La statua di Lucio Dalla svela il vero luogo di Piazza Grande

La vera Piazza Grande di Lucio Dalla è Piazza Cavour: scopri il segreto della statua che guarda verso la casa dove nacque il grande cantautore bolognese.

Visitando Bologna, il consiglio più frequente è quello di recarsi a Piazza Maggiore. Si tratta dello spazio urbano centrale, dominato dalla Basilica di San Petronio e immortalato su ogni souvenir. Quando si menziona “Piazza Grande” del celebre brano di Lucio Dalla, l’associazione spontanea conduce proprio lì. Tuttavia, esiste un dettaglio che i residenti conoscono perfettamente e che abbiamo compreso solo dopo esserci accomodati vicino al monumento dedicato all’artista.

La piazza autentica celebrata nella composizione musicale è Piazza Cavour, non quella Maggiore. Non si tratta di una semplice credenza popolare: Gianfranco Baldazzi, coautore del testo, lo ha confermato durante un’intervista nel programma televisivo “La storia siamo noi” incentrato su Lucio Dalla.

Le ragioni dell’equivoco su piazza maggiore

parco statua lucio dalla

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Sedendoci sulla panchina accanto alla scultura in bronzo creata da Antonello Paladino, la risposta è diventata immediata. Il brano cita “panchine ed erba“, elementi completamente assenti nell’area di Piazza Maggiore. Piazza Cavour rappresenta invece l’unico spazio pubblico nel cuore storico della città che ospita un’area verde, una fontana centrale e diverse sedute.

statua di lucio dalla

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Lo sguardo rivolto alla casa natale

Ma non finisce qui. Il 4 marzo 1943, esattamente al numero civico 2 di questo spazio urbano, veniva alla luce Lucio Dalla. Proprio per tale motivo la statua è orientata precisamente verso quell’edificio, dove il musicista trascorse i suoi primi anni. Sostando in quel punto, si percepisce che non è una scelta casuale dello scultore: rappresenta un colloquio silenzioso tra Lucio e i suoi ricordi d’infanzia.

Lo spazio pubblico presentava un’altra peculiarità: acquisì la denominazione attuale soltanto nel 1892, quando divenne Piazza Cavour, ma per Lucio Dalla, che la osservava con lo sguardo di un fanciullo, quella sarebbe rimasta per sempre “Piazza Grande”. Costituiva il suo territorio di giochi, il posto dove tutto ebbe origine, dove l’esistenza assumeva proporzioni gigantesche come solo l’età infantile sa conferire.

Accomodandoci al suo fianco, abbiamo osservato ulteriori particolari che conferiscono unicità a questo luogo. Lucio stringe tra le mani un clarinetto, lo strumento con cui avviò il suo percorso artistico, mentre alla sua sinistra compare il testo di “Caruso”, una delle sue composizioni più amate, scolpito sulla seduta.

Il monumento è stato offerto al Comune di Bologna dal cugino Lino Zaccanti nel 2021 ed è stato collocato proprio in questa piazza, nonostante le valutazioni iniziali prevedessero una collocazione differente. Alla fine, come dichiarato dall’assessore alla Cultura Matteo Lepore, questo rappresenta il suo autentico spazio urbano, quello vissuto durante l’infanzia.

Quando ci si allontana dalla panchina e ci si volta un’ultima volta, si scorge Lucio che continua a fissare la sua abitazione. E si comprende che “Piazza Grande” non racconta di uno spazio qualsiasi, ma di quel luogo che per ciascuno di noi, nell’età infantile, appariva come il centro dell’universo. Per Lucio Dalla era Piazza Cavour, e adesso riposa lì eternamente, a rammentarcelo.

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