Anafi, l’isola cicladica autentica a breve distanza da Santorini

Scopri Anafi nelle Cicladi: coste incontaminate, monastero in vetta alla roccia e zero turismo di massa. Guida completa all'isola greca più autentica.

Incontaminata, genuina e quasi completamente ignorata dal flusso turistico globale, Anafi rappresenta probabilmente l’ultima vera gemma delle Cicladi rimasta intatta. Ampie distese di sabbia dorata, acque color smeraldo di una bellezza disarmante, e un’atmosfera di quiete ormai introvabile nel bacino mediterraneo: chi sceglie di raggiungerla sa di dover accettare qualche rinuncia in termini di comfort, ma in cambio riceve qualcosa di sempre più prezioso — un ambiente naturale preservato, una popolazione locale autentica, un ritmo di vita a misura d’uomo. Non è una destinazione adatta a chiunque. Ed è proprio questo il suo maggiore punto di forza.

Raggiungere Anafi fa parte dell’esperienza

Quest’isola si trova a breve distanza da Santorini, eppure sembra collocata in un’altra epoca e dimensione. Non dispone di scalo aeroportuale, non esistono voli che la collegano direttamente, non ci sono collegamenti particolarmente agevoli. Le imbarcazioni viaggiano durante le ore notturne, con frequenze irregolari che variano secondo il periodo dell’anno, e attraccano al molo nelle prime luci dell’alba. L’illuminazione che accompagna lo sbarco — il sole che emerge dal mare mentre il profilo dell’isola diventa sempre più definito — rappresenta già una gratificazione per chi ha avuto la pazienza di intraprendere il viaggio.

La soluzione più conveniente per arrivarci consiste nel volare fino a Santorini e da lì imbarcarsi su un traghetto: la navigazione richiede circa novanta minuti. Durante la stagione estiva i collegamenti aumentano, ma non sono quotidiani, e occorre verificare attentamente gli orari poiché subiscono frequenti variazioni. In alternativa si può volare fino ad Atene e imbarcarsi su un traghetto notturno dal Pireo, una traversata più estesa ma ugualmente affascinante. Da Roma o da altri centri italiani la combinazione più pratica rimane comunque quella con scalo a Santorini.

Proprio questa complessità logistica ha contribuito a salvaguardare l’identità di Anafi. Non si approda qui per casualità, non si finisce ad Anafi per una tappa intermedia tra un’isola e l’altra. Ci si arriva perché la si è ricercata, perché qualcuno ne ha parlato con quell’entusiasmo particolare che caratterizza chi racconta dei luoghi che lo hanno trasformato.

Chora, il borgo sospeso nel passato

L’unico agglomerato abitato dell’isola si chiama Chora e si raggiunge con una decina di minuti di cammino dal porto. È arroccato su una collina secondo il tipico schema architettonico cicladico: viuzze anguste che si intersecano come in un dedalo, abitazioni imbiancate a calce, infissi e portoni azzurri, cortili minuscoli dove il bucato steso si muove con la brezza marina.

Non transitano automobili. Si percepisce il rumore dei passi, qualche dialogo sommesso, il miagolio di un gatto sul muretto.
Il mattino rappresenta l’orario ideale per esplorare Chora. Il forno del villaggio apre presto e produce dolci e pane secondo la tradizione locale — chiamata Anafiotika — che merita da sola di anticipare il risveglio. Gli anziani si siedono fuori dai caffè con il loro caffè greco o il raki, i bambini giocano tra i vicoli, e si respira una quotidianità genuina che in molte isole greche è ormai soltanto un lontano ricordo. Passeggiare per Chora non ha uno scopo definito: ci si smarrisce, ci si ferma, ci si osserva intorno.

Il Kalamos e il santuario sulla vetta rocciosa

All’approdo con il traghetto, la prima cosa che cattura l’attenzione è proprio lui: il Kalamos, un imponente blocco roccioso che si innalza per 463 metri sopra il livello del mare. Si tratta del secondo monolite più esteso d’Europa dopo quello di Gibilterra, e sulla sua sommità sorge il piccolo monastero di Kalamiotissa, candido contro l’azzurro del cielo, aggrappato alla pietra come se sfidasse ogni legge fisica.
Raggiungere la cima richiede circa un’ora e mezza di percorso su un tracciato scosceso ma ben indicato. Servono calzature sportive robuste e un discreto livello di preparazione fisica, ma il panorama che si dispiega dall’alto compensa ampiamente ogni fatica. Durante l’estate numerosi viaggiatori salgono al tramonto portando con sé un sacco a pelo, pernottano sulla terrazza del monastero e si risvegliano all’alba in un’atmosfera difficile da tradurre in parole — spirituale, silenziosa, quasi onirica. Prima di affrontare la salita conviene fermarsi al Monastero di Zoodochou Pigi, da dove parte il sentiero. Se il cancello risulta chiuso basta suonare la campana: una monaca aprirà e sarà possibile visitare il cortile, acquistare miele e prodotti artigianali nel piccolo negozio interno.

Escursioni e tracciati nell’entroterra incontaminato

Anafi è un’isola concepita per gli amanti del trekking. I percorsi sono numerosi, spesso poco battuti, e attraversano scenari che variano dalla vegetazione mediterranea alle scogliere a strapiombo sul mare, dagli altipiani aridi alle vallate nascoste. Non si tratta di itinerari predisposti per il turismo: alcuni sono impegnativi, privi di segnaletica precisa, e richiedono un minimo di capacità di orientamento e attrezzatura appropriata.
Tra i tracciati più suggestivi c’è quello che collega Klisidi a Katsouni seguendo la costa, e quello che sale da Zoodochou Pigi fino alla vetta di Viglia, da dove si domina l’intera isola con un solo sguardo. Ogni sentiero possiede una sua caratteristica distintiva: alcuni sono una camminata tranquilla, altri rappresentano una vera sfida. In ogni caso, la gratificazione è identica — un silenzio interrotto solo dal vento e dalle onde, e la sensazione di possedere l’isola in esclusiva.

Le coste di Anafi

anafi

Le spiagge di Anafi rappresentano il motivo principale per cui numerosi viaggiatori ritornano ogni anno. Non ci sono ombrelloni, non ci sono lettini a noleggio, non ci sono stabilimenti balneari con sottofondo musicale. Ci sono esclusivamente sabbia, acqua e roccia. Alcune si raggiungono a piedi seguendo tracciati ripidi, altre sono accessibili esclusivamente via mare. Tutte condividono un’acqua limpidissima e una tranquillità totale.
Megalos Roukounas è la più nota e la più estesa: una distesa sabbiosa ampia e aperta, frequentata da chi viaggia con lo zaino in spalla e da chi pratica il nudismo.

Possiede un’energia libera e vagamente alternativa che la rende diversa da qualsiasi altra costa delle Cicladi. Nelle vicinanze di Roukounas si trova Flamourou, una lingua di sabbia più raccolta e intima, raggiungibile a piedi, ideale per chi ricerca la quiete assoluta.
Klisidi si trova a pochi minuti a piedi da Chora: sabbia chiara, qualche pianta per ripararsi dal sole, vista sul mare aperto. È la spiaggia più accessibile dell’isola e la più indicata per chi non desidera allontanarsi troppo. Katsouni invece è una piccola insenatura quasi deserta, vicina al porto ma isolata dal resto del mondo, il genere di luogo in cui si perde la percezione del tempo.

Agioi Anargyri è probabilmente la più scenografica: sabbia rossastra, acqua trasparente e una cappella bianca incastonata nella roccia che durante il giorno proietta la sua ombra sulla spiaggia in modo diverso a seconda dell’ora. Richiede un po’ di impegno per arrivarci — a piedi o via mare — ma è uno di quei posti che rimangono impressi. La tradizione locale sostiene che le coppie che la visitano insieme si sposino presto: credibile o meno, l’atmosfera è indubbiamente romantica.

Per i più intraprendenti c’è Livoskopo, nella parte settentrionale dell’isola, raggiungibile percorrendo un sentiero a strapiombo sul mare che costituisce già di per sé un’esperienza. E poi Katalimatsa, con la sua sabbia rossa e un paesaggio quasi lunare, brullo e potente. Megalos Potamos è la spiaggia più estesa in assoluto: sabbia dorata, spazio per tutti, mai veramente affollata.

Chi desidera scoprire le calette più nascoste del perimetro dell’isola può noleggiare un’imbarcazione o partecipare a un’escursione organizzata: il Koursaro, il cosiddetto pirata, è la barca storica che accompagna i visitatori alla scoperta delle insenature altrimenti irraggiungibili.

anafi

Kastelli e i siti archeologici dell’interno

Anafi possiede una storia antica e stratificata che spesso viene oscurata dalla sua bellezza naturale. Nell’entroterra si trovano i resti di Kastelli, l’antica città dell’isola: mura di cinta, tombe, cisterne e strutture che raccontano secoli di insediamento umano. Non c’è un biglietto da acquistare, non c’è una guida che attende i visitatori: si arriva, si osserva, si ascolta il vento tra le pietre antiche.
Vicino alla spiaggia di Roukounas si trovano anche i forni comunitari, grandi strutture circolari che un tempo venivano utilizzate per cuocere il pane per l’intera comunità dell’isola. Poco distante c’è una piccola diga artificiale costruita per raccogliere l’acqua piovana, risorsa preziosissima su un’isola priva di sorgenti perenni. Sono dettagli che raccontano la vita quotidiana di una comunità che ha imparato a sopravvivere con quello che il territorio offre.

Cultura, librerie e manifestazioni estive

Anafi ha sempre attratto artisti, scrittori e intellettuali. C’è qualcosa nella sua lentezza e nel suo isolamento che favorisce la creatività, la riflessione, la concentrazione. Non è casuale che negli anni abbiano scelto di fermarsi sull’isola anche scrittori internazionali, attratti dalla stessa atmosfera che affascina i viaggiatori più attenti.

Nell’estate 2024 ha aperto al porto Arsenale, una libreria curata e raffinata dove trovare narrativa contemporanea, riviste di arte e cultura, libri rari. Merita la visita anche solo per l’atmosfera — il bellissimo tavolo di marmo, la selezione accurata, la luce che entra dalle finestre sul porto. È uno di quei posti che non ti aspetti di trovare su un’isola così piccola, e proprio per questo colpisce doppiamente.
Durante l’estate Anafi ospita anche festival culturali che animano le serate e portano sull’isola musica, arte e incontri. Il programma varia di anno in anno, ma la qualità è generalmente elevata e il contesto — serate all’aperto, poche persone, cielo stellato — rende ogni evento memorabile.

Cosa gustare e i prodotti del territorio

La cucina di Anafi è semplice, legata al territorio e ai ritmi della stagione. Le taverne non sono numerose, ma ognuna ha la sua personalità e serve prodotti locali che difficilmente si trovano altrove. L’isola è famosa per il miele, prodotto con una qualità che riflette la ricchezza di erbe aromatiche selvatiche che crescono nell’entroterra. Lo zafferano è un altro prodotto di eccellenza, utilizzato nella cucina locale in modi che sorprendono.
Il vino di Anafi merita un approfondimento particolare: il Ktima Flamourou è prodotto con una varietà di uva che esiste solo sull’isola, chiamata gaidourià. È un vino naturale, grezzo in senso positivo, con una personalità forte che rispecchia l’isola che lo produce. Berne un bicchiere in una taverna sul porto, guardando il mare, è uno di quei piaceri semplici che restano.

Perché visitare Anafi adesso

Esiste una finestra temporale in cui un posto come Anafi può ancora essere vissuto in questo modo — autentico, lento, non ancora trasformato dalla pressione turistica. Non durerà per sempre. Le isole greche più piccole stanno lentamente emergendo sui radar internazionali, e con loro cambiano i prezzi, i servizi, l’atmosfera. Anafi per ora è ancora se stessa. Bisogna avere voglia di adattarsi, di accettare traghetti notturni e connessioni internet ballerine, di rinunciare ai comfort di una destinazione attrezzata. Ma per chi è disposto a fare questo passo, quello che trova è qualcosa che ormai è diventato raro: un posto che non ti aspettavi, che ti prende di sorpresa, e che difficilmente dimentichi.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin