Vicino Volterra sorge un villaggio abbandonato con un’unica via e un delitto mai chiarito

Scopri Toiano, villaggio abbandonato toscano con una strada di 50 metri tra Pisa e Volterra, e l'omicidio irrisolto che lo avvolge nel mistero dal 1947.

Tra le colline toscane che collegano Pisa a Volterra si cela un angolo dimenticato dal tempo, dove le abitazioni in pietra e tufo si stringono lungo un’arteria che misura appena cinquanta metri. Si chiama Toiano, e chi vi giunge si trova catapultato in un’altra epoca, in una dimensione dove il fluire della storia sembra essersi arrestato.

toiano

Testimonianze medievali ancora intatte

Nato durante il medioevo, questo piccolo nucleo abitato conserva le vestigia del suo lontano passato. L’ingresso al villaggio avviene tramite un ponte che originariamente era mobile, testimonianza evidente della sua antica vocazione militare. Il territorio circostante è caratterizzato da un paesaggio aspro e suggestivo: formazioni argillose e speroni di roccia tufacea che raggiungono i cinquanta metri di altezza creano scenari di straordinaria bellezza. Il percorso sterrato che porta fino a questo luogo si estende per circa cinque chilometri, trasformando il tragitto stesso in un viaggio attraverso i secoli.

Il camposanto, la cappella e l’arteria principale

Salendo verso la sommità della collina, il primo edificio che appare è il camposanto, seguito da una piccola cappella dedicata a San Giovanni Battista, ormai chiusa e inaccessibile. Superato il ponte, ci si trova nel nucleo centrale del villaggio, dove poche costruzioni si allineano lungo via del Castello, la strada principale che non supera i cento metri. In questo luogo, durante l’Ottocento, abitavano cinquecento persone, prima che la migrazione verso i centri urbani industrializzati ne causasse il progressivo spopolamento. Negli anni Sessanta del secolo scorso, l’ultimo residente lasciò definitivamente il borgo, consegnandolo al silenzio e alla vegetazione.

L’enigma insoluto della giovane Elvira Orlandini

Questo insediamento non rappresenta soltanto un tesoro architettonico dimenticato, ma porta con sé un’ombra sinistra, un enigma mai chiarito che continua a generare storie e leggende. Il 5 giugno 1947, durante la festa del Corpus Domini, Elvira Orlandini venne rinvenuta senza vita nel bosco limitrofo, uccisa con un taglio alla gola presso la fonte dove si recava per raccogliere acqua. Aveva ventidue anni ed era prossima alle nozze con Ugo Ancillotti, un reduce bellico dal temperamento tormentato che venne accusato dell’omicidio. Il procedimento giudiziario si concluse con un’assoluzione dovuta all’insufficienza di prove, ma il responsabile del crimine non fu mai scoperto.

La sepoltura della “bella Elvira”, come ancora oggi viene chiamata dagli abitanti più anziani della zona, non si trova nel camposanto di Toiano ma al Botro della Lupa, nel luogo esatto dove avvenne il delitto. Questo caso irrisolto si è intrecciato con l’essenza del villaggio, rendendolo ancora più inquietante e magnetico.

Dal controllo lucchese al potere fiorentino

La vicenda storica di Toiano è stata complessa sin dalle origini. Sorto come fortificazione medievale, passò sotto il controllo di Lucca, successivamente di Pisa, infine di Firenze. Il comandante militare Rodolfo II Da Varano, dopo averne preso possesso, rimosse una campana dalla fortificazione e la spedì come bottino di guerra a Firenze, dove venne installata nel ballatoio di Palazzo Vecchio. Nel Trecento il villaggio fu distrutto dai fiorentini e ricostruito dai pisani, che lo denominarono Toiano Vecchio. Gli abitanti lo rifondarono poco lontano con il nome di Toiano Nuovo, ma nel 1406 capitolarono definitivamente sotto il potere dei Medici.

I progetti non riusciti per rivitalizzare il villaggio

Attualmente questo insediamento abbandonato vive esclusivamente attraverso i passi dei visitatori che vengono a esplorarlo, attratti dal fascino nostalgico delle rovine e dalla maestosità del paesaggio. Il FAI lo ha inserito tra i siti da tutelare, sebbene nel censimento dei “Luoghi del cuore” abbia ottenuto soltanto tredici preferenze, posizionandosi in fondo alla classifica. Anche Oliviero Toscani, il celebre fotografo recentemente scomparso, si era affezionato a questo angolo dimenticato della Toscana, organizzando un concorso fotografico nel tentativo di restituirgli notorietà e valore.

Dove il ricordo prende forma

Eppure Toiano continua a esistere, sospeso tra la memoria di chi lo ha vissuto e la scoperta di chi viene a visitarlo oggi, percorrendo sentieri sterrati che attraversano foreste e alture. Qui si avverte soltanto il soffio del vento, si odono esclusivamente i rumori della natura, si cammina tra mura che narrano vicende di esistenza, di morte, di abbandono. È un luogo dove il ricordo diventa concreto, dove ogni elemento lapideo sembra conservare un arcano, dove il passato non è mai veramente svanito ma continua a manifestarsi nell’immobilità del tempo presente.

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