Pasqua senza esercizi: una docente assegna solo attività green

Docente romana propone attività green al posto degli esercizi: riciclare, passeggiare e non sprecare durante le festività pasquali per educare al rispetto ambientale.

Un approccio diverso per le festività

Si avvicinano le festività pasquali e, tradizionalmente, gli studenti riempiono le loro cartelle di quaderni e libri da portare a casa. Ma in un istituto della capitale, una docente ha scelto una strada alternativa. Nessuna pagina da completare, nessun esercizio tradizionale. Sulla lavagna ha invece annotato una serie di azioni pratiche, quotidiane, legate al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità.

Le indicazioni sulla lavagna

compiti di pasqua

Si tratta di azioni alla portata di tutti: riutilizzare la carta che avvolge l’uovo di cioccolato anziché gettarla via. Trascorrere tempo all’aperto camminando. Pulire uno spazio pubblico che si visita spesso dai rifiuti abbandonati. Prestare attenzione agli avanzi durante i pasti festivi. Prendersi cura di una pianta innaffiandola regolarmente.

Sono suggerimenti che possono apparire banali, eppure per i giovani d’oggi rappresentano sfide autentiche. Cresciuti nell’era digitale, molti ragazzi faticano a disconnettersi dai dispositivi e a immergersi nella natura per più di qualche istante. Quella lista scritta in classe invitava proprio a questo: fermarsi, osservare il mondo circostante con occhi nuovi.

L’importanza dell’azione pratica

Esiste un divario profondo tra insegnare teoricamente il rispetto ambientale e invitare concretamente un giovane a raccogliere un contenitore di plastica lasciato in un giardino pubblico. Il primo approccio trasmette nozioni, il secondo crea memoria. E i ricordi legati alle azioni, specialmente durante la crescita, plasmano l’identità più profondamente di qualsiasi spiegazione astratta. Quando un bambino si occupa quotidianamente di innaffiare una pianta, apprende il significato di responsabilità e continuità. Quando fa attenzione a non lasciare cibo nel piatto, comprende che le risorse hanno un limite. Sono insegnamenti che nessun libro può davvero trasmettere, perché richiedono di essere praticati per radicarsi.

L’urgenza educativa nel contesto attuale

Ci troviamo nel 2026 e le statistiche relative ai consumi, agli sprechi di cibo e all’inquinamento descrivono una situazione critica. I giovani che frequentano oggi le aule scolastiche si troveranno a gestire un mondo già segnato da decenni di decisioni poco lungimiranti. Non si tratta di allarmismo, ma di una constatazione oggettiva. Per questa ragione, il modo più efficace per formarli non consiste nel gravare le loro coscienze con sensi di colpa o statistiche angoscianti, ma nell’offrire loro strumenti concreti, comportamenti sostenibili, una guida per navigare il futuro. Quell’insegnante romana ha intuito che l’educazione può realizzarsi anche oltre le mura scolastiche, persino durante le pause festive.

La responsabilità di chi educa

Una certezza emerge: i giovani non acquisiscono questi comportamenti spontaneamente. Li apprendono osservando i genitori che spengono gli interruttori quando lasciano una stanza, i docenti che organizzano attività di pulizia in spazi verdi, i familiari più anziani che conservano gli avanzi anziché eliminarli. Il comportamento esemplare conta infinitamente più delle parole. E probabilmente il significato più profondo di quella lista sulla lavagna non era destinato esclusivamente agli alunni, ma anche a chi li affianca quotidianamente: le festività pasquali rappresentano un’opportunità per svolgere queste attività in famiglia, trasformando un piccolo gesto in un momento da ricordare insieme.

Un messaggio che perdura

Alla fine delle vacanze, quelle “consegne” non riceveranno una valutazione numerica. Non ci sarà alcuna verifica al ritorno in classe, nessun elaborato da presentare. Ma probabilmente è esattamente questo l’obiettivo: certe azioni si compiono non perché qualcuno le verifica, ma perché si è compreso che meritano di essere fatte. Se quell’insegnante riuscirà a comunicare anche solo questo principio ai suoi alunni, avrà trasmesso un insegnamento destinato a durare ben oltre qualsiasi periodo di festa.

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