In Giappone l'ombrello si usa anche col sole. Il parasole higasa protegge dal caldo estremo, abbassa la temperatura percepita e previene i colpi di calore.
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L’ombrello giapponese non protegge solo dalla pioggia
Chi visita per la prima volta città come Tokyo, Osaka o Kyoto durante la stagione estiva potrebbe rimanere perplesso. Nonostante il cielo sia completamente sereno e il sole splenda intensamente, numerose persone attraversano le strade con un ombrello ben aperto sopra la testa. Non si tratta di un’anticipazione meteorologica né di una tendenza estetica temporanea. Questo accessorio, conosciuto come higasa che significa “parasole”, rappresenta oggi uno dei metodi più pratici e popolari per combattere le temperature torride.
Mentre in numerose nazioni si ricorre a cappellini, bevande ghiacciate o pause all’ombra per trovare refrigerio, nel Sol Levante si sta diffondendo sempre più la consapevolezza che un comune ombrello possa costituire una delle protezioni più dirette contro il caldo intenso. Si tratta di un rimedio poco costoso, facilmente trasportabile e incredibilmente funzionale, che recentemente ha ricevuto anche il sostegno delle autorità come strumento di tutela della salute pubblica.

Una nazione sempre più esposta alle temperature estreme
Per comprendere appieno questa pratica occorre considerare la situazione climatica dell’arcipelago nipponico. Negli ultimi decenni il territorio ha sperimentato estati progressivamente più roventi, con picchi termici senza precedenti e tassi di umidità particolarmente elevati. Le metropoli, da Tokyo a Nagoya, risentono inoltre del fenomeno dell'”isola di calore urbana”, che intensifica la percezione di caldo soffocante e accresce i pericoli sanitari.
Le istituzioni giapponesi trattano il colpo di calore come un’autentica crisi di salute pubblica. Per tale ragione il Ministero dell’Ambiente insieme all’Agenzia Meteorologica Nazionale hanno implementato un dispositivo di allerta che informa i cittadini quando i parametri di stress da calore raggiungono soglie critiche. Contestualmente, il governo ha promosso attivamente l’utilizzo dei parasole come strategia di prevenzione delle patologie correlate alle alte temperature.
Non parliamo quindi di una mera consuetudine tradizionale, bensì di una soluzione pratica a una problematica in costante aggravamento.
Il parasole offre una protezione portatile sempre a disposizione
L’efficacia del parasole risiede nella sua essenzialità. In un contesto metropolitano dove la vegetazione arborea risulta spesso scarsa e le superfici cementate trattengono il calore, questo strumento funziona come una piccola area ombreggiata che si sposta con la persona.
Diversamente da un cappello, offre copertura simultanea a capo, volto, collo e parte superiore del corpo. Inoltre diminuisce l’esposizione diretta alla radiazione solare e contiene l’innalzamento della temperatura corporea.
Gli specialisti nipponici definiscono frequentemente il higasa come una specie di “albero individuale”: un riparo mobile che segue chi si muove a piedi nelle aree urbane. In una realtà dove moltissime persone utilizzano trasporti collettivi e compiono lunghi percorsi pedonali, questa schermatura costante può risultare estremamente vantaggiosa.
Le ricerche scientifiche ne attestano l’utilità
Ciò che rende particolarmente rilevante l’esempio giapponese è che l’efficacia dei parasole non si fonda esclusivamente su impressioni personali.
Numerose indagini scientifiche hanno quantificato precisamente il loro impatto sullo stress termico. Uno studio apparso sul Journal of the Meteorological Society of Japan ha valutato l’efficienza di un ombrello anti-UV paragonandola ad altre tecniche di mitigazione termica urbana, quali la presenza di alberi lungo le vie e i dispositivi di vaporizzazione d’acqua.
Le conclusioni evidenziano che il parasole è capace di diminuire la temperatura avvertita e gli indici di rischio per il colpo di calore in maniera sostanziale. Secondo la ricerca, l’impiego di un ombrello da sole può abbassare l’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), uno dei criteri più adottati per stimare il pericolo da calore, di circa 1,3 gradi Celsius. Inoltre può decrementare il rischio di colpo di calore di un’intera categoria di allerta.
Ancora più interessante risulta il paragone con gli alberi. I ricercatori hanno determinato che l’efficacia di un buon parasole anti-UV può equivalere a circa il 75% della protezione offerta da un’area ombreggiata da alberi cittadini.
In sintesi, quando non si dispone di viali alberati, il parasole costituisce un’alternativa personale di notevole valore.
Una diminuzione della temperatura percepita fino a 3 gradi
Anche il Ministero dell’Ambiente giapponese ha condotto diverse rilevazioni nell’ambito di campagne informative rivolte alla popolazione.
Secondo le informazioni rese pubbliche dalle autorità, l’adozione di un parasole può abbassare l’indice di calore WBGT di circa 1-3 gradi Celsius. Potrebbe apparire una variazione contenuta, ma in condizioni di caldo estremo anche pochi gradi possono determinare il passaggio da una situazione di elevato pericolo a una relativamente più sicura.
Questa riduzione assume particolare rilevanza per anziani, bambini e individui affetti da patologie croniche, le fasce più vulnerabili durante le ondate di calore.
Da oggetto femminile a dispositivo universale
Per lungo tempo i parasole sono stati prevalentemente collegati all’universo femminile. Tradizionalmente venivano impiegati anche per preservare la pelle dall’esposizione solare, poiché l’incarnato chiaro era considerato desiderabile in determinati contesti culturali asiatici.
Negli anni recenti tuttavia la loro funzione è mutata profondamente.
L’intensificazione delle estati giapponesi ha trasformato il higasa da complemento estetico a strumento di difesa sanitaria. Le iniziative pubbliche hanno sottolineato proprio questo aspetto: utilizzare il parasole non per ragioni estetiche, ma per tutelare la salute.
Nel 2019 l’allora ministro dell’Ambiente Yoshiaki Harada esortò esplicitamente anche la popolazione maschile a servirsi degli ombrelli da sole per prevenire i colpi di calore. Il messaggio rappresentò un cambiamento culturale significativo.
Attualmente osservare uomini in abito formale con un parasole aperto nelle vie di Tokyo è diventato un fatto ordinario.
Sempre più uomini adottano il parasole
I dati statistici dimostrano che il fenomeno è in rapida espansione.
Un’indagine condotta nel 2025 ha rilevato che numerosi giapponesi hanno cominciato a utilizzare un parasole proprio a causa delle temperature eccessive. Tra i nuovi utilizzatori, circa la metà era rappresentata da uomini. La motivazione principale indicata dai partecipanti non era evitare l’abbronzatura, ma prevenire il colpo di calore.
Anche nelle grandi metropoli l’uso del parasole da parte degli uomini è diventato sempre più diffuso. Secondo diverse rilevazioni, l’incremento delle temperature sta modificando velocemente abitudini che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate atipiche.
Le autorità forniscono parasole senza costi
L’importanza riconosciuta a questa soluzione emerge chiaramente anche dalle iniziative istituzionali.
Dal 2020 il Ministero dell’Ambiente giapponese ha collaborato con servizi di condivisione di ombrelli per fornire gratuitamente parasole nei giorni in cui vengono diramate allerte per il caldo. Lo scopo è promuovere comportamenti preventivi e diminuire il numero di ricoveri per colpo di calore.
In alcune aree sono stati predisposti punti di prestito dove residenti e pendolari possono ritirare un ombrello per affrontare gli spostamenti nelle ore più calde.
Si tratta di un approccio concreto: se il caldo rappresenta un problema di salute collettiva, allora anche l’ombra può trasformarsi in un servizio pubblico.
Un insegnamento per le metropoli europee
L’esperienza giapponese fornisce uno stimolo rilevante anche per l’Europa, dove le ondate di calore stanno diventando sempre più ricorrenti e violente.
Nel continente si dibatte ampiamente di forestazione urbana, pavimentazioni riflettenti, fontane e infrastrutture verdi. Tutte misure essenziali, ma che necessitano di investimenti e tempistiche prolungate. Il parasole rappresenta invece una risposta immediata e alla portata di tutti.
Ha un costo ridotto, non necessita di energia, non genera emissioni e può essere adoperato in qualsiasi luogo. È una tecnologia elementare, quasi scontata, ma proprio per questo straordinariamente funzionale.
In un’epoca in cui il cambiamento climatico obbliga le città ad adattarsi velocemente, il successo del higasa dimostra che non tutte le soluzioni devono essere elaborate o tecnologicamente sofisticate. Talvolta è sufficiente riscoprire un oggetto quotidiano e impiegarlo in modo innovativo.
L’ombra come tattica di adattamento climatico
Dietro l’immagine dei giapponesi che passeggiano con l’ombrello aperto sotto il sole si cela un insegnamento più profondo. Le città del futuro dovranno imparare a coesistere con temperature sempre più alte e a elaborare nuove strategie di adattamento.
Il parasole non rimpiazza gli alberi, i parchi urbani o le politiche climatiche. Ma costituisce una delle forme più immediate di adattamento personale al caldo estremo. Le ricerche scientifiche mostrano che diminuisce lo stress termico, le istituzioni ne sostengono l’impiego e milioni di persone lo hanno già integrato nella routine quotidiana.
Per questo motivo, ciò che inizialmente può apparire una particolarità giapponese è in realtà una risposta razionale a una delle principali sfide del XXI secolo: continuare a vivere e spostarsi nelle città mentre il pianeta si riscalda.