Sulle tracce di Imma Tataranni: viaggio tra i luoghi della serie a Matera

Scopri Matera attraverso i set della serie Imma Tataranni: un itinerario tra Sassi, chiese rupestri e location televisive della fiction Rai più amata.

Il mio arrivo a Matera aveva uno scopo ben definito: esplorare i celebri Sassi e, da grande fan delle produzioni televisive italiane, scoprire i set della serie Imma Tataranni – Sostituto procuratore. Un percorso duplice: da un lato l’esperienza concreta tra salite e architetture rupestri, dall’altro il viaggio narrativo legato al personaggio più iconico della serialità italiana contemporanea.

La città mi ha ricevuta con una luminosità intensa, quasi cinematografica. In questo luogo ogni angolo sembra progettato per stupire, eppure tutto è genuino. È proprio questa genuinità a rendere l’esperienza così coinvolgente, togliendo il respiro a ogni sguardo rivolto verso il panorama sottostante. Per goderne appieno, ho scelto di trattenermi anche dopo il tramonto, quando le illuminazioni notturne hanno reso l’atmosfera ancora più affascinante e irreale.

@RebeccaManzi/GreenMe

Primo incontro con la metropoli scavata nel tufo

Il mio percorso è partito da Piazza Vittorio Veneto, centro nevralgico della Matera moderna. Fermata imprescindibile: il Palazzo dell’Annunziata. Nella fiction rappresenta la sede del tribunale in cui opera la protagonista. Dal vivo impressiona per la maestosità settecentesca e l’armonia delle proporzioni. Trovarsi nella piazza e vederlo di fronte aiuta a capire la scelta come emblema delle istituzioni.

Da questa posizione si raggiunge il Belvedere Guerricchio, tra i punti di osservazione più straordinari: lo sguardo abbraccia il Sasso Barisano, un groviglio di abitazioni in tufo che paiono sovrapporsi a cascata. In questa zona sorge la chiesa rupestre più estesa della città, quella di San Pietro Barisano. Sfortunatamente rimase abbandonata a lungo dopo l’evacuazione dei rioni storici e tra gli anni Sessanta e Settanta subì il furto di numerose opere artistiche.

@RebeccaManzi/GreenMe

@RebeccaManzi/GreenMe

L’abitazione della protagonista e il volto contemporaneo

Continuando verso Via del Corso e Piazza San Francesco, la Matera raffinata si intreccia con vedute improvvise sui rioni antichi. Successivamente ho raggiunto Via San Biagio, tra le vie emblematiche anche per gli appassionati della serie televisiva: qui si riconoscono le riprese esterne dell’abitazione di Imma. È toccante identificare ambienti visti in televisione e scoprirli perfettamente integrati nel tessuto urbano quotidiano.

L’area si affaccia su Piazza San Giovanni Battista, uno dei crocevia più signorili del nucleo cittadino. Da qui emerge la natura duale di Matera: storica e attuale. La fiction privilegia spesso i quartieri antichi, ma passeggiando ho compreso quanto la Matera odierna sia pulsante, energica, distante dall’immagine statica da depliant turistico. Aree residenziali recenti, esercizi commerciali frequentati, circolazione moderata: la città non è solo fondale scenico, è realtà vivente.

Tra i Sassi, dove la narrazione televisiva prende forma

Ma l’essenza di Matera risiede indubbiamente nei suoi Sassi. Attraversarli equivale a immergersi in una dimensione verticale. Gradinate che si innalzano inaspettatamente, passaggi voltati scavati nella roccia, balconate sospese sul canyon. Nella serie televisiva, questi passaggi stretti costituiscono il palcoscenico delle investigazioni della procuratrice; nella realtà, formano un dedalo che impone di procedere con calma.

Mi sono inoltrata nel Sasso Caveoso, il quartiere più arcaico. Qui il paesaggio assume caratteri quasi ancestrali: cavità naturali, scalinate scoscese, terrazzi panoramici che dominano la Gravina di Matera. Ho esplorato la Casa Grotta di Vico Solitario, riproduzione autentica di un’abitazione dei primi anni del Novecento: un unico spazio condiviso con bestiame e suppellettili elementari. All’uscita, la comprensione del territorio muta radicalmente.

@RebeccaManzi/GreenMe

@RebeccaManzi/GreenMe

In questa zona incontriamo anche la Chiesa di San Pietro Caveoso, collocata nell’omonima piazza nel cuore dei Sassi di Matera, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’edificio sacro si erge a picco sulla gravina materana e regala una vista mozzafiato. Le sue radici risalgono probabilmente alla fine del XII o all’inizio del XIII secolo e al suo interno custodisce affreschi trecenteschi e quattrocenteschi.

@RebeccaManzi/GreenMe

Successivamente ho percorso il Sasso Barisano notando come le antiche dimore siano oggi diventate alberghi di charme, atelier artigianali, locali gastronomici. La metamorfosi è palese, ma non elimina le tracce del passato. Qui la memoria non è relegata a spazio espositivo: è sostanza. Individuare gli scorci trasmessi in televisione è stato un passatempo costante. Tuttavia, dal vivo, tutto appare più complesso. La serie televisiva esalta l’estetica, ma l’esperienza diretta restituisce anche il carico della vicenda storica.

@RebeccaManzi/GreenMe

Toccante la risalita verso la Cattedrale di Maria Santissima della Bruna, che sovrasta la città dall’altura della Civita. Al crepuscolo, Matera si trasfigura: le illuminazioni calde accendono la pietra e l’intero anfiteatro dei Sassi diventa un presepe luminoso. Come proseguire l’esplorazione? Non esiste un percorso obbligato da rispettare, il mio suggerimento è semplicemente vagare liberamente tra i vicoli dei Sassi. A Matera funziona così: più ti smarrisci, più scopri.

@RebeccaManzi/GreenMe

Il periodo migliore per visitarla e l’abbigliamento adeguato

Un’altra raccomandazione è evitare il mio errore, condizionata da una distanza geografica considerevole: l’estate può risultare molto afosa, con temperature elevate e scarsa circolazione d’aria nei passaggi stretti. Se decidi di esplorare Matera a luglio o agosto, pianifica le visite nelle prime ore del mattino e al crepuscolo.

Il momento ottimale è la primavera (da metà aprile a giugno) e settembre, quando le temperature sono gradevoli e la luminosità esalta ogni particolare della roccia. Anche il periodo natalizio è affascinante: la città illuminata amplifica l’effetto scenografico naturale dei Sassi.

Infine considera che Matera si sviluppa su diversi livelli: occorrono scarpe confortevoli e con suola antiscivolo. Le superfici in pietra possono risultare scivolose, specialmente dopo le precipitazioni. In inverno porta una giacca che ripari dal vento: l’umidità serale si percepisce. In estate sono essenziali cappello, borraccia e crema solare.

@RebeccaManzi/GreenMe

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin