Bella Addormentata: per Bellocchio nessuna ideologia

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Venezia 2012. È stato presentato nella giornata di ieri, presso la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, uno dei film più attesi firmato da un regista italiano. Si tratta di "Bella Addormentata" di Marco Bellocchio, che vede sul proprio sfondo il caso Englaro, ma evita di farsi portavoce di un'unica ideologia per quanto concerne il tema dell'eutanasia.

La pellicola è stata accolta da applausi, ma allo stesso tempo pare che non abbia convinto completamente gli spettatori. Date le polemiche iniziali, risalenti al periodo in cui il film si trovava ancora in lavorazione, ci si attendeva probabilmente l'espressione di una presa di posizione netta sul "fine vita" da parte del regista, che ha prontamente negato di aver voluto trasformare il film nel veicolo di un'idea personale.

Marco Bellocchio ammette di possedere le proprie idee in proposito, ma di non averle lasciate trasparire sullo schermo cinematografico, in modo da rappresentare in maniera equilibrata punti di vista opposti rispetto ad un argomento tanto delicato e ancora bisognoso di essere discusso in maniera approfondita nel nostro Paese.

Sullo sfondo degli ultimi giorni dell'esistenza di Eluana Englaro, si intrecciano le vicende di personaggi differenti, tra cui una giovane attivista sostenitrice del Movimento per la Vita, che si dirige ad Udine per manifestare contro il ricorso alla "dolce morte", e che proprio in questa occasione si innamorerà di un giovane che sull'argomento esprimerà un punto di vista diametralmente opposto.

Il caso Eluana Englaro non può essere risolto attraverso una pellicola cinematografica. Non è compito del regista decidere chi si trovi nel giusto. Come affermato dallo stesso Bellocchio, "Bella Addormentata" non è altro che un film nato da sé, che come tale dovrebbe essere considerato, senza necessariamente andare alla ricerca delle opinioni personali di chi ha deciso che l'argomento eutanasia avrebbe potuto trasformarsi nel perno centrale di una serie di storie parallele e verisimili, seppur nate dalla fantasia.

Marta Albè

Fonte foto: Cotidianul.ro