Scopri Portogruaro: mulini medievali, canali suggestivi e il famoso campanile storto in un affascinante borgo del Veneto orientale.
Esistono luoghi che ti conquistano al primo sguardo, autentici tesori nascosti lontano dai percorsi turistici più battuti, capaci di regalare emozioni inaspettate. È esattamente ciò che ci è successo con Portogruaro: cercavamo una sosta fuori dagli schemi per arricchire il nostro itinerario e abbiamo scoperto questo affascinante borgo sull’acqua, situato nel Veneto orientale, proprio al confine con la regione friulana. Viene spesso definita la piccola Venezia della terraferma, ma appena la si visita ci si rende conto che il paragone non le rende giustizia: possiede un fascino unico, elegante, riservato e sorprendentemente sofisticato.

@RebeccaManzi/GreenMe
Ogni angolo di questa città racconta la sua storia millenaria: le origini ufficiali risalgono al 10 gennaio 1140, data in cui il vescovo di Concordia cedette ai mercanti veneziani queste terre affacciate sul fiume Lemene, destinate a diventare un porto fluviale con magazzini e residenze. Ancora oggi quel glorioso passato commerciale si riflette nelle acque dei canali, che abbiamo percorso a piedi durante una giornata memorabile.

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Indice
L’accesso solenne da porta san giovanni e corso martiri della libertà
Il nostro percorso a piedi ha preso il via davanti all’imponente Porta San Giovanni, uno dei tre ingressi medievali giunti fino a noi in perfette condizioni, assieme a Porta Sant’Agnese e Porta San Gottardo. Oltrepassato l’arco, lo spettacolo si è manifestato subito: un tripudio di colori pastello che si specchiano nelle acque del canale.
Abbiamo poi percorso Corso Martiri della Libertà, elegante arteria principale caratterizzata da bifore, palme ornamentali e facciate di gusto rinascimentale, dove i caffè storici offrono in ogni momento della giornata calici di Lison DOCG e Refosco DOC. Proseguendo lungo il corso, ci siamo fermati davanti al noto Pozzetto del Pilacorte (chiamato anche Pozzetto delle Grazie), un’antica fonte d’acqua decorata con due magnifiche gru in pietra, opera del 1928 di uno scultore locale che riprende il simbolo araldico della città.
Cuore civile e spirituale in piazza della repubblica
Superati i portici dopo pochi passi, si apre Piazza della Repubblica, autentico fulcro sociale del borgo. La piazza è dominata dal Palazzo Municipale, costruito nel 1265: un vero gioiello in stile gotico veneziano, con mattoni a vista, merlature guelfe e un’insolita pianta triangolare.

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A brevissima distanza si trova Piazza del Duomo, dove svetta il monumentale Duomo di Sant’Andrea Apostolo. La struttura, in stile neoclassico con interventi barocchi, conserva al suo interno preziose opere artistiche, ma è il suo famoso campanile inclinato a rubare la scena a tutto il resto. Con un’altezza di 52 metri, presenta un’inclinazione sorprendente di 42 centimetri tra base e sommità, rendendolo la terza torre pendente più celebre della penisola.

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Gli affascinanti molini di sant’andrea e la piccola cappella in legno
Prendendo la stradina che si apre sulla destra di Piazza della Repubblica, siamo arrivati nel punto forse più scenografico dell’intera città: i Molini di Sant’Andrea. Edificati nel XII secolo per volontà dei vescovi concordiesi, questi due storici impianti idraulici hanno funzionato ininterrottamente fino al 1928, per poi trasformarsi in affascinanti spazi espositivi.

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Dal ponte che si trova di fronte si gode di un panorama incantevole, che comprende anche la vicina loggia seicentesca dell’Oratorio della Madonna della Pescheria, piccola costruzione in legno che ospita la statua della Madonna del Carmine, oggetto di profonda devozione popolare che raggiunge il suo apice ogni 15 agosto con una suggestiva processione notturna di imbarcazioni provenienti dalla vicina Concordia Sagittaria.

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Un intreccio nascosto tra reperti antichi e canali labirintici
Il vero incanto del borgo si scopre però allontanandosi dagli itinerari classici, avventurandosi tra il reticolo di calli disposte a spina di pesce che scendono verso il fiume. Abbiamo percorso Calle Marinaressa e Calle Beccherie, imbattendoci in ponticelli nascosti e angoli d’acqua silenziosi, fino a raggiungere Via del Rastrello e il caratteristico rione di Borgo Sant’Agnese. Per concludere questa giornata di scoperte, abbiamo fatto tappa al Museo Nazionale Concordiese, in Via Seminario: un centro espositivo da non perdere, che custodisce straordinari ritrovamenti di epoca romana.

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