I Rem si dicono addio dopo 31 anni di carriera

RemLa notizia giunge direttamente da un messaggio pubblicato sul sito ufficiale della band. Si chiude così un capitolo della storia della musica durato 31 anni.

Non potremo più assistere come spettatori ad un concerto dei Rem e non ci saranno nuovi album del gruppo che nel 1980 ha mosso i primi passi verso il successo ritrovandosi a comporre musica in una chiesa abbandonata di Athens, nello stato della Georgia, dove i componenti della band sono nati e cresciuti.

 

Il sogno americano si è realizzato rapidamente per loro. Dopo essersi fatti un nome nel circuito underground, suonando in numerosi locali della provincia del Sud, il loro album d'esordio, "Murmur" (1983), viene nominato disco dell'anno.

 

Il resto e storia. Una storia lunga tre decenni che si conclude con parole ricche di gratitudine per tutti coloro che hanno seguito nel tempo la loro musica.

 

"Come Rem e come amici e co-cospiratori, abbiamo deciso di chiudere la nostra storia come band. Abbandoniamo le scene con un grande senso di gratitudine, di realizzazione e di stupore per tutto quello che abbiamo realizzato".

 

Michael Stipe ha inoltre dichiarato di aver scelto il momento più adatto per l'uscita del gruppo dalle scene musicali. È stato simile al dover abbandonare una bellissima festa, perché, dopo aver costruito qualcosa di straordinario, ad un certo punto tutto deve avere una fine.

 

Ecco inoltre le parole di ringraziamento del chitarrista Peter Buck: "Una delle cose più belle di questa band è il fatto che le nostre canzoni significavano per il nostro pubblico quello che significavano per noi, avevano la stessa importanza. Essere stati parte della vita dei nostri fan è stato un regalo incredibile. Grazie".

 

La band ha preso la decisione finale di comune accordo, senza l'intervento di avvocati o di legali. Hanno dato inizio e concluso il loro progetto insieme, sempre uniti, come fratelli di sangue. Ora è giunto il momento di salutarli come gruppo. Li potremo riascoltare in futuro in progetti solisti? Mai dire mai.

Marta Albè