Percorso straordinario di Chiara Mazzel: dal glaucoma fulminante a quattro medaglie paralimpiche, superando trauma al ginocchio e paura di fermarsi.
Tra le stelle delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 brilla con forza Chiara Mazzel, atleta trentina dello sci alpino che ha appena aggiunto alla sua collezione la quarta medaglia di fila: un argento nella prova di Gigante femminile VI riservata alle ipovedenti, dopo aver riportato il tricolore sul podio più alto nel SuperG. Originaria di Cavalese, cuore della Val di Fiemme, e residente a San Giovanni di Fassa, Chiara ha respirato montagna sin dalla nascita.
Le tavole ai piedi sono state compagne fedeli fin dall’infanzia, e la neve ha rappresentato il suo habitat ideale. Nessuno poteva prevedere che proprio quello sport sarebbe diventato l’ancora di salvezza nei momenti più bui. Attualmente compete nello sci alpino paralimpico affiancata dalla guida Nicola Cotti Cottini, figura essenziale nelle discese dove intesa e fiducia reciproca fanno la differenza.
Indice
Quando la vista scompare all’improvviso
Il destino di Chiara prende una piega inaspettata nel 2014, quando aveva solo 17 anni. Un episodio apparentemente insignificante diventa il campanello d’allarme: mentre guida il motorino si rende conto di aver perso nitidezza visiva da un lato. In breve tempo la condizione precipita in modo allarmante. Gli specialisti individuano un glaucoma aggressivo che era rimasto silente fino a quel momento.
La patologia le sottrae interamente la capacità visiva dall’occhio sinistro e compromette gravemente quella del destro. Per Chiara è un trauma devastante. Per due anni resta confinata tra le mura domestiche, lontana dalle piste e dalla vita sociale, attraversando una fase di sconforto e incertezza. Ma proprio quando ogni speranza sembra spegnersi, arriva il cambiamento.
Lo sport come via di rinascita
Il momento della svolta si manifesta nel 2018, quando Chiara assiste in TV alle Paralimpiadi di Pyeongchang. Osservando le prestazioni degli atleti paralimpici, tra cui il campione Giacomo Bertagnolli (anche lui protagonista a Milano Cortina), comprende che la disabilità non preclude il ritorno sugli sci.
Inizia così la sua rinascita agonistica. Accoglie la nuova realtà e decide di rimettersi alla prova. Da quel momento la sua progressione è fulminea: sessioni di preparazione intense, competizioni e successi che si susseguono. Il suo curriculum si arricchisce velocemente di traguardi prestigiosi, inclusi tre titoli mondiali a Espot 2023 e numerosi riconoscimenti a livello globale.
Il ginocchio tradisce e la tentazione di fermarsi
Proprio quando la carriera sembrava in piena ascesa, nel 2023 sopraggiunge un’altra prova: un serio trauma al ginocchio con lesione del legamento crociato anteriore e dei menischi. È un colpo durissimo e Chiara valuta seriamente l’ipotesi di ritirarsi. Ma ancora una volta rifiuta la resa. Attraverso mesi di fisioterapia e preparazione atletica riesce a riconquistare la pista con rinnovata grinta.
Trionfo a Cortina e un successo dal valore immenso
Alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 arriva l’apoteosi. Dopo l’argento nella libera, Chiara si aggiudica l’oro nel SuperG, riportando l’Italia al successo paralimpico nella specialità dopo vent’anni da Torino 2006. Eppure proprio la mattina della gara tutto sembrava compromesso: una forte emicrania e un attacco d’ansia durante l’ispezione del tracciato avevano quasi convinto l’atleta a rinunciare.
Poi la scelta di tentare comunque. Una discesa temeraria, qualche imprecisione recuperata con tenacia e infine l’arrivo. Il risultato è una medaglia che trascende il metallo prezioso, perché sintetizza un percorso fatto di forza interiore, abilità e un’incredibile determinazione. Come anticipato sono poi giunte la terza medaglia, un argento nella combinata, e ora quest’ultimo argento nel Gigante.