Come scegliere lo sport giusto per i bambini: i consigli dell’esperta

Scopri come orientarti tra sport e corsi extrascolastici in base al carattere del bambino, seguendo i consigli di una psicologa esperta.

Calcio o balletto? Pianoforte o nuoto? Circo o lingue straniere? Tra le innumerevoli proposte disponibili, individuare il corso extrascolastico più adatto per i propri bambini può trasformarsi in una scelta complicata. Quali elementi dovrebbero guidare noi genitori in questa decisione? Quanto tempo è opportuno dedicarvi? A queste domande, e ad altre ancora, risponde la psicologa e psicoterapeuta Tatiana Fabrianesi.

Una decisione da prendere insieme ai propri figli

bambini felici

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Prima di tutto, individuare l’attività extrascolastica dovrebbe essere una decisione condivisa: non va imposta dall’alto, ma occorre ascoltare i figli e considerare seriamente i loro interessi e desideri. Quando i bambini partecipano alla decisione con entusiasmo, i vantaggi si moltiplicano.

Il bambino deve essere partecipe della scelta, non obbligato a fare una attività che lui non condivide o peggio ancora che non gli piace. Gli creerebbe frustrazione o ansia solamente perché piace a noi o perché pensiamo sia più adatta a lui. È fondamentale che la scelta sia condivisa”, spiega la dottoressa Fabrianesi.

Valutare carattere e inclinazioni naturali dei più piccoli

I desideri dei figli non rappresentano l’unico criterio da considerare: bisogna anche puntare su un’attività capace di favorire crescita e formazione personale. Per questo motivo è necessario valutare le diverse opzioni tenendo conto del temperamento e delle propensioni di ciascun bambino, così da individuare quelle più utili per sviluppare competenze nuove o rafforzare quelle già presenti.

Da prendere in considerazione come base per fare una un’attività extrascolastica sono il carattere, la personalità del bambino e l’inclinazione. Inoltre, l’attività deve essere adatta ai bambini altrimenti diventa frustrante e controproducente”, chiarisce la specialista, precisando che “tutte le attività contribuiscono allo sviluppo dei bambini, tuttavia è importante scegliere tenendo conto delle loro attitudini”.

A tal proposito, suggerisce ad esempio quanto segue:

  • Per i bambini timidi o insicuri: il loro timore principale riguarda il confronto con gli altri, per cui conviene partire con attività svolte in piccoli gruppi o – a seconda del grado di insicurezza – anche individuali, così da rafforzare gradualmente l’autostima prima di inserirli in contesti più ampi. Gli sport di squadra e le attività collettive – come danza, teatro, calcio o basket – promuovono cooperazione, rispetto reciproco e tolleranza, aiutando a stringere nuove amicizie, superare timori e liberare tensioni accumulate.
  • Per i bambini iperattivi: per allenare autocontrollo, sicurezza personale e coordinazione motoria, le arti marziali, il nuoto, il tennis o l’equitazione risultano gli sport più indicati, poiché costituiscono un valido rimedio contro iperattività e aggressività, favorendo lo sfogo di energie e il controllo degli impulsi. Si tratta inoltre di discipline “quasi individuali” che permettono ai bambini di mantenere concentrazione all’interno di un ambiente di gruppo, promuovendo così anche socializzazione e rispetto delle regole.

Tenere conto delle esigenze del nucleo familiare

Un aspetto altrettanto rilevante, spesso trascurato, riguarda l’organizzazione familiare e la disponibilità concreta nella vita di tutti i giorni. Si tratta certamente di una questione pratica, ma le necessità di ogni membro della famiglia coinvolto nell’attività vanno considerate attentamente, per evitare di accumulare impegni impossibili da sostenere che finiscono per diventare fonte di stanchezza e frustrazione, sia per i genitori sia per i bambini.

Ad esempio: vogliamo assolutamente che nostro figlio faccia equitazione, ma non fanno equitazione vicino a casa quindi ci mettiamo un’ora ad arrivare là, così ci rendiamo conto che la cosa diventa veramente impossibile, snervante e stancante tutte le volte. Perché sovraccaricarsi di tutto questo se poi è difficile portare questo impegno a termine? Questo andrà poi a discapito del bambino”.

Quante attività e per quante ore a settimana?

Nonostante i molteplici benefici, riempire l’agenda di un bambino con attività dal lunedì al sabato rappresenta un errore da evitare. Non dimentichiamo che dovrà comunque studiare, svolgere i compiti, riposare e giocare liberamente con altri coetanei. Saturare completamente il suo tempo comporta il rischio di peggiorare le prestazioni, generando stress, affaticamento e ansia.

