Jessica Scarpa cerca fondi per il Daraxonrasib, farmaco costoso che potrebbe darle più tempo con i figli gemelli Thiago e Leone.
Una vicenda carica di coraggio e amore materno sta unendo centinaia di persone in una gara di generosità. Protagonista è Jessica Scarpa, 36 anni, colpita da una diagnosi devastante: un tumore al pancreas in fase metastatica, esteso anche al fegato. Per lei esiste un solo vero obiettivo: restare accanto il più a lungo possibile ai suoi due bambini, Thiago e Leone, gemelli di appena tre anni e mezzo. Dopo essere sopravvissuta a un intervento complesso di duodenocefalopancreasectomia, durato più di dieci ore, e dopo aver affrontato 12 cicli di chemioterapia, la malattia è tornata con grande violenza, costringendo la famiglia a guardare oltre confine per trovare soluzioni terapeutiche alternative.

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Daraxonrasib: la cura che dà speranza, ma a un prezzo altissimo
Una possibile via per frenare l’avanzata della malattia è il Daraxonrasib, un farmaco di nuova generazione capace di bloccare l’azione di specifiche proteine coinvolte nella proliferazione delle cellule tumorali. Il medicinale ha già ottenuto il via libera negli Stati Uniti e sta ricevendo pareri incoraggianti anche in sede europea: gli studi clinici condotti finora mostrano un effettivo allungamento della sopravvivenza nei pazienti trattati. Il problema principale resta però il costo: si parla di circa 45.000 euro al mese (circa 40.000 dollari), una cifra fuori portata per la maggior parte delle famiglie, dato che il farmaco non risulta ancora incluso tra quelli rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco.
La raccolta fondi online e la generosità della comunità
Per riuscire a coprire le spese di questa terapia salvavita, Jessica ha deciso di avviare una raccolta fondi attraverso la piattaforma GoFundMe. In poco tempo l’iniziativa ha già raggiunto e superato i 75.000 euro di donazioni, grazie anche al prezioso contributo delle mamme della scuola materna di San Gottardo, nel comune di Torre de’ Busi, in provincia di Bergamo, dove la famiglia vive attualmente. Lo scopo della campagna è chiaro: permettere a Jessica di accedere senza interruzioni alle cure necessarie, nell’attesa che il sistema sanitario nazionale valuti un’eventuale rimborsabilità futura del farmaco per chi affronta forme avanzate di tumore pancreatico.
Condividere per sensibilizzare: il potere della solidarietà digitale
Oltre alle donazioni economiche, la famiglia sta chiedendo un aiuto altrettanto prezioso: la massima diffusione possibile della campagna sui social network. Far conoscere questa storia significa anche accendere i riflettori su un tema delicato, quello delle barriere nell’accesso ai farmaci innovativi e sui tempi, spesso troppo lunghi, necessari all’approvazione delle terapie oncologiche più costose. Ogni condivisione diventa così un gesto concreto di solidarietà, capace di regalare a una madre la possibilità di continuare a lottare e di vivere ancora tanti momenti insieme ai suoi due bambini.
Fonte: Gofundme