Haris Doukas avverte: Atene rischia di perdere identità per il turismo eccessivo. Allo studio blocco nuove licenze e restrizioni affitti brevi.
“La nostra città si sta trasformando in un’enorme struttura ricettiva. La situazione è diventata insostenibile“. Con questa dichiarazione, il primo cittadino Haris Doukas ha sollevato in un colloquio con il Guardian una questione cruciale riguardante il sovraffollamento turistico che affligge la metropoli ellenica. Arrivato al governo locale promettendo di incrementare gli spazi verdi e migliorare la qualità della vita, Doukas può vantare risultati concreti: quasi 4.000 nuovi alberi, parchi riqualificati, zone ricreative e percorsi dedicati alle biciclette.
Tuttavia, questi interventi non bastano a bilanciare l’impennata delle presenze turistiche. Con all’incirca 8 milioni di arrivi annuali contro appena 700.000 abitanti, la capitale greca affronta una pressione che il sindaco giudica sempre più problematica, specialmente in zone storiche come Plaka, dove i visitatori sono aumentati del doppio.
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Evitare il destino di Barcellona: strategie per contenere l’espansione
Doukas non nasconde le sue preoccupazioni nemmeno quando paragona Atene ad altre realtà europee: “Dobbiamo evitare di seguire la strada di Barcellona”, dichiara, citando metropoli già obbligate ad adottare provvedimenti severi. L’amministrazione comunale sta infatti considerando il blocco delle autorizzazioni per nuove strutture ricettive, insieme a ulteriori restrizioni sugli affitti turistici brevi, già limitati in diverse zone centrali.
Il primo cittadino rivendica inoltre un principio fondamentale di governance:
È necessario valutare quale volume di turisti possiamo effettivamente accogliere e in quali aree. Anche le amministrazioni locali devono poter decidere sul proprio futuro.
Una dichiarazione che innesca tensioni con una parte degli operatori del comparto, che continua a registrare un’espansione ininterrotta della ricettività.
Zone sature e minaccia alla fisionomia urbana
Stando alle statistiche di settore, nella regione dell’Attica si contano circa 68.900 posti letto nelle strutture alberghiere, con oltre 35.000 concentrati nel cuore della capitale. Cifre che, secondo gli addetti ai lavori, evidenziano una forte tensione sul tessuto cittadino. Il sindaco mette in guardia: il pericolo non riguarda solo l’aspetto economico ma anche quello identitario. Interi rioni rischiano di smarrire il loro carattere originario, mutandosi in zone destinate quasi unicamente ai visitatori. Un fenomeno alimentato dalla proliferazione di alberghi, appartamenti per locazioni brevi e altre tipologie di accoglienza turistica.
Bilanciare crescita economica e qualità della vita
Nonostante le problematiche, il comparto turistico rimane un pilastro dell’economia ellenica, con più di 12 milioni di visitatori stranieri nel 2025. Per questo motivo il Comune ha istituito un Osservatorio dedicato all’impatto del turismo, con lo scopo di programmare lo sviluppo futuro della metropoli. “Le città devono poter determinare il proprio percorso”, ribadisce Doukas, condensando l’essenza della sua missione: individuare un punto di equilibrio tra prosperità economica e vivibilità, prima che il fenomeno turistico finisca per alterare in modo permanente l’identità della capitale greca.