Novantenne torinese stabilisce il nuovo record mondiale M90 completando la Maratona di Milano in 4 ore e 30 minuti. Una prestazione memorabile.
Il traguardo della Maratona di Milano si è trasformato nel palcoscenico di un’impresa straordinaria. Giuseppe Damato, novantenne originario di Torino nato nel 1936, ha conquistato il primato planetario per la categoria M90, tagliando il traguardo dopo 4 ore, 30 minuti e 30 secondi. Un tempo che polverizza il precedente limite stabilito dall’italiano Antonio Rao nel 2023. Il divario parla chiaro: circa un’ora e tre quarti di vantaggio, un margine che testimonia ben più di una semplice vittoria cronometrica.
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L’inizio tardivo di una carriera straordinaria
Il percorso atletico di Damato non affonda le radici nelle competizioni giovanili. La sua avventura podistica decolla a 73 anni, dopo decenni trascorsi in sella alla bicicletta. Percorsi estenuanti, ascese impegnative e perfino il collegamento Torino–Napoli su due ruote. Quando un incidente lo obbliga a rivedere le sue abitudini, ecco la svolta inaspettata: le calzature da running prendono il posto dei pedali e inizia un nuovo capitolo sportivo. La prima maratona conclusa in 3 ore e 40 minuti rappresentava già un campanello d’allarme: non un debuttante qualsiasi, ma un corridore dalla tenacia eccezionale.
Diciassette maratone e una filosofia: restare in movimento
L’appuntamento milanese rappresenta la diciassettesima maratona ufficiale del suo palmares, una cifra che evidenzia regolarità piuttosto che casualità. Damato non ha mai abbandonato l’attività fisica: si allena con dedizione e persino pratica tennis due volte ogni settimana. La sua struttura fisica minuta – 160 centimetri di altezza per 49 chilogrammi – sembra progettata per l’endurance. Ma l’elemento davvero notevole non è soltanto la condizione atletica, bensì la perseveranza: una routine giornaliera che ha reso il movimento un elemento fondamentale dell’esistenza.
Oltre l’allenamento c’è un approccio mentale particolare. Damato ha sempre vissuto dinamicamente, anche professionalmente, dirigendo per anni un’impresa artigiana nel settore dei pavimenti senza mai trascurare l’esercizio fisico. Nelle dichiarazioni post-gara, ha rivelato di non avvertire particolare affaticamento, motivato anche dall’incoraggiamento dei parenti distribuiti lungo il tracciato.
Nuovi obiettivi all’orizzonte
Nonostante il primato appena conquistato, lo sguardo è già proiettato in avanti. Il calendario segna la mezza maratona torinese della prossima domenica, ma il traguardo più ambizioso è già stato annunciato: ritornare a Milano nel 2027 per superare nuovamente se stesso. Una visione che sovverte ogni pregiudizio sull’anzianità: per Damato gli anni non rappresentano un ostacolo, ma semplicemente chilometri da macinare. E probabilmente è proprio questa la sua conquista più autentica.