4.500 km in Ape Piaggio fino a Capo Nord: la cabina stampata in 3D e la raccolta fondi benefica di Francesco Furlani.
Un’avventura fuori dal comune, partita da Legnago, in provincia di Verona, ha portato il ventottenne Francesco Furlani ad attraversare l’Europa fino ai confini settentrionali del continente, toccando nove Paesi. Lo YouTuber e content creator ha percorso oltre 4.500 chilometri alla guida di un’Ape Piaggio 703 TM del 1967, mantenendo una velocità media compresa tra i 40 e i 45 km/h per un totale di 54 giorni di viaggio.
Il veicolo storico custodisce un forte legame emotivo: è stato messo a disposizione dai fratelli Carlini, che hanno accolto la richiesta del giovane prestandogli l’Ape un tempo utilizzata dal loro padre per vendere frutta nella zona veronese. Un simbolo del lavoro familiare si è così trasformato nel veicolo di un progetto solidale: raccogliere fondi per la Fondazione Tra Terra e Cielo.
Indice
La tecnologia ul-lfam e il materiale brevettato corelight3d®
Un viaggio di questa portata non sarebbe stato possibile senza un’innovazione tecnologica all’avanguardia. Il mezzo è stato dotato di una cellula abitativa ultraleggera realizzata in stampa 3D dal team di NUGAE. La struttura, prodotta con il materiale proprietario CoreLight3D® a base di polipropilene riciclato attraverso il processo UL-LFAM, pesa appena 70 chilogrammi, con un risparmio di 130 chilogrammi rispetto alle classiche strutture in vetroresina, che solitamente superano i 200 chili. Questa riduzione drastica del peso ha permesso di integrare letto, cucina, doccia esterna, batterie, serbatoi e scorte alimentari, rispettando i limiti di carico molto stringenti del celebre triciclo italiano.
Il segreto del materiale corelight3d®
Il punto centrale di questa innovazione ingegneristica è il CoreLight3D®, una schiuma termoplastica sviluppata dalla startup italiana NUGAE partendo da polipropilene riciclato. Il materiale ha una densità di 300 kg/m³ che, grazie a pareti sottili e geometrie cave, consente al prodotto finito di raggiungere una densità apparente di soli 100 kg/m³.
L’azienda, fondata da Francesco Belvisi nel 2012 e operativa tra Sicilia e Lombardia, ha messo a punto l’intero sistema produttivo UL-LFAM (Ultra-Light Large Format Additive Manufacturing). Il processo combina un estrusore brevettato, bracci robotici a sei assi, il software NU-Slice e rinforzi in fibra di vetro o carbonio disposti a sandwich, permettendo di realizzare la struttura tramite una macchina NU-Print Large gestita da un’azienda partner.

@Francesco Furlani ️️
Una prova estrema sul campo e nuovi utilizzi industriali
Il lungo percorso verso le regioni artiche ha messo a dura prova la cellula abitativa: fino a 12 ore di guida al giorno, pioggia intensa, raffiche di vento fino a 90 km/h, vibrazioni continue e forti escursioni termiche, dai 30°C della partenza ai 2°C dell’arrivo. Prima di questo impiego nella mobilità leggera, la tecnologia NUGAE era già stata sperimentata nel settore nautico con un componente da 37 chili per un catamarano di 13 metri, presentato al JEC World 2026, e a Napoli per le scenografie della Garibaldi Urban Orchestra. Il modello produttivo si fonda sul concetto di print-on-place, che elimina la necessità di trasportare componenti voluminosi: a viaggiare sono solo il file digitale, la materia prima e le competenze tecniche necessarie per realizzare la struttura direttamente sul luogo d’uso.
Il ritorno a Verona e la raccolta fondi solidale
L’impresa si è conclusa ufficialmente la mattina del 6 settembre 2026, alle 11:40, con l’arrivo festeggiato in Piazza Bra a Verona. Francesco Furlani ha tagliato il traguardo insieme all’amico Pietro, che lo ha accompagnato per tutto il tragitto a bordo della sua Vespa, accolto dai cittadini presenti e dall’assessora alle Attività produttive Alessia Rotta.
L’iniziativa ha centrato il suo obiettivo principale, raccogliendo 4.500 euro a favore della Fondazione Tra Terra e Cielo, nata dall’impegno di Elise Amighini e Jacopo Reale per offrire supporto psicologico ai genitori colpiti dalla perdita di un figlio.