Peccioli: il borgo toscano con sculture monumentali da scoprire

Scopri Peccioli, borgo pisano dove arte moderna e tradizione si fondono. Sculture colossali emergono dal paesaggio creando un museo a cielo aperto unico.

Il nostro percorso verso Peccioli, situato nella Valdera toscana in provincia di Pisa, si snodava attraverso dolci colline, vigneti ordinati e quiete rotta soltanto dal sussurro del vento. Nessuno può immaginare realmente ciò che appare appena fuori dal centro abitato: statue colossali di forme umane che spuntano dalla terra, ferme ma dense di energia. Le sculture monumentali di Peccioli non rappresentano una mera curiosità turistica, bensì il frutto di un progetto specifico, radicato nel territorio e nella sua evoluzione.

@Rebecca Manzi/GreenMe

Le sculture colossali come testimonianze territoriali

Vengono definiti Giganti, ma il loro titolo autentico è Presenze. Si tratta di installazioni monumentali che raggiungono anche nove metri di altezza, create dall’artista artigiano Gianluca Salvadori attraverso la sua impresa Naturaliter. Prendono forma nel 2009 nell’ambito di un’iniziativa di riqualificazione di uno spazio particolare: il centro di gestione e trattamento dei rifiuti di Legoli, oggi denominato Triangolo Verde. In questo luogo, dove un tempo prevaleva il concetto di rifiuto, adesso si discute di rinnovamento, produzione energetica e ambiente riprogettato. Le sculture appaiono come se il terreno stesso stesse rilasciando qualcosa di prezioso.

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Una storia che prende forma dalla materia

Avvicinandoci alle opere, quello che ci ha impressionato è stata la concretezza materica delle creazioni: anatomie nude, candide, possenti, caratterizzate da pieghe che evocano la statuaria antica, ma collocate in un ambiente moderno. Salvadori le ha forgiate utilizzando materiali essenziali e resistenti: schiuma poliuretanica, resine composite, calcestruzzo, lavorati manualmente, attraverso un procedimento laborioso e prolungato.

La prima statua, con il braccio proteso, funge da prototipo sperimentale. Successivamente emergono figure progressivamente più elaborate: un corpo visibile fino al torace, una silhouette femminile che affiora dai fianchi, fino all’ultima, la più maestosa, rannicchiata come se fosse appena emersa da una voragine. Se fosse stata eretta completamente, avrebbe oltrepassato i sedici metri.

Il percorso delle sculture non è esclusivamente metaforico. Alcune installazioni sono state ricollocate e impiegate come elementi scenografici per manifestazioni culturali, come gli spettacoli al Teatro del Silenzio di Lajatico. Una di queste è stata trasferita persino tramite elicottero, scomposta in sezioni multiple per rispettare i vincoli di carico.

Attualmente le creazioni sono sparse: due presso il Triangolo Verde di Legoli, una all’Anfiteatro di Fonte Mazzola, una sulla copertura dell’incubatore imprenditoriale de La Fila. Un itinerario distribuito che stimola lo spostamento, la ricerca, l’osservazione da angolazioni differenti.

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Una galleria diffusa tra stradine e paesaggi

Ma Peccioli, riconosciuto come “Borgo dei Borghi 2024”, rappresenta molto più delle sue sculture colossali. Percorrendo le strade del centro, abbiamo scoperto creazioni artistiche sparse dappertutto. Interventi che interagiscono con l’ambiente, con i visitatori e, talvolta, con la vita quotidiana degli abitanti. Il MACCA – Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto comprende ormai oltre settanta interventi artistici distribuiti tra nucleo storico e aree rurali.

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La prima che attira l’attenzione è la struttura pedonale Endless Sunset, una realizzazione di Patrick Tuttofuoco: un nastro cromatico in acciaio che avvolge una passerella panoramica e cattura le sfumature del crepuscolo, convertendo un semplice percorso pedonale in un’esperienza visiva straordinaria.

L’edificio atemporale e la piattaforma panoramica

Nel cuore del centro si trova il Palazzo Senza Tempo, una costruzione storica restaurata accuratamente per diventare uno spazio consacrato ad arte, memoria e cultura. Il restauro ha preservato l’identità storica, introducendo però un elemento moderno che conferisce all’edificio un fascino particolare. Al suo interno, la struttura accoglie esposizioni periodiche, iniziative culturali e attività che consentono di approfondire la storia e le usanze di Peccioli.

@Rebecca Manzi/GreenMe

Salendo sulla Terrazza Panoramica Sospesa, la vista si amplia su tutti i lati: rilievi collinari, coltivazioni viticole e piccoli centri abitati si distendono all’infinito. La terrazza, dal progetto innovativo e costruita con materiali contemporanei, sembra librarsi nel panorama, offrendo un’esperienza singolare e coinvolgente. Questa fusione di memoria, creatività e ambiente naturale rende il Palazzo e la sua terrazza una destinazione essenziale durante l’esplorazione del borgo, proponendo una prospettiva inedita e affascinante sulla Toscana attuale, dove antico e nuovo coesistono in armonia. Qui scattare un selfie e immortalare il panorama naturale circostante diventa inevitabile.

@Rebecca Manzi/GreenMe

Creatività che narra storia e identità locale

Nel borgo si mescolano epoche diverse: la Pieve di San Verano, con la sua eredità medievale, si affaccia presso le installazioni più recenti; il Palazzo Pretorio custodisce collezioni di icone sacre e stampe che rimandano a tempi remoti, mentre il Museo Archeologico preserva testimonianze etrusche e romane.

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Spostandosi tra le piazze si avverte un confronto costante tra ciò che appartiene al passato e ciò che è innovazione: è come se Peccioli ci stimolasse a osservare la cultura da prospettive molteplici. Un centro abitato che ha trasformato l’arte moderna e la sostenibilità ambientale in elementi distintivi, che non si nutre di rimpianto, ma di ricerca.

Questo bilanciamento tra eredità e innovazione, tra memoria storica e presente creativo, mi ha colpito più di ogni singola installazione: Peccioli ti stimola a osservare con sguardo rinnovato ogni particolare, dalle pietre secolari alle forme audaci che emergono nel territorio e nel farlo presenta una Toscana alternativa, meno stereotipata e più cosciente.

@Rebecca Manzi/GreenMe

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