Sovraccaricarlo cinque o più volte alla settimana è controproducente, non va bene, perché il bambino si stanca tanto e poi non ce la fa a rendere da altri punti di vista. Adesso c’è un sovraccarico molto forte nei bambini probabilmente alimentato dalle aspettative dei genitori”, precisa la specialista, sottolineando che gli impegni dovrebbero essere al massimo di 3-4 ore settimanali, lasciando comunque ampio spazio al gioco libero.

I vantaggi delle attività extrascolastiche

Secondo uno studio pubblicato dalla Piattaforma europea per investire nell’infanzia (EPIC), queste attività portano diversi benefici ai bambini, raggruppabili in tre categorie principali:

  • Performance scolastica: favoriscono un atteggiamento più positivo verso la scuola, aumentano la motivazione nello studio e riducono l’assenteismo.
  • Competenze sociali ed emotive: migliorano l’immagine di sé, riducono comportamenti problematici, rafforzano l’autostima e diminuiscono il rischio di comportamenti pericolosi o uso di sostanze. Hanno anche un effetto positivo sulle abilità comunicative.
  • Esiti comportamentali: aiutano a costruire relazioni migliori con i pari, contrastano l’ansia, favoriscono l’autonomia e potenziano le competenze relazionali.

Prendere parte a queste attività promuove inoltre l’inclusione sociale: riduce infatti la sensazione di isolamento, rafforza l’autostima e migliora il benessere fisico e mentale grazie al senso di appartenenza a un gruppo o a una comunità.

Il compito dei genitori nell’accompagnamento

Il ruolo genitoriale non si esaurisce con la scelta iniziale, anzi. Oltre ad accompagnare e orientare i figli verso l’attività scelta insieme, è necessario sostenerli lungo il percorso, rispettandone sempre gli spazi personali.

I genitori hanno un ruolo importante perché devono mantenere un atteggiamento positivo verso il bambino aiutandolo a promuovere la fiducia nelle sue capacità e nelle sue potenzialità, ma allo stesso tempo deve riconoscere quando ci sono degli insuccessi. Questi non vanno negati, ascoltare le emozioni che sta vivendo in quel momento ci permette di lavorare anche poi sulla frustrazione, che non deve essere mai sminuita. Parlarne crea consapevolezza”, chiarisce la dottoressa Fabrianesi.

Dare tempo ai bambini per sperimentare liberamente

Scegliere un’attività extrascolastica non significa necessariamente azzeccare quella ideale al primo tentativo. I bambini hanno bisogno di provare, esplorare nuove realtà e, talvolta, cambiare direzione durante il cammino. Un corso di danza, uno sport o uno strumento musicale possono rappresentare occasioni preziose per scoprire nuove passioni, ma non dovrebbero mai diventare un peso vissuto come costrizione.

È dunque importante concedere ai bambini la libertà di sperimentare diverse attività e interrompere un percorso che non li appassiona più. Modificare la scelta iniziale non va interpretato come un insuccesso, bensì come una tappa naturale del processo di crescita e conoscenza personale, che consente ai più piccoli di capire meglio ciò che li appassiona davvero e li fa stare bene.

L’importanza del tempo libero e del gioco spontaneo

Anche se le attività extrascolastiche offrono numerosi stimoli e occasioni di crescita, è essenziale non riempire ogni singolo momento della giornata dei bambini. Il tempo libero, il gioco non strutturato e persino la noia svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo, perché consentono ai bambini di dare spazio alla fantasia, sperimentare, trovare soluzioni creative e imparare a gestire autonomamente il proprio tempo.

Un’agenda troppo fitta rischia invece di lasciare poco margine al riposo e alla spontaneità, elementi indispensabili per l’equilibrio emotivo dei più piccoli. Non è sempre vero che un bambino impegnato in molte attività riceva più stimoli: a volte, semplicemente, ha meno opportunità di ascoltare i propri bisogni, rilassarsi e vivere esperienze in totale libertà.

Il benessere del bambino come criterio guida

Al di là dei risultati o delle abilità che un’attività può sviluppare, il criterio fondamentale dovrebbe restare sempre il benessere del bambino. Un’esperienza extrascolastica dovrebbe rappresentare un luogo dove sentirsi accolti, apprendere cose nuove e costruire legami positivi con gli altri.

Per capire se la scelta fatta è quella corretta, i genitori possono osservare attentamente come il bambino vive quell’esperienza: se vi partecipa con piacere, se racconta spontaneamente ciò che ha fatto, se dimostra curiosità e soddisfazione. Le difficoltà fanno parte di ogni percorso di crescita, ma è fondamentale distinguere tra la normale fatica che accompagna l’apprendimento e una situazione che genera invece ansia, stress o disagio reale.

Ecco quindi gli elementi da valutare prima di scegliere l’attività extrascolastica più adatta ai propri figli. Godetevi questi momenti, osservando come crescono, si sviluppano e acquisiscono nuove competenze, dedicandosi a qualcosa che regala loro serenità autentica e divertimento genuino!

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