Scopri La Graciosa, l'isola delle Canarie senza strade né auto: vulcani, spiagge incontaminate e consigli per un turismo sostenibile.
Basta una traversata in traghetto di appena venti minuti dal porto di Órzola, nel nord di Lanzarote, per lasciarsi alle spalle il turismo di massa delle Canarie più affollate e ritrovarsi in un altro mondo. Quel mondo si chiama La Graciosa, l’isola principale dell’Arcipelago Chinijo, dove non esistono strade asfaltate ma solo piste di sabbia battute dal vento.
Nel giugno 2018, dopo un lungo percorso di rivendicazioni portato avanti dagli abitanti del posto, La Graciosa ha ricevuto ufficialmente il riconoscimento di ottava isola dell’arcipelago canario. Un titolo che oggi appare in tutte le guide turistiche, ma che non deve far passare in secondo piano l’aspetto più significativo: questo lembo di terra di soli 29 chilometri quadrati costituisce il nucleo della Riserva Marina dell’Arcipelago Chinijo, nata nel 1995 e diventata, con i suoi 70.700 ettari, la più estesa area marina protetta d’Europa.
In questo luogo la popolazione locale continua a sostenersi con la pesca tradizionale fin dalla fine del XIX secolo, custodendo un delicato equilibrio naturale, facile da alterare. Ecco perché abbiamo voluto costruire una guida che non si fermi al semplice elenco delle cose da vedere, ma che offra a chi desidera scoprirla gli strumenti per farlo con il minor impatto possibile.
Indice
Un panorama senza fiato: il mirador del Río

Vista da Mirador de Rio sull’isola de La Graciosa @SimonaFalasca/GreenMe
Esiste un punto preciso, sulla costa settentrionale di Lanzarote, dove La Graciosa mostra tutta la sua bellezza ancora prima di essere raggiunta: si tratta del famoso Mirador del Río, il belvedere progettato da César Manrique che domina lo stretto braccio d’acqua tra le due isole. Da lì, appesi sulla scogliera, si può ammirare l’arcipelago nella sua interezza: il profilo basso e dorato di La Graciosa, i coni vulcanici di Montaña Amarilla e Montaña Bermeja, e più in lontananza le forme di Montaña Clara e Alegranza, che paiono galleggiare tra il blu profondo dell’oceano e l’azzurro del cielo.
È uno di quei paesaggi capaci di spiegare, meglio di qualsiasi racconto, il motivo per cui questo angolo delle Canarie continui ad attrarre da decenni viaggiatori e amanti della natura. Qui non c’è traffico né rumore, manca completamente quella frenesia tipica delle isole più battute dal turismo: rimangono solo il vento, il fragore delle onde e un silenzio quasi irreale, che si fissa nella memoria di chi ha la fortuna di godersi il panorama, magari all’alba o al calar del sole, quando la luce accende le tonalità della costa rendendo tutto ancora più suggestivo. Non sorprende che il Mirador del Río sia diventato, col tempo, una sosta imperdibile per chiunque visiti Lanzarote: ancora prima di imbarcarsi per La Graciosa, è qui che nasce l’innamoramento per questo lembo remoto di Atlantico.
La natura resta l’unica protagonista
A La Graciosa non troverete strutture pensate per attirare turisti. Esiste solo una geologia vulcanica ancora intatta, da osservare con la giusta deferenza.
Caleta de Sebo rappresenta il solo vero borgo dell’isola, insieme al piccolo nucleo abitato stagionalmente di Pedro Barba.

@SimonaFalasca/Greenme.it
Abitazioni basse e bianche, con porte e finestre verdi o blu, si affacciano su vie sabbiose dove indossare scarpe diventa quasi inutile.

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L’interno dell’isola racconta invece la storia vulcanica delle Canarie attraverso due presenze dominanti: Montaña Amarilla a sud, con pareti di tufo color ocra scolpite dal vento, e Montaña Bermeja a nord, con le sue intense tonalità rossastre.

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E ancora il Risco de Famara, la scogliera che dal versante sud offre una vista mozzafiato su Lanzarote: una parete di roccia scura che sembra immergersi nelle acque turchesi dello stretto canale chiamato El Río.

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Spiagge da tutelare, non solo da immortalare
Le spiagge di La Graciosa sono ambienti estremamente delicati e visitarle comporta il rispetto di alcune norme elementari ma inderogabili: è vietato portare via conchiglie, pietre o sabbia (anche piccole quantità, se moltiplicate per migliaia di visitatori, contribuiscono ad accelerare l’erosione della costa) e non bisogna lasciare alcuna traccia della propria presenza.

Spiaggia dell’isola de La Graciosa @SimonaFalasca/Greenme.it
La Playa de las Conchas, situata a nord ai piedi della Montaña Clara, è probabilmente il simbolo più celebre dell’isola: sabbia dorata e acque cristalline color turchese. Attenzione però, perché le correnti in questo tratto sono potenti e pericolose: si tratta di una spiaggia da contemplare più che da vivere in acqua, e spesso il bagno è sconsigliato o addirittura vietato.
Situazione differente a Playa de la Cocina e nella vicina Playa Francesa, protette dai venti meridionali grazie al profilo della Montaña Amarilla. Acque calme e trasparenti, ideali per lo snorkeling leggero, con fondali marini ricchi di vita da ammirare senza toccare nulla.
Muoversi senza automobili: la bicicletta elettrica come unica alternativa
Sull’isola i veicoli privati sono banditi. Ci si sposta a piedi, con i pochi fuoristrada concessi ai residenti per effettive necessità logistiche, oppure pedalando.

@SimonaFalasca/Greenme.it
Per percorrere i sentieri sterrati dell’entroterra, l’e-bike rappresenta la scelta più razionale: consente di spostarsi senza produrre rumore, riduce lo sforzo contro i venti costanti degli alisei e limita il degrado del terreno rispetto a mezzi più pesanti.
Vale una sola regola, ma è fondamentale: non abbandonare mai i sentieri segnalati. Camminare fuori percorso danneggia la vegetazione pioniera che tiene compatte le dune di sabbia, provocando danni spesso impossibili da riparare.

@SimonaFalasca/GreenMe
Quando andare per gravare meno sull’isola
Il clima delle Canarie resta mite durante tutto l’anno, ma la scelta del periodo giusto influisce sia sull’isola che sulla qualità della propria esperienza di viaggio.
Il momento ideale va da settembre a novembre, la cosiddetta stagione delle “calmas”: gli alisei si attenuano, il mare diventa più calmo e la temperatura dell’acqua invita al bagno.
Tra marzo e agosto il sole picchia più forte, ma anche gli alisei si fanno sentire con regolarità: chi si muove in bicicletta deve considerare il vento contrario nella programmazione dei tragitti.
Agosto, il periodo pasquale e le feste natalizie rappresentano invece i momenti in cui l’isola registra il picco massimo di visitatori giornalieri, con un peso notevole sulle sue risorse limitate. Se avete possibilità di scelta, optate per i mesi autunnali o invernali, possibilmente nei giorni infrasettimanali: questo contribuisce a distribuire meglio il flusso turistico durante l’anno.
Come raggiungere l’isola e dove alloggiare, con alcune precauzioni

Per raggiungerla, i traghetti salpano dal porto di Órzola, a Lanzarote, gestiti dalle compagnie locali Líneas Romero e Biosfera Express. La traversata richiede circa 25 minuti, con partenze frequenti a partire dalle 8:30-10:00 del mattino e ultime corse di ritorno nel tardo pomeriggio, tra le 17:00 e le 18:00 secondo la stagione. Un piccolo accorgimento utile: acquistare i biglietti in formato digitale in anticipo, evitando la carta termica non riciclabile e semplificando la gestione dei flussi da parte degli operatori.
Per il pernottamento, La Graciosa ha deciso di non puntare su grandi hotel o resort. L’ospitalità si concentra a Caleta de Sebo, tra case vacanza e piccoli appartamenti di proprietà locale: un modello di turismo distribuito che permette al valore economico di restare sul territorio, senza disperderlo verso grandi gruppi.

@SimonaFalasca/GreenMe
Chi desidera campeggiare può farlo esclusivamente in un’area autorizzata, l’Area Camping di Playa del Salado. Il servizio non ha costi ma dispone di posti limitati, ed è necessario un permesso da richiedere con anticipo sul portale ufficiale dei Parchi Nazionali delle Canarie: una misura che tutela la fascia costiera e scoraggia il campeggio abusivo.
Un ultimo particolare merita attenzione prima della partenza: La Graciosa non dispone di sorgenti proprie d’acqua dolce. Tutta l’acqua utilizzata sull’isola viene desalinizzata, e rappresenta quindi una risorsa di grande valore. Per questo è consigliabile portare con sé una borraccia termica ricaricabile, rinunciare alla plastica usa e getta e riportare a Lanzarote i rifiuti differenziabili, dove i sistemi di gestione possono trattarli in modo più efficace.
Visitare La Graciosa significa, in sostanza, accogliere un principio semplice: la protezione del territorio viene prima delle comodità di chi viaggia. Ed è probabilmente questo, ancor più di ogni spiaggia o vulcano, il vero motivo per cui merita una visita.