Bolsena, il borgo medievale della Tuscia da scoprire oltre il lago

Scopri Bolsena, incantevole borgo medievale della Tuscia affacciato sul lago vulcanico più grande d'Europa, tra storia e paesaggi mozzafiato.

Il nostro cammino attraverso la Tuscia ci ha portati di fronte a uno specchio d’acqua che pare fermo nel tempo. Arrivando a Bolsena, la prima impressione lascia senza fiato: il grande bacino vulcanico più esteso d’Europa fa da cornice a un centro storico arroccato sulla roccia tufacea, con tonalità che passano dal rosso acceso al grigio scuro del peperino.

@RebeccaManzi/GreenMe

Collocata in una posizione favorevole nell’Alto Lazio, non lontano da Viterbo, Orvieto e dalla celebre Civita di Bagnoregio, questa località si è dimostrata una scoperta sorprendente: un posto in cui la natura si fonde con un patrimonio storico davvero notevole.

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Il complesso monumentale e la reliquia del miracolo

Il percorso è iniziato necessariamente dalla parte bassa del paese, dove si trova la Collegiata di Santa Cristina. Chiamarla semplicemente chiesa sarebbe riduttivo: ci troviamo davanti a un complesso architettonico plurisecolare che fonde epoche differenti, con una facciata rinascimentale risalente al Quattrocento, opera dei maestri Buglioni, che custodisce all’interno uno spazio romanico sobrio e imponente.

In questo luogo si percepisce ancora il culto della giovane santa patrona che, come narra la tradizione, nel 292 d.C. venne salvata miracolosamente dalle acque del lago grazie a una pietra basaltica capace di sostenerla a galla, masso che ancora oggi mostra le sue impronte. Ogni anno, verso la fine di luglio, la cittadina rievoca il suo martirio attraverso i Misteri di Santa Cristina, una sequenza di tableaux vivant di grande intensità emotiva.

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Verso la fortezza e i tesori nascosti

Dopo la collegiata, abbiamo percorso le due arterie principali del borgo, un tempo suddiviso in tre contrade distinte. Oltrepassata la Porta di San Francesco, risalente al Cinquecento, ci siamo inoltrati tra vicoli tranquilli, gradini ripidi e balconi ricoperti di fiori, fino a raggiungere Piazza San Rocco. Qui sorge la fontana omonima, decorata con bassorilievi di fine Quattrocento, le cui acque avrebbero guarito il santo durante il suo pellegrinaggio.

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Continuando a salire, la struttura maestosa della Rocca Monaldeschi della Cervara ha attirato la nostra attenzione. Edificata dagli Orvietani fra il XIII e il XIV secolo, la fortezza presenta una pianta trapezoidale con quattro torri angolari, ognuna con caratteristiche uniche. All’interno, il Museo Territoriale del Lago di Bolsena propone un percorso didattico curato nei minimi dettagli.

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Palazzi storici e un lungolago suggestivo

Vicino alla rocca, la Chiesa di San Salvatore, costruita nel Quattrocento, sfoggia i suoi campanili rivestiti di maiolica, mentre le stradine circostanti, più tranquille e meno frequentate dai turisti, mantengono intatta l’anima genuina di un antico villaggio di pescatori. Bolsena non si limita all’archeologia; durante la passeggiata abbiamo notato le facciate di splendide dimore d’epoca come il gotico Palazzo Ranieri, il Palazzo Cozza Caposavi del Cinquecento e l’imponente Palazzo del Drago, che custodisce preziosi affreschi rinascimentali riconducibili alla scuola di Perin del Vaga.

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Abbiamo terminato la giornata con una passeggiata distensiva lungo il lungolago di Bolsena. Mentre i pescatori tornavano con il raccolto quotidiano, l’atmosfera si tingeva delle tonalità calde del tramonto. Fermarsi in una delle trattorie locali per gustare i piatti tipici, immersi in una cornice naturale intatta, è stato il modo migliore per cogliere l’anima autentica di questo gioiello della Tuscia: un territorio dove il ritmo lento del tempo custodisce la sua bellezza senza tempo.

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