Fuga in Egitto, il capolavoro di Tiziano torna a Venezia

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Le opere di Tiziano Vecellio tornano a poter essere ammirate a Venezia dopo 250 anni. Si apre oggi, giovedì 30 agosto, una mostra che proseguirà fino al prossimo 2 dicembre, dedicata ad uno dei pittori simbolo dell'arte italiana. Essa porta il titolo di "Il Tiziano mai visto. La fuga in Egitto e la grande pittura veneta" e viene ospitata presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia.

"La fuga in Egitto" è il titolo dell'opera di punta della mostra, che viene ripresentata al mondo a seguito di un restauro durato dodici anni presso l'Ermitage, grazie al quale sono potuti riemergere i tipici colori utilizzati dall'artista nelle proprie opere. Ad essa sono stati affiancati altri venti dipinti realizzati da parte di pittori contemporanei a Tiziano, attivi tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento.

L'opera è potuta giungere in Italia grazie ad un accordo temporaneo tra l'accademia veneziana e il museo russo, il quale, durante la permanenza dell'opera di Tiziano in Italia, potrà esporre "La tempesta" di Giorgione, che rappresenta il secondo oggetto dello scambio artistico tra Italia e Russia, un'iniziativa non priva di polemiche, dato che l'opera di Giorgione era stata precedentemente dichiarata intrasportabile.

La mostra è stata realizzata a cura di Irina Artemieva e Giuseppe Ravanello, che si sono inoltre occupati della realizzazione del catalogo. L'opera di Tiziano è rappresentativa della apparizione del paesaggio nella composizione dei ritratti pittorici, e non solo, con un nuovo valore ricco di significati, che non lo relegasse a mero sfondo della scena rappresentata, caratteristica che la accomuna ancora di più alla "Tempesta" giorgianesca.

Marta Albè