Milano calamita dei milionari: il boom dei super-ricchi nel cuore d’Italia

La metropoli lombarda conquista l'élite mondiale con flat tax agevolata e lifestyle esclusivo. Un abitante su dodici è milionario.

Una statistica colpisce l’attenzione: nella capitale economica italiana, una persona su dodici possiede un capitale superiore al milione di euro. Lo rivela l’ultimo studio di Henley & Partners citato dal Sole 24 Ore, che consacra la metropoli lombarda come destinazione privilegiata dell’élite economica mondiale.

La ricetta vincente per attrarre grandi patrimoni

Quali elementi hanno reso Milano un magnete per le fortune internazionali? Molteplici fattori si sono combinati. L’uscita britannica dall’Unione Europea ha creato uno spazio che la città ha saputo occupare strategicamente. La sua posizione di fulcro finanziario nazionale si è rafforzata. Ma l’arma vincente resta il trattamento fiscale dedicato ai grandi capitali: un’opportunità unica nel continente.

L’abbandono della capitale inglese da parte dei facoltosi illustra questa evoluzione meglio di qualsiasi dato. A Londra il rapporto precipita a un milionario ogni 41 abitanti, mentre la progressiva abolizione del regime “non-dom” ha eliminato quei benefici fiscali che per decenni avevano reso la City magnetica. Chi in passato versava imposte solo sui profitti britannici ora cerca destinazioni più convenienti.

Il flusso silenzioso di ricchezza

Soltanto nell’ultimo anno sono giunte nel nostro Paese 3.600 persone facoltose, prevalentemente nel capoluogo meneghino. Hanno portato con sé liquidità superiore a 20 miliardi di dollari, esclusi gli immobili. Insieme a Dubai e Miami, Milano figura nello studio Henley & Partners tra le pochissime metropoli globali con previsione di “espansione rapida” per nuovi arrivi dall’alta finanza.

Il modello italiano poggia su due elementi: una tassa forfettaria annuale di 200mila euro (fino all’anno precedente) per chi sposta ricchezza nel Belpaese investendola in proprietà o strumenti finanziari; imposte successorie al 4%, analoghe a quelle elvetiche.

Cifre impressionanti

Osservando l’apice della scala sociale, emerge la vera portata del fenomeno. Milano ospita 182 centimilionari – individui con patrimoni oltre i cento milioni di dollari – tanti quanto Los Angeles o Parigi, ma con una demografia molto più contenuta.

Il meccanismo opera così: che si guadagnino 500mila o 50 milioni di euro annui oltre confine, l’erario si limita alla quota forfettaria. L’intesa vale fino a 15 anni ed è applicabile ai congiunti con contributi ridotti. Conseguenza? Un’attrazione straordinaria per imprenditori tecnologici, ex dirigenti, sportivi professionisti e pensionati benestanti.

I vantaggi competitivi rispetto ad altre località italiane

Tra tutte le possibili destinazioni nazionali, la metropoli lombarda garantisce il bilanciamento ottimale tra agevolazioni tributarie e possibilità lavorative. È perfettamente collegata, prossima alle capitali europee, ricca di manifestazioni e network internazionali. Roma affascina per patrimonio artistico e storico, ma Milano viene percepita come la scelta pragmatica e funzionale da chi vuole beneficiare della flat tax rimanendo al centro dell’economia.

Inoltre, la condizione di “neo-residente” è compatibile con la direzione d’impresa, la gestione di patrimoni e la creazione di holding nazionali. Per molti rappresenta l’equazione ideale: abitare in Europa, beneficiare del clima e dello stile italiano, ma versare meno imposte che a Londra o Parigi.

Le zone preferite dai nuovi magnati

Dove si insediano questi nuovi facoltosi? Nei quartieri più esclusivi: Brera, CityLife, Porta Nuova, San Babila, il Quadrilatero della Moda. Qui il segmento luxury è in piena espansione. Attici con panorama sul Duomo, residenze progettate da celebri architetti, appartamenti avveniristici nei grattacieli dotati di spa, palestre e servizio concierge continuo.

La richiesta elevata ha spinto i valori immobiliari a livelli senza precedenti. Le compravendite avvengono frequentemente senza finanziamenti, completamente in contanti. Chi acquista? Expat benestanti, investitori, imprenditori digitali, personalità note dell’industria e dello sport.

L’offerta lifestyle che seduce

A questo si somma un’offerta lifestyle cosmopolita: ristoranti stellati, manifestazioni globali come il Salone del Mobile e la Fashion Week, collegamenti veloci con tutta Europa, una scena culturale dinamicissima.

Milano propone un’esistenza raffinata ma funzionale, dove il fascino italiano si sposa con un’attitudine business-friendly. Molti la considerano un’alternativa “trendy” a Londra, Dubai o Parigi: meno congestionata, con standard abitativi elevati, meno complicazioni fiscali e maggiore qualità urbana. Per i nuovi ricchi globali, una combinazione irresistibile.

Come cogliere l’essenza vera di Milano

Ma come comprendere realmente lo spirito milanese? A differenza di Roma e Venezia che mostrano apertamente i loro tesori, Milano richiede attenzione. Si parte dal Duomo, quella montagna marmorea con 3.400 statue e 135 guglie che Oscar Wilde definì “fallimento mostruoso”. Eppure il Duomo, così scenografico, non incarna l’anima cittadina. Milano è riservatezza, raffinatezza, ciò che succede oltre le soglie.

Merita una sosta Villa Necchi Campiglio, la residenza modernista anni Trenta dove fu ambientato quel celebre film. Tra le sue stanze essenziali si percepisce l’inquietudine milanese, l’ossessione per l’innovazione che coesiste col rispetto dei luoghi storici.

Come il Bar Basso in Via Plinio, invariato dal 1947, dove i negroni vengono serviti in calici enormi (a meno di richiedere il bicchiere “fragola” come i locali). Camerieri in papillon, anziani che giocano a carte sotto lampadari maestosi, atmosfera di un’altra era.

Per qualcosa di più contemporaneo, l’area tra Via Melzo e Via Lambro presso Porta Venezia. Ultramarino per vini naturali, l’Osteria alla Concorrenza per crostoni con bistecca, taleggio o, per i coraggiosi, tartare di cavallo con aringa. Dall’altro lato, il Bar Picchio col suo kitsch anni Ottanta si riempie alle 19 per lo spritz.

La tradizione dell’aperitivo

I milanesi vivono per l’aperitivo dopo il lavoro, durante il giorno la città può apparire austera, piena di persone dirette verso uffici o istituti bancari. È la metropoli dell’industria, dove si arriva per fare affari. La Londra italiana, di meeting e metropolitane. Ma quando terminano, i milanesi sanno come divertirsi: ristoranti eccellenti, wine bar sofisticati, programmi culturali di altissimo livello.

Imperdibile uno spettacolo alla Scala, santuario dove si sono esibiti Maria Callas e Toscanini. Grazie al meccanismo di restituzione biglietti, spesso ci sono posti anche all’ultimo momento. Un loggione per “Così fan tutte” di Mozart costa appena 30 euro. Dovrete sporgervi per osservare, le poltroncine di velluto sono anguste, ma l’acustica è impeccabile e gli interni dorati del teatro settecentesco giustificano il biglietto.

Altra destinazione obbligatoria: la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore in Corso Magenta. Esternamente anonima, all’interno è un’esplosione di colori rinascimentali. La definiscono la Cappella Sistina milanese. Quando pensate di aver ammirato tutto, scoprite una sezione nascosta ancora più spettacolare.

A quel punto, un cocktail al Camparino, raffinato locale che si affaccia sul Duomo dalla Galleria Vittorio Emanuele II. Fondato nel 1915 da Davide Campari, figlio del creatore della bevanda, serve cocktail al Campari portati da camerieri in smoking bianco. Incontrerete persone elegantissime, alcuni in animate discussioni d’affari, altri soli nei loro pensieri, che osservano il villaggio olimpico davanti al Duomo chiedendosi quando Milano tornerà alla normalità.

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