Addio Amy Winehouse

Amy Winehouse

27 anni e una voce che ha dato vita a una fusione perfetta di Rhythm and Blues, soul, jazz e rock and roll.

Lei, Amy Winehouse, una vita tra anoressia e bulimia, alcol e droga, eccessiva in tutto, è stata trovata morta nella sua casa ancora non si perché, non si sa per cosa (Overdose? Cocktail di alcolici?). Come tradizione pare che voglia: Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin… tutti prima dei 28 anni, tutti geni maledetti.

E così, anche quest’icona si è consumata gradualmente, tanto da dover cancellare le date dell’ultimo tour dopo il flop di Belgrado. Troppo ubriaca per un’esibizione decente.

Lei, Amy Winehouse, un’ebrea di origini inglesi, aveva all’attivo solo una manciata di canzoni (2 album di cui solo l’ultimo, “Back to Black”, quello celebre), un arresto, un repertorio di gossip da far impallidire chiunque, un andirivieni dalle cliniche di disintossicazione.

Un talento sprecato? Non sta a noi a dirlo. Lei, Amy Winehouse, ne ha fatto quel che voleva, della vita ha fatto quello che voleva, consapevole di “non essere buona” (“You know, I’m no good”) e aggiungendo alla fine il suo nome alla lista di coloro che “muoiono giovani e vivono per sempre”. Proprio come Jim, Janis, Jimi.

See you, Amy.

Germana Carillo