Damien Hirst: gli animalisti contro l'artista

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Damien Hirst, uno degli artisti contemporanei più quotati al mondo, è stato accusato dagli animalisti di aver sacrificato 9000 farfalle nel nome della propria arte. Una delle sue recenti installazioni presso la Tate Modern di Londra consisteva in una stanza ricolma di farfalle a cui i visitatori hanno avuto libero accesso per osservarle.

Il comportamento dei visitatori avrebbe causato la morte di almeno 400 farfalle alla settimana tra quelle che a poco a poco si schiudevano dai bozzoli che erano stati attaccati sulle tele preparate dall'artista. Molte delle farfalle sarebbero state ferite o avrebbero incontrato la morte poiché vittime dei visitatori, che le calpestavano o se le scrollavano di dosso.

Durante l'esposizione, almeno 400 farfalle alla settimana dovevano essere sostituite per mantenere il loro numero iniziale all'interno della stanza. Le farfalle all'interno della stanza erano libere di muoversi e di nutrirsi con fiori, zucchero e frutta, ma le loro condizioni di vita non corrispondevano a quanto richiesto dalla loro natura. Nel corso delle 23 settimane di durata della mostra, 9000 farfalle sono morte, molte delle quali calpestate proprio da coloro che desideravano ammirarle.

Gli animalisti hanno considerato scandaloso il fatto che le farfalle siano rimaste segregate in un ambiente chiuso per un periodo di tempo considerevole, mentre avrebbero dovuto vivere naturalmente all'aria aperta. Per gli animalisti britannici, sacrificare delle farfalle in nome dell'arte rappresenta un'azione inaccettabile. Secondo l'associazione animalista Rspca, se lo stesso fosse avvenuto nel caso dei cani, si sarebbe scatenata una vera e propria rivoluzione internazionale. A parere dei difensori dei diritti degli animali, nessuno di essi dovrebbe essere sfruttato dall'uomo, tantomeno per finalità artistiche.

Marta Albè

Fonte foto: Yatzer.com