Paralisi cerebrale infantile: scoperta rivoluzionaria fa camminare 34 bimbi

Scoperta rivoluzionaria del Santa Lucia: i primi passi autonomi riorganizzano il cervello dei bambini con paralisi cerebrale. Intervenire subito è fondamentale.

Sul tappeto mobile procede con cautela, mentre minuscoli rilevatori posizionati sulla cute tracciano ciascun suo gesto. Mattia, pseudonimo, guarda con curiosità specialisti e apparecchiature che lo accompagnano durante la sessione. Per questo piccolo paziente quei movimenti non costituiscono una semplice pratica riabilitativa: simboleggiano un traguardo straordinario. Alla base del suo progresso si trova il contributo degli scienziati della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, coinvolti in una sperimentazione che potrebbe rivoluzionare l’approccio alla paralisi cerebrale nei più piccoli sin dalle prime settimane di esistenza.

L’indagine prende forma nel Laboratorio di Fisiologia Neuromotoria, coordinato dal professor Francesco Lacquaniti, insieme al Centro di neuroriabilitazione infantile della medesima istituzione romana. Il proposito consisteva nel comprendere quali meccanismi si attivano nel sistema nervoso e nella muscolatura quando un piccolo compie le sue prime falcate senza sostegno.

L’importanza cruciale dei primi ventiquattro mesi

La paralisi cerebrale nei bambini costituisce una problematica neurologica derivante da un deterioramento precoce del sistema nervoso ancora in formazione. Tale condizione può influenzare negativamente postura, stabilità e facoltà motorie con intensità estremamente variabili. Frequentemente l’acquisizione della deambulazione risulta ritardata; in determinate circostanze non si manifesta affatto senza ausili esterni e sostegno continuo.

Proprio in questo contesto si inserisce la nuova indagine scientifica. Gli studiosi hanno constatato che la transizione dalla marcia supportata a quella indipendente non costituisce semplicemente un traguardo evolutivo, bensì un’autentica trasformazione nell’organizzazione neurologica. La deambulazione, infatti, sollecita il sistema nervoso a elaborare nuove strategie motorie, aumentando complessità e coordinazione dell’attività dei muscoli.

Secondo i professionisti esiste un intervallo temporale cruciale: i primi ventiquattro mesi dalla nascita. Durante questo periodo il cervello e il midollo spinale conservano ancora un’elevata plasticità, caratteristica che potenzia significativamente l’efficacia della neuroriabilitazione.

L’analisi su trentaquattro pazienti e le rilevazioni tramite sensori

Gli scienziati hanno esaminato la deambulazione di trentaquattro bambini affetti da paralisi cerebrale infantile, paragonandola a quella di coetanei con sviluppo nella norma. Mediante sensori ed elettrodi completamente non invasivi sono stati controllati diciotto muscoli delle gambe, documentando il funzionamento del sistema neuromuscolare nei giorni subito successivi alle prime falcate autonome.

La ricerca ha messo in luce che, precedentemente al raggiungimento della capacità di camminare senza aiuto, numerosi bambini manifestavano pattern motori ancora elementari, paragonabili a quelli neonatali. Successivamente all’inizio della locomozione indipendente, invece, comparivano inediti modelli di attivazione della muscolatura e una superiore strutturazione dei circuiti spinali.

La professoressa Germana Cappellini, figura centrale del progetto, opera da numerosi anni con neonati prematuri e pazienti con rischio neurologico. L’intuizione che ha orientato il gruppo è stata elementare ma innovativa: non accontentarsi di analizzare la marcia quando è ormai consolidata, ma accompagnare i piccoli esattamente nel momento in cui stanno apprendendo a muovere le prime falcate.

Il nuovo orizzonte della riabilitazione neurologica pediatrica

Per gli specialisti del Santa Lucia il risultato più rilevante consiste nell’aver provato che il movimento medesimo può favorire lo sviluppo del sistema nervoso. Una scoperta che spalanca le porte a protocolli riabilitativi precoci, individualizzati e fondati su rilevazioni concrete. Il prossimo traguardo consisterà nell’ampliare queste indagini anche ad altre patologie dello sviluppo motorio, tentando di riconoscere indicatori precoci già nei primi sei mesi dalla nascita. Poiché, talvolta, un piccolo passo può realmente trasformare il domani.

Fonte: Fondazione Santa Lucia

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