La Porta del Paradiso risplende di nuovo a Firenze dopo 27 anni

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La Porta del Paradiso di Firenze è potuta ritornare al proprio antico splendore dopo 27 anni grazie a meticolosi lavori di restauro. Essa era stata battezzata con l'altisonante nome da Michelangelo Buonarroti, ma a realizzarla fu Lorenzo Ghiberti, nel 1425. La porta era precedentemente collocata presso il Battistero del Duomo di Firenze.

A seguito del restauro, essa non tornerà nel proprio luogo originario, ma verrà ospitata dal Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore, dove potrà essere custodita al riparo da qualsiasi eventuale danno. L'annuncio della conclusione del restauro della porta dal valore inestimabile è avvenuto nella giornata di ieri da parte del Ministro per i Beni e le Attività culturali Lorenzo Ornaghi nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Roma in serata.

La porta aveva purtroppo subito gravi danneggiamenti a seguito dell'alluvione del fiume che attraversa Firenze, l'Arno, avvenuta nel 1966. Il suo restauro, durato ben 27 anni, è stato eseguito per mano dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che ne ricevette incarico da parte dell'Opera di Santa Maria del Fiore. La porta attraversò inoltre le traversie della Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui fu rimossa dal duomo fiorentino, per evitare danneggiamenti nel corso del conflitto bellico.

Il Museo dell'Opera che ospiterà la porta si trova attualmente ancora in fase di realizzazione. Esso dovrebbe essere concluso a fine estate. Nei mesi di giugno e luglio la porta verrà ospitata all'interno di una teca, che sarà collocata nel cortile del museo, per essere in seguito spostata in una delle stanze dell'edificio. Verranno poi attuate delle misure speciali per la protezione della porta, volte ad evitare il posizionamento di un vetro frontale. Essa ha un'altezza di 5 metri e venti ed una larghezza di circa 3 metri, per un peso di 8 tonnellate ed uno spessore di 11 centimetri.

Marta Albè