non è roba per te“. Si tratta dell’ennesimo episodio deplorevole che si consuma sui terreni di gioco calcistici, una vera forma di discriminazione legata al genere, totalmente priva di qualsiasi legittimazione sportiva.

L’indagine della procura figc e il ruolo del giudice sportivo

Il materiale audiovisivo è stato immediatamente trasmesso alla giustizia sportiva per le dovute verifiche. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha formalmente avviato un’istruttoria, chiedendo alla Questura di Como ulteriori riprese e organizzando l’ascolto dell’arbitra Ferrieri Caputi insieme al personale presente sul terreno di gioco.

Il Giudice Sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandrea, ha affidato alla Procura della Figc il compito di stabilire le responsabilità, sia individuali che societarie. Le possibili sanzioni per il Como spaziano da una semplice ammenda fino alla chiusura di alcuni settori dello stadio, nel caso in cui venisse dimostrato un coinvolgimento organizzato della tifoseria comasca.

La reazione dell’aia, la presa di distanza del como e l’urgenza di un cambiamento culturale

Le istituzioni sportive non hanno tardato a reagire. Il presidente dell’Aia, Francesco Massini, ha condannato senza mezzi termini l’accaduto, sottolineando che nell’associazione arbitrale lavorano più di 2.200 donne, che rappresentano il 6,7% del totale degli iscritti. Anche il club Como, controllato dalla famiglia Suwarso, ha voluto dissociarsi pubblicamente dai comportamenti sessisti registrati durante l’incontro, bollandoli come atteggiamenti inaccettabili che danneggiano la reputazione della società. Il clima teso in campo era nato dalla gestione di un calcio di rigore inizialmente assegnato da Ferrieri Caputi per un tocco di mano di Milla, poi annullato dopo la revisione al monitor suggerita dal Var Cosso.

Interpretare l’accaduto come un semplice sfogo di tensione agonistica seguito a un errore arbitrale sarebbe però un errore grossolano. Risulta inaccettabile che la competenza di una direttrice di gara venga ancora messa in dubbio attraverso cliché patriarcali e attacchi personali, invece di essere valutata unicamente sul piano tecnico e regolamentare. Maria Sole Ferrieri Caputi è una professionista di altissimo livello che opera ai vertici del calcio: continuare a colpirne il ruolo con offese di matrice sessista dimostra quanto sia **ancora distante il traguardo** del rispetto e della parità all’interno degli spazi sportivi.

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