Milano calamita per milionari: cosa attrae i super-ricchi globali

Il capoluogo lombardo conquista l'élite mondiale: tassazione agevolata, immobili di lusso e stile cosmopolita. Perché supera Londra e Parigi.

Una statistica colpisce l’attenzione: nel motore economico italiano, uno su dodici abitanti possiede ricchezze superiori al milione di euro. Lo rivela l’ultimo studio condotto da Henley & Partners, pubblicato dal Sole 24 Ore, che posiziona la metropoli lombarda al vertice delle destinazioni preferite dall’élite economica mondiale.

La formula vincente che attrae i grandi patrimoni

Quali elementi hanno reso la città ambrosiana così magnetica per le fortune internazionali? Molteplici aspetti hanno giocato un ruolo decisivo. L’uscita britannica dall’Unione Europea ha creato uno spazio che il capoluogo ha occupato con grande efficacia. La sua posizione di fulcro della finanza nazionale si è rafforzata ulteriormente. Ma l’elemento determinante resta la tassazione agevolata per i grandi capitali: un’opportunità unica nel continente.

La migrazione dei magnati dalla capitale inglese descrive questa evoluzione meglio di qualsiasi dato. A Londra il rapporto precipita a un milionario ogni 41 abitanti, mentre l’abolizione graduale dello status “non-dom” ha eliminato quei benefici fiscali che per decenni avevano reso la City imbattibile. Chi in passato versava imposte esclusivamente sui profitti britannici ora cerca alternative più convenienti.

L’afflusso silenzioso di ricchezza

Soltanto nel corso del 2025 hanno raggiunto il territorio italiano 3.600 individui facoltosi, concentrati quasi interamente nel capoluogo lombardo. Hanno portato con sé disponibilità finanziarie superiori ai 20 miliardi di dollari, senza contare gli immobili. Insieme a Dubai e Miami, la metropoli lombarda figura nel dossier Henley & Partners tra le pochissime realtà urbane mondiali con previsione di “espansione rapida” per nuovi arrivi dall’alta finanza.

Il modello italiano poggia su due elementi fondamentali: un’imposta forfettaria annuale di 200mila euro (fino all’anno precedente) per chi sposta ricchezze nel Paese investendole in proprietà o strumenti finanziari; tasse di successione al 4%, simili a quelle svizzere.

Cifre straordinarie

Osservando l’apice della scala patrimoniale, emerge la reale portata del fenomeno. Il capoluogo lombardo ospita 182 centimilionari – individui con patrimoni oltre i cento milioni di dollari – tanti quanto Los Angeles o Parigi, ma con una popolazione decisamente inferiore.

Il sistema opera così: indipendentemente dal fatto che tu generi 500mila o 50 milioni di euro annui all’estero, il fisco italiano richiede soltanto la quota forfettaria. L’intesa vale fino a 15 anni ed è applicabile ai familiari con contributi ridotti. Conseguenza? Un’attrazione potentissima per imprenditori tecnologici, ex dirigenti, sportivi professionisti e pensionati benestanti.

I vantaggi rispetto ad altre destinazioni italiane

Tra tutte le possibili località nel nostro Paese, la capitale economica garantisce il perfetto bilanciamento tra agevolazioni tributarie e possibilità professionali. È ottimamente collegata, prossima alle capitali europee, ricca di appuntamenti e network internazionali. Roma seduce per magnificenza e patrimonio storico, ma la città lombarda viene percepita come la scelta pragmatica e vantaggiosa da chi vuole beneficiare della flat tax rimanendo attivo nell’economia.

Inoltre, lo status di “nuovo residente” è compatibile con la gestione aziendale, l’amministrazione patrimoniale e la creazione di holding italiane. Per molti rappresenta l’equazione ideale: risiedere in Europa, beneficiare del clima e dello stile italiano, ma versare meno imposte rispetto a Londra o Parigi.

Le zone dei nuovi magnati

Dove si insediano questi nuovi ricchi? Nei quartieri più prestigiosi: Brera, CityLife, Porta Nuova, San Babila, il Quadrilatero della Moda. In queste aree il mercato di lusso sta esplodendo. Attici con panorama sulla cattedrale, residenze progettate da architetti celebri, appartamenti avveniristici nei grattacieli dotati di spa, palestre e servizio concierge continuo.

La richiesta elevatissima ha spinto i valori immobiliari a livelli senza precedenti. Le compravendite avvengono frequentemente senza finanziamenti, completamente in contanti. Chi acquista? Espatriati facoltosi, investitori, imprenditori digitali, personalità note dell’industria e dello sport.

Lo stile di vita che seduce

A questo si unisce un’offerta lifestyle cosmopolita: ristoranti stellati, manifestazioni internazionali come il Salone del Mobile e la Fashion Week, collegamenti veloci con l’intera Europa, una scena culturale dinamicissima.

La città propone un’esistenza raffinata ma funzionale, dove il charme italiano incontra un’attitudine favorevole al business. Molti la considerano un’alternativa “trendy” a Londra, Dubai o Parigi: meno congestionata, con standard abitativi elevati, meno complicazioni fiscali e maggiore qualità urbana. Per i nuovi ricchi globali, una combinazione irresistibile.

Come scoprire la vera essenza milanese

Ma come cogliere realmente lo spirito della città? Diversamente da Roma e Venezia che mostrano apertamente le loro meraviglie, Milano richiede tempo. Si parte dal Duomo, quella massa marmorea con 3.400 statue e 135 guglie che Oscar Wilde definì “fallimento mostruoso”. Eppure la cattedrale, così scenografica, non incarna l’essenza cittadina. Milano è riservatezza, finezza, ciò che accade oltre le facciate.

Vale la pena visitare Villa Necchi Campiglio, la residenza modernista degli anni Trenta dove fu ambientato quel celebre film. Tra le sue stanze austere si percepisce l’inquietudine milanese, l’ossessione per l’innovazione che coesiste col rispetto dei luoghi storici.

Come il Bar Basso in Via Plinio, invariato dal 1947, dove i negroni vengono serviti in calici enormi (a meno di richiedere il bicchiere “fragola” come fanno i locali). Camerieri in papillon, anziani che giocano a carte sotto lampadari maestosi, atmosfera d’altri tempi.

Per qualcosa di più contemporaneo, l’area tra Via Melzo e Via Lambro presso Porta Venezia. Ultramarino per vini naturali, l’Osteria alla Concorrenza per crostoni con bistecca, taleggio o, per i coraggiosi, tartare di cavallo con aringa. Dall’altro lato, il Bar Picchio col suo kitsch anni Ottanta si riempie alle 19 per lo spritz.

Il rituale dell’aperitivo

I milanesi vivono per l’aperitivo dopo il lavoro, di giorno la metropoli può apparire cupa, piena di persone dirette verso uffici o banche. È la città dell’industria, dove si arriva per costruire ricchezza. La Londra italiana, fatta di meeting e metropolitane. Ma quando terminano gli impegni, i milanesi sanno come divertirsi: ristoranti eccellenti, wine bar sofisticati, programmi culturali di altissimo livello.

Imperdibile assistere a uno spettacolo alla Scala, santuario dove si sono esibiti Maria Callas e Toscanini. Grazie al sistema di restituzione biglietti, spesso ci sono posti anche all’ultimo momento. Un loggione per “Così fan tutte” di Mozart costa appena 30 euro. Dovrete sporgervi per vedere, le poltroncine di velluto sono anguste, ma l’acustica è impeccabile e gli interni dorati del teatro settecentesco giustificano ampiamente il costo.

Altra destinazione imprescindibile: la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore in Corso Magenta. Esternamente insignificante, all’interno è un’esplosione di colori rinascimentali. Viene chiamata la Cappella Sistina milanese. Quando pensate di aver ammirato tutto, scoprite una sezione nascosta ancora più mozzafiato.

A quel punto, un cocktail al Camparino, raffinato locale che si affaccia sul Duomo dalla Galleria Vittorio Emanuele II. Fondato nel 1915 da Davide Campari, figlio del creatore della bevanda, propone cocktail al Campari serviti da camerieri in smoking bianco. Incontrerete persone elegantissime, alcune impegnate in animate discussioni d’affari, altre sole nei propri pensieri, che osservano il villaggio olimpico davanti al Duomo chiedendosi quando la città tornerà alla normalità.

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