Specchio d'acqua turchese nella Valnerina umbra, vicino a Sellano: sentiero facile verso le Cascate delle Rote e leggende misteriose. Guida completa.
Poco sopra Sellano, cuore pulsante della Valnerina umbra, si cela il Lago di Vigi: uno specchio d’acqua dalle sfumature turchesi incastonato tra pendii ricoperti di vegetazione. Le correnti fredde del torrente penetrano dal fondo, creando increspature luminose che danzano sulla superficie. Un percorso quasi completamente in piano conduce in trenta minuti alle Cascate delle Rote, scolpite nel travertino. La zona resta relativamente tranquilla, accessibile senza difficoltà, arricchita da racconti popolari che aggiungono fascino al luogo.
Indice
La posizione geografica

@wikimedia
Questo specchio d’acqua si colloca appena a settentrione di Sellano, località della Valnerina annoverata tra i borghi più affascinanti della penisola. L’abitato si erge su una cresta calcarea, caratterizzato da stretti passaggi e affacci panoramici sulla vallata, dove il torrente Vigi ha modellato nel tempo una profonda forra. Negli anni Sessanta quella stretta gola venne sbarrata per alimentare un impianto idroelettrico presso Ponte Sargano, nelle vicinanze di Cerreto di Spoleto.
L’ambiente naturale circostante ha preservato la sua autenticità: versanti rivestiti di roverelle e lecci nelle zone più asciutte, ontani e salici lungo i corsi d’acqua. Il risultato è un ambiente fresco persino nei mesi estivi, accompagnato dal costante mormorio del torrente che segue quasi interamente il cammino.
Dal bacino alle cascate di travertino
Per raggiungere lo specchio d’acqua si percorre un breve tracciato su fondo naturale. Una piccola distesa di ciottoli regala la prima visione d’insieme: le acque sono cristalline, sul fondo emergono i sassi chiari, e dove il Vigi si immette nel bacino si notano striature più luminose che solcano la superficie. Lungo le sponde si trovano un’area dedicata alla pesca sportiva e alcune strutture ricettive ricavate dagli edifici della vecchia centrale elettrica.
Da questo punto inizia il percorso verso le Cascate delle Rote. Si procede alternando sterrato e bosco, con un andamento prevalentemente orizzontale. Si attraversa un piccolo ponte sul Vigi, si seguono le indicazioni verso Setri e Peneggi, fino a emergere su un prato. A breve distanza, nascoste dalla vegetazione, si rivelano le cascate: tre salti successivi in un corridoio angusto tra pareti di travertino, che terminano in una piccola pozza d’acqua trasparente. Il prato alla base rappresenta il punto ideale per sostare, scattare immagini e, quando il clima lo permette, immergere i piedi nell’acqua gelida.
Il racconto del mostro umbro
Il Vigi nasce sulle pendici del Monte Pizzuto, in territorio marchigiano, e discende verso la Valnerina fino a congiungersi con il Nera. Nel tratto compreso tra il bacino artificiale e le cascate l’acqua risulta ben ossigenata e la presenza faunistica è sorprendentemente abbondante: non è insolito avvistare il martin pescatore sfiorare la superficie o le damigelle posarsi sulla vegetazione galleggiante.
L’appellativo di “Loch Ness umbro” deriva dall’atmosfera raccolta e leggermente misteriosa che il bacino assume nelle mattine nebbiose, e dai racconti tramandati da generazioni tra la popolazione locale. Alcuni riferiscono di forme oscure nei riflessi, altri di movimenti subacquei difficili da interpretare. Le versioni più razionali attribuiscono questi fenomeni a grandi carpe o tronchi trascinati dalla corrente. La tradizione popolare, tuttavia, preferisce l’ipotesi di una creatura serpentiforme che sorveglia la valle, e basta una mattina umida con scarsa visibilità perché anche un semplice guizzo di pesce diventi qualcosa degno di essere tramandato.
Indicazioni per raggiungerlo
Dalla capitale si percorre la direttrice Terni–Spoleto, quindi si devia in direzione Cascia e Norcia: circa a metà percorso si incontra il bivio per Borgo Cerreto, da cui si sale verso Sellano. All’ingresso del centro abitato, una discesa ripida sulla sinistra conduce nel fondovalle ed è segnalata da un’indicazione per il bacino.
Da Foligno si segue la Statale 77 Val di Chienti, quindi si devia verso Rasiglia e la Valnerina fino a raggiungere Sellano. Nel fondovalle sono disponibili spazi per lasciare l’auto e raggiungere a piedi sia il bacino sia l’inizio del sentiero per le cascate.
Il periodo ideale per visitare la zona va dalla primavera alla tarda estate. In primavera la portata d’acqua è abbondante e i prati attorno alle cascate sono fioriti; d’estate il bacino offre refrigerio naturale. Un paio di giornate sono sufficienti per esplorare bacino, cascate e il centro storico di Sellano, con la possibilità di includere una sosta a Rasiglia o in altre località meno battute della Valnerina.