Crisi del libro: il numero dei lettori è in calo

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Noi italiani non siamo mai stati noti nel mondo come lettori accaniti o come incessanti acquirenti di libri, nonostante ciò, nel corso degli ultimi due anni, il mercato editoriale del nostro Paese aveva rappresentato un baluardo di resistenza agli scossoni provocati all'economia dalla crisi mondiale. Ora però, a causa delle scarse finanze, in Italia si legge ancora meno del solito.

Posto che i veri appassionati della lettura, se non possono permettersi di acquistare un nuovo libro, non mancano di recarsi con cadenza mensile o settimanale in biblioteca, se già in un periodo più roseo dal punto di vista economico non ci si era contraddistinti come regolari frequentatori delle librerie per l'acquisto di nuovi volumi, i tempi correnti non possono di certo facilitare l'acquisizione di una simile nomina. Oggi gli italiani che leggono almeno un libro all'anno sono poco meno di 26 milioni, 723 mila in meno rispetto al 2010.

Il mercato del libro è in calo e, in un Paese già contraddistinto da pochi lettori, questi ultimi rischiano di diminuire a vista d'occhio. Ciò si ripercuote sulle vendite dei libri e sul mercato dell'editoria in maniera significativa. Come è emerso nel corso dell'importante appuntamento con la Buchmesse di Francoforte, la più importante fiera del libro europea, il mercato italiano dell'editoria ha subito un calo quasi del 9% nel corso dell'ultimo anno.

Per rilanciare il mercato del libro italiano, secondo Marco Polillo, presidente dell'Aie (Associazione Italiana Editori), potrebbero essere poste in essere alcune iniziative da parte del Governo e del Parlamento, come l'equiparazione dell'Iva tra ebook e libri cartacei, che si trova al momento rispettivamente al 21% ed al 4%, unita ad una forma di coordinamento di tutte le realtà che al momento ruotano attorno al mondo dell'editoria, in modo da garantire una prospettiva di organizzazione e di azione più efficace per un suo futuro risollevamento.

Marta Albè