Regno Unito vieta gli energy drink ai minori di 16 anni

Il governo britannico blocca la vendita di bevande energetiche ai minorenni per proteggerne la salute: ecco cosa cambia dal 2027.

Dal 2027 il Regno Unito volterà pagina sul fronte della tutela sanitaria dei più giovani: scatterà infatti lo stop alla vendita di bevande energetiche ricche di caffeina per chi ha meno di 16 anni. L’annuncio arriva dal governo inglese, deciso a mettere un freno a un fenomeno che coinvolge sempre più adolescenti.

Il provvedimento, che dovrà ancora ottenere l’approvazione definitiva da parte del Parlamento britannico, coinvolgerà una vasta gamma di canali di vendita: supermercati, negozi di quartiere, locali, ristoranti, distributori automatici e siti di commercio online. Chi non rispetterà le nuove regole rischierà multe salate, fino a 2.500 sterline.

Questa svolta normativa nasce da una preoccupazione crescente legata al boom di consumo di queste bevande tra i più giovani, e riaccende un interrogativo che da tempo divide opinione pubblica ed esperti: quanto sono realmente sicuri gli energy drink?

I numeri diffusi dalle autorità britanniche parlano chiaro: si stima che circa 100mila ragazzi under 16 nel Regno Unito bevano energy drink quotidianamente, con percentuali ancora più alte tra i nuclei familiari con minori disponibilità economiche.

Un’abitudine radicata anche grazie alla spinta di social media e influencer, che hanno reso queste bevande un elemento ormai comune nella routine di tantissimi teenager. Ma cosa dice realmente la scienza a riguardo?

Diverse ricerche condotte negli ultimi anni hanno messo in relazione l’assunzione regolare di energy drink con una serie di problematiche:

  • problemi nel dormire
  • stati di ansia
  • nervosismo e irritabilità
  • calo della capacità di concentrazione
  • rendimento scolastico in flessione

Quando l’assunzione di caffeina raggiunge livelli elevati, possono manifestarsi anche battito cardiaco accelerato, aritmie e convulsioni; in casi estremamente rari, sono stati persino registrati decessi collegati a un uso smodato di queste bevande.

I più giovani sono esposti a rischi maggiori perché pesano meno rispetto a un adulto e hanno un sistema nervoso che deve ancora completare il proprio sviluppo. Optando poi per le varianti zuccherate, ai pericoli legati alla caffeina si sommano quelli dello zucchero in eccesso, tra cui obesità infantile e carie.

Dove sono già proibiti gli energy drink

Il Regno Unito non apre una strada del tutto nuova. Come emerge da un report del Servizio Studi del Parlamento europeo (EPRS), sono già sei le nazioni dell’Unione europea ad aver messo al bando la vendita di queste bevande ai minorenni:

  • Lituania
  • Lettonia
  • Polonia
  • Romania
  • Ungheria
  • Bulgaria

Altri Paesi hanno preferito puntare su restrizioni non obbligatorie, promosse dalla grande distribuzione organizzata o direttamente dai produttori.

Qual è la posizione dell’Unione europea?

A livello comunitario, al momento, manca una legge che vieti in modo uniforme la vendita di energy drink ai minorenni. Il Regolamento europeo 1169/2011 prevede soltanto l’obbligo di riportare in etichetta un avviso sulle bevande con alto contenuto di caffeina, specificando che il prodotto non è indicato per bambini, donne incinte o che allattano.

Secondo quanto rilevato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), sono proprio gli adolescenti il gruppo che consuma con maggiore frequenza queste bevande, oltre a rappresentare la fascia con la percentuale più alta di consumatori abituali.

Gli specialisti continuano a evidenziare possibili ripercussioni su cuore, sonno e apparato digerente. Ciononostante, la Commissione europea ritiene ancora attuale il parere scientifico diffuso dall’EFSA nel 2015 riguardo alla sicurezza della caffeina, e per ora non ravvisa l’urgenza di una normativa comune che vieti la vendita di energy drink ai minori in tutta l’Unione.

Una decisione che demanda ai singoli governi nazionali la facoltà di agire in autonomia. Mentre cresce il numero di Paesi che scelgono di introdurre limitazioni, il confronto su quanto queste bevande siano realmente compatibili con il benessere di bambini e adolescenti rimane più acceso che mai.

Fonte: Gov UK

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