Philip Roth, il suo addio alla letteratura

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Philip Roth ha deciso di dire addio alla scrittura, all'età di 79 anni e dopo 25 opere alle spalle, che sono state giudicate in grado di mutare il corso della letteratura americana contemporanea. Il suo addio è avvenuto in sordina, tramite una dichiarazione rilasciata il mese scorso alla stampa francese e ripresa dai giornali internazionali nelle ultime ore.

Le parole dello scrittore evidentemente erano state prese piuttosto alla leggera da parte dei giornalisti, ma ora risuonano in tutto il mondo, accompagnati da titoli che confermano la sua decisione di abbandonare una passione e una professione che lo ha accompagnato per gran parte della sua vita.

Non verranno più pubblicati libri a suo nome, dunque, nonostante Philip Roth conservi numerosi scritti inediti e carteggi nel proprio studio. Egli desidera che al momento della sua morte ogni parola da lui scritta non venga resa pubblica. I carteggi dovranno essere bruciati e la sua eredità letteraria sarà data dai 25 libri pubblicati ufficialmente mentre si trovava ancora in vita.

Lo scrittore sostiene di non essere riuscito a dare forma alle idee necessarie per la stesura di un romanzo che non sia di livello inferiore a quanto finora da lui stesso pubblicato. È convinto che a nessuno servirebbe un suo nuovo libro, portato a termine con risultati mediocri. I lettori più appassionati si dovranno dunque accontentare di quanto si trova già a loro disposizione.

"Nemesi" è ufficialmente il suo ultimo libro. Ora Roth, piuttosto che alla scrittura, preferisce dedicarsi alla rilettura dei classici: Conrad, Hemingway, Dostoevskij, Turgenev, padri della letteratura le cui opere dovrebbero essere riscoperte da parte di ogni vero appassionato della lettura.

Marta Albè

Fonte foto: BaltimoreSun.com