Scopri il percorso perfetto di tre giorni nelle Langhe piemontesi: borghi autentici, cantine storiche e paesaggi mozzafiato tra colline e vigneti.
Le Langhe piemontesi rappresentano una delle mie destinazioni preferite. Esplorare questa zona significa immergersi in un territorio che si trasforma gradualmente, caratterizzato da dolci colline ricoperte di viti, piccoli centri storici e percorsi scenografici che invogliano a fermarsi continuamente per immortalare il panorama e contemplare la bellezza circostante con calma.
Dopo numerose visite, ho messo a punto un percorso di tre giorni che permette di assaporarne l’anima autentica, combinando camminate, assaggi enogastronomici e scoperte culturali con la giusta tranquillità. Ciononostante, vi suggerisco di ritornare più volte, durante tutto l’anno, poiché le Langhe regalano sempre nuove emozioni attraverso tonalità mutevoli ed esperienze inedite da scoprire.
Per chi preferisce spostarsi in camper, questa è la destinazione ideale: spazi verdi attrezzati gratuiti, luoghi con panorami straordinari perfetti anche solo per una pausa pranzo veloce. Un autentico eden per chi viaggia su quattro ruote, soprattutto per gli amanti degli ambienti naturali.

@Rebecca Manzi/GreenMe
Indice
Grinzane Cavour, la porta d’ingresso del territorio
Il nostro percorso attraverso le Langhe, per ragioni logistiche partendo dal Lago Maggiore, prende avvio da Grinzane Cavour, località perfetta per familiarizzare con l’area. Il maniero che sovrasta il paese dall’alto consente di comprendere immediatamente il contesto: rilievi armoniosi, distese vinicole ininterrotte, vie che si snodano dolcemente. In questo luogo il rapporto tra memoria storica, enologia e sviluppo agricolo emerge chiaramente, anche grazie alla presenza dell’Enoteca Regionale Piemontese, preziosa per orientarsi tra etichette e aree produttive. La sosta è breve ma ricca di significato, ottima come punto di partenza prima di proseguire verso l’interno delle Langhe.

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Monforte d’Alba, un centro da scoprire passo dopo passo
Da Grinzane Cavour raggiungiamo Monforte d’Alba, a circa venti minuti di distanza ma con un’atmosfera già differente. Il paese presenta uno sviluppo in altezza e richiede una visita paziente, risalendo tra viuzze anguste, gradinate e vedute inattese. Il nucleo antico mantiene un’aria intima e meno turisticamente affollata rispetto ad altri luoghi più rinomati. La piazza dell’Auditorium Horszowski, rivolta verso le colline, costituisce uno degli angoli più evocativi: uno spazio aperto in perfetta armonia con l’ambiente circostante, perfetto per una pausa contemplativa prima di rimettersi in viaggio.

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Barolo, il cuore identitario della zona
La destinazione successiva per inaugurare la seconda giornata è Barolo, raggiungibile comodamente in automobile in meno di dieci minuti. Il centro abitato è raccolto e si esplora interamente a piedi. Il Castello Falletti, attualmente sede del Museo del Vino, illustra efficacemente come il Barolo sia diventato progressivamente non soltanto un prodotto enologico, ma un simbolo identitario dell’intera regione. Camminando nelle strade del centro, si nota una maggiore affluenza di visitatori, ma senza eccessi: Barolo conserva la sua autenticità di piccolo centro abitato.

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La Morra e l’escursione verso la Cappella delle Brunate
Da Barolo proseguiamo verso La Morra, situata a circa sei chilometri. Il borgo è celebre per il suo punto panoramico, tra i più estesi delle Langhe, da cui la vista spazia su filari ordinati, dorsali collinari e casolari solitari. Da questo punto inizia una delle esperienze più coinvolgenti del percorso: l’escursione a piedi fino alla Cappella delle Brunate, per cui consiglio di dedicare un intero pomeriggio (munendosi di acqua e buone scarpe da trekking).

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Il sentiero procede in discesa – piuttosto ripida, ve ne renderete conto al ritorno – attraversando i vigneti e ogni fermata fotografica diventa anche un momento per recuperare energie lasciando che sia il territorio a scandire l’andatura. La cappella appare inaspettatamente, solitaria tra le vigne: le tonalità vivaci dell’intervento artistico di Sol LeWitt e David Tremlett creano un contrasto con l’ordine geometrico dei filari, integrandosi armoniosamente e regalando intense emozioni. È una meta che acquista valore proprio perché conquistata camminando, non come semplice destinazione Instagram. E adesso vi attende la risalita: in bocca al lupo!

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Barbaresco, tra distese vinicole e altezze medievali
La terza e conclusiva giornata ci conduce verso Barbaresco, attraversando una porzione differente delle Langhe. Il paese è contenuto nelle dimensioni e si visita velocemente, ma presenta un elemento caratterizzante: la torre medievale, che emerge tra i vigneti di Nebbiolo. Salire fino alla sommità consente di percepire la distinzione tra Langhe e Roero, con rilievi più dolci e un disegno territoriale meno concentrato rispetto all’area del Barolo.

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Neive, concludere il percorso passeggiando
L’ultima destinazione è Neive, a breve distanza in auto da Barbaresco. Annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, rappresenta uno dei centri meglio preservati e più equilibrati della regione. Il nucleo storico invita a una scoperta tranquilla, fatta di vagabondaggi senza destinazione precisa, tra abitazioni dai colori pastello, cortili nascosti e cantine secolari. Qui vi raccomando semplicemente di perdervi, senza un obiettivo definito, permettendo che siano i vicoli di questo piccolo gioiello a condurvi. Il posto ideale per sigillare un viaggio che, ne sono convinta, ripeterete quanto prima perché resistere al fascino delle Langhe è veramente impossibile.

@Rebecca Manzi/GreenMe

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