Ryanair elimina 13 aeroporti in otto Paesi tra 2026 e 2027. Ultima tappa Brema: a rischio anche il nuovo volo per Lamezia Terme.
I numeri crescono, ma la rete si riduce. A settembre Ryanair ha portato a destinazione oltre 20,1 milioni di viaggiatori, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente e un riempimento medio dei velivoli pari al 94%. Nonostante questi risultati positivi, tra il 2026 e la primavera 2027 il vettore irlandese avrà detto addio a tredici scali distribuiti in otto nazioni. A rivelarlo sono i piani di volo trasmessi dalla compagnia a OAG, piattaforma specializzata nella raccolta di orari delle compagnie aeree, come emerge da un approfondimento del portale Bolt Flight.
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Dalla spagna all’egeo: la sequenza degli addii
Vigo è stata la prima città a uscire di scena, già a gennaio, in seguito allo scontro con Aena riguardo le tariffe aeroportuali. Questa disputa aveva già portato Ryanair a ridurre del 41% la capacità invernale negli aeroporti regionali spagnoli. Marzo ha visto cadere Asturie, Clermont-Ferrand, le isole Azzorre (con Ponta Delgada e Terceira) e Amman, dove il vettore aveva sviluppato diciotto collegamenti, già sospesi dall’inizio dell’anno a causa del conflitto in corso. Ad agosto è stata la volta di Rodez. Il mese corrente porta altre cancellazioni: Bodrum e Dalaman in territorio turco, Kalamata e Volos in Grecia, oltre a Niš in Serbia.
Brema chiude il cerchio
L’ultimo capitolo di questa serie di abbandoni riguarda la città tedesca di Brema. Attraverso un annuncio datato 8 ottobre, Ryanair ha comunicato l’interruzione definitiva di tutti i collegamenti da e per lo scalo tedesco a partire dall’aprile 2027, con una perdita stimata di 500 mila posti disponibili ogni anno. Jason McGuinness, direttore commerciale della compagnia, attribuisce la responsabilità alle tariffe aeroportuali elevate, alla tassa tedesca sul trasporto aereo e agli oneri legati a sicurezza e controllo del traffico. La decisione coinvolge direttamente anche l’Italia, poiché tra le sei rotte operate da Brema figura Lamezia Terme, un collegamento bisettimanale che inizierà il 25 ottobre ma che, salvo cambiamenti, avrà vita breve: appena cinque mesi di operatività. L’ultimo volo partirà da Brema il 27 marzo 2027. Le restanti destinazioni interessate sono Alicante, Malaga, Palma di Maiorca, Zara e Londra Stansted.
A Brema la versione dei fatti è diversa. La senatrice all’Economia Kristina Vogt accusa la compagnia di aver richiesto servizi aeroportuali praticamente gratuiti. Il consigliere Kai Stührenberg ha chiarito a Radio Bremen che gli sconti richiesti, fino a 5 euro per passeggero a carico dello scalo, risultavano insostenibili e in contrasto con le normative europee sugli aiuti di Stato. Sono in gioco circa 400 mila passeggeri annui e 3 milioni di euro di entrate per un aeroporto già alle prese con difficoltà economiche rilevanti.
Una strategia consolidata
Le tratte eliminate non necessariamente generavano perdite, semplicemente producevano margini inferiori rispetto ad altre. È la medesima logica che lo scorso settembre aveva indotto Ryanair a ridurre i voli stagionali invernali, allora per l’aumento dei costi del carburante, oggi per il peso di tasse e tariffe aeroportuali. La compagnia sposta la propria flotta verso contesti più redditizi, lasciando che il vuoto lasciato parli da sé. I risultati? A Bergerac il vettore è tornato operativo per l’estate 2026 dopo una negoziazione con le autorità del territorio, mentre a Brema, al momento, non si intravedono spiragli di riavvicinamento